• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19018 (4-19018)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19018presentato daVACCARO Guglielmotesto diMercoledì 17 gennaio 2018, seduta n. 905

   VACCARO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   Grandi stazioni s.p.a. fin dalla sua nascita 1998 era partecipata per il 60 per cento da Ferrovie dello Stato e per il restante 40 per cento da soci privati con lo scopo di valorizzare i complessi immobiliari delle stazioni;

   dal 1o luglio 2016, dalla scissione di Grandi stazioni, sono state costituite tre nuove società: Grandi stazioni rail s.p.a., Grandi stazioni immobiliare s.p.a. e Grandi stazioni retail s.p.a.;

   Ferrovie dello Stato italiane ha mantenuto una quota di partecipazione in Grandi stazioni retail spa e Grandi stazioni immobiliari, invece Grandi stazioni retail spa è stata ceduta ad un gruppo di imprenditori privati – fondi speculativi – per un importo di circa un miliardo di euro;

   quest'ultima società, controllata dal consorzio costituito da Antin Infrastrutture Partners, Icamap e Borletti Group, ha come mission la riqualificazione, la valorizzazione e la gestione delle quattordici principali stazioni ferroviarie italiane, tra cui Roma e Milano;

   ciò avveniva senza considerare la valenza strategica che rivestono le stazioni ferroviarie, peraltro recentemente riqualificate con fondi pubblici e comunque senza tener in debito conto della posizione e dei dubbi allora espressi dall'ex presidente di Ferrovie dello Stato italiane professore Messori con il solo fine di realizzare una enorme plusvalenza soprattutto per i soci privati;

   poco dopo il loro insediamento, i nuovi azionisti hanno formulato, in maniera pretestuosa, diverse contestazioni sia sul contratto di compravendita, sia sulla qualità e sulle competenze di diversi dipendenti;

   recentemente, senza preavviso e senza nessuna consultazione né con le organizzazioni sindacali né tantomeno con i lavoratori, l'amministratore delegato di Grandi stazioni retail spa, comunicava, addirittura verbalmente, a ventidue dipendenti della direzione commerciale (marketing, media, leasing, gestione contratti passivi e business control) che sarebbero stati trasferiti dall'inizio del 2018, presso la sede di Milano, mentre le restanti direzioni: tecnica, amministrazione, risorse umane, legale e relazioni esterne resteranno momentaneamente in servizio a Roma;

   prima di allora la società non aveva mai ipotizzato trasferimenti o tagli di personale, e pertanto la notizia ha colto di sorpresa le ventidue persone che a questo punto, salvo altre soluzioni, dovranno affrontare in tempi strettissimi diversi problemi sia di natura personale e familiare che economico. Nel panico totale sono quattordici dei ventidue dipendenti, giovani madri di famiglia che, loro malgrado, saranno costrette a scegliere tra reddito e famiglia, visto che molte hanno figli piccoli;

   tra l'altro, fin da subito alcuni manager della nuova compagine sociale, a quanto risulta all'interrogante, avrebbero adottato, in modo del tutto immotivato, pressioni di varia natura nei confronti dei dipendenti e per circa un anno non si è provveduto alla definizione dell'organizzazione aziendale con ruoli e mansioni, cosa che ha oltremodo sottoposto i lavoratori a condizioni di elevato stress;

   il trasferimento dei 22 lavoratori, madri o meno che siano, dal 1° gennaio 2018 resta un fatto grave e pretestuoso, ad avviso dell'interrogante collegato ad altri conflitti piuttosto che a ragioni produttive e di business –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritengano di dover effettuare un'accurata verifica sia sulla modalità di scissione di Grandi stazioni spa, sia su eventuali importi e bonus elargiti all'amministratore delegato, al management e a società di consulenze per il perfezionamento dell'operazione societaria;

   di quali elementi disponga circa l'andamento economico della società Grandi stazioni retail e se questo sia in linea con il piano industriale;

   se non ritengano opportuno assumere idonee iniziative volte a salvaguardare il diritto dei lavoratori trasferiti dalla precedente società, partecipata dal gruppo Ferrovie dello Stato italiane, all'attuale proprietà di natura esclusivamente privata nel rispetto della normativa vigente.
(4-19018)