• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01519/001/ ... premesso che: l'articolo 10 della Costituzione riconosce il diritto d'asilo allo straniero che nel suo paese non gode delle libertà democratiche, a dimostrazione dell'alto valore che tale...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1519/1/14 presentato da RITA GHEDINI
martedì 15 luglio 2014, seduta n. 073

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 10 della Costituzione riconosce il diritto d'asilo allo straniero che nel suo paese non gode delle libertà democratiche, a dimostrazione dell'alto valore che tale diritto ha nell'ordinamento giuridico italiano;
successivamente alla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, il Presidente della Repubblica Napolitano ha posto l'accento sull'esigenza di intervenire con misure legislative specifiche per i richiedenti asilo e i rifugiati;
considerato che:
la cosiddetta legge di delegazione europea 2013-bis, delega al Governo per il recepimento di due importanti direttive europee sull'asilo: la direttiva 2013/32/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (rifusione), e la direttiva 2013/33/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; nonché introduce, all'articolo 7, una delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle disposizioni di attuazione della normativa dell'Unione europea in materia di protezione internazionale e di protezione temporanea;
il Commissario per i Diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, ha censurato l'Italia in un rapporto del settembre 2012 proprio per le condizioni di vita e di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati nel nostro Paese;
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, nelle raccomandazioni sul sistema d'asilo italiano, pubblicate nel luglio 2013 ed inviate alle Autorità italiane, ha evidenziato le profonde difficoltà legate al sistema d'accoglienza e alla mancanza di misure di integrazione che determinerebbero un elevato numero di beneficiari di protezione internazionale che vivono in situazioni di grave degrado abitativo;
inderogabile è la necessità di contrastare la crescente marginalizzazione sociale dei beneficiari di protezione internazionale in Italia, denunciata a più riprese da rilevanti organizzazioni internazionali, attraverso la predisposizione di concrete misure di sostegno all'integrazione, a tutela della loro sicurezza, nonché di quella delle comunità locali che li accolgono;
rilevato che:
come specificato nel considerando n. 22 della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (rifusione), è negli interessi sia degli Stati membri che dei richiedenti, garantire un corretto riconoscimento delle esigenze di protezione internazionale in primo grado;
l'Italia, al contrario di molti Stati membri dell'Unione europea, è priva di una procedura per il reinsediamento di rifugiati provenienti da Paesi terzi;
l'articolo 4 della direttiva 2013/32/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, richiede che gli Stati membri provvedano affinché l'autorità preposta alla valutazione delle domande di asilo disponga di mezzi appropriati e di personale competente in numero sufficiente;
è quindi necessario, nella trasposizione della summenzionata direttiva, prevedere una professionalizzazione del personale deputato a valutare le domande di protezione internazionale anche attraverso l'istituzione di un organismo dedicato;
valutato che:
l'Italia ha riconosciuto l'importanza di contrastare il fenomeno dell'apolidia avendo ratificato e resa esecutiva con legge 1º febbraio 1962, n. 306, la Convenzione relativa allo status delle persone apolidi, adottata a New York il 28 settembre 1954;
in Italia si stima vi siano circa 15.000 persone - principalmente giovani - potenzialmente apolidi, come si evince dal "Rapporto conclusivo dell'indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia", pubblicato nel 2011 dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato - XVI legislatura;
gli status di rifugiato e di apolide, così come definiti ai sensi delle Convenzioni del 1951 e del 1954, presentano elementi comuni sotto il profilo della protezione e dei diritti che i Paesi firmatari sono tenuti a garantire a seguito del riconoscimento;
l'articolo 3, comma 3, della direttiva 2013/32/UE, consente la sua applicazione ad altre procedure per il riconoscimento di forme di protezione diverse;
considerato altresì che:
sul medesimo disegno di legge, l'ordine del giorno 9/1836-A/10, di contenuto analogo al presente atto, durante l'esame in prima lettura presso la Camera dei deputati è stato accolto dal Governo in data 10 giugno 2014;
il sistema d'accoglienza italiano basato sui piccoli centri diffusi su tutto il territorio facenti parte della rete SPRAR è considerato da molti organismi una best pratice;
i grandi centri collettivi CARA, pensati per un'accoglienza di breve duranta, si trovano ad ospitare richiedenti asilo per periodi molto lunghi, che a volte superano anche l'anno, non potendo favorire servizi adeguati a questa permanenza prolungata;
come specificato nel considerando n. 26 della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, è "opportuno garantire l'efficienza dei sistemi d'accoglienza";
a tale riguardo, mentre in Italia non c'è un sistema di monitoraggio delle condizioni d'accoglienza dei richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale, l'articolo 28 della summenzionata direttiva prevede che gli Stati membri "assicurino adeguate misure di orientamento, sorveglianza e controllo del livello delle condizioni di accoglienza";
a) relativamente all'adozione del testo unico di cui all'articolo 7, impegna il Governo:
in relazione all'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale, a dare attuazione all'articolo 25 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, e prevedere l'inclusione dei beneficiari di tale status tra le categorie delle persone svantaggiate previste dalla legislazione sulle cooperative sociali;
al fine di favorire modalità d'ingresso protette per coloro che necessitano di protezione internazionale, a prevedere in determinati casi emergenziali la possibilità del rilascio di visti umanitari e a disciplinare una procedura per il reinsediamento in Italia dei rifugiati che vivono in Paesi terzi;
in applicazione del regolamento UE n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, a disciplinare i mezzi di impugnazione avverso le decisioni di trasferimento o di revisione di cui all'articolo 27, paragrafo 3, del suddetto regolamento, prevedendo la possibilità che essi determinino una sospensione dei provvedimenti impugnati;
b) nell'esercizio della delega per l'attuazione della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, impegna il Governo:
a mantenere e rafforzare in tutti i casi i livelli di garanzia previsti dalla normativa vigente;
ad assicurare servizi di informazione e assistenza presso tutti i valichi di frontiera, nonché nei luoghi interessati da arrivi massicci di richiedenti protezione, garantendo altresì la possibilità di accesso a detti luoghi da parte dei rappresentanti degli enti di tutela degli stranieri e dei rifugiati e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite;
a garantire la professionalizzazione del personale deputato alla valutazione delle singole domande di protezione, attraverso un organismo dedicato sull'asilo, prevedendo che sia selezionato sulla base delle competenze ed esperienze in materia di asilo, che sia impiegato con incarico esclusivo e riceva una formazione iniziale periodicamente aggiornata, che sia adottato un codice di condotta per il personale addetto alla valutazione delle domande, nonché per gli interpreti e il personale amministrativo;
a garantire che il personale preposto alla valutazione delle domande di asilo sia in numero sufficiente ad assolvere i compiti previsti a seconda delle variazioni nel tempo del numero delle richieste;
a prevedere che, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, l'organismo deputato a valutare le domande di asilo sia competente a decidere sulle domande di riconoscimento dello status di apolide;
a garantire uniformità di interpretazione dei criteri per il riconoscimento della protezione internazionale, nonché il rispetto delle garanzie procedurali, attraverso meccanismi di monitoraggio delle condizioni di accoglienza e controllo della qualità del sistema;
a rafforzare l'efficienza delle procedure di cui alla citata direttiva 2013/32/UE, prevedendo che siano predisposte linee guida al fine di garantirne un'applicazione omogenea sul territorio nazionale;
a rafforzare i livelli di garanzia per i minori non accompagnati prevedendo che:
a) i minori non accompagnati siano prontamente individuati e identificati, secondo metodi idonei, anche per quanto attiene alla determinazione della loro età qualora si renda necessario;
b) per i minori non accompagnati sia nominato un tutore con le necessarie competenze, stabilendo l'incompatibilità dell'ufficio qualora vi sia un potenziale conflitto di interesse e che essi siano informati sulle procedure relative alla protezione internazionale;
c) in ogni decisione presa nei confronti di minori non accompagnati, il superiore interesse del minore sia considerato un criterio preminente;
nell'esercizio della delega per l'attuazione della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, impegna il Governo:
a prevedere l'istituzione di fori di concertazione di livello politico e tecnico, con compiti di indirizzo, programmazione e attuazione delle politiche dell'asilo, connotati da ampia rappresentatività e coinvolgimento di attori istituzionali e sociali e delle organizzazioni di tutela dei rifugiati;
a prevedere che sia annualmente predisposto un Piano Nazionale sull'asilo, con l'obiettivo di elaborare le linee di indirizzo e pianificare gli interventi in materia di asilo e la valutazione degli stessi, nonché definire il numero complessivo dei posti in accoglienza necessari per i richiedenti e i beneficiari di protezione, inclusi i posti per le persone vulnerabili, calcolato sulla base dell'andamento dei tre anni precedenti;
a prevedere una revisione dell'attuale sistema di accoglienza, di modo che:
a) sia garantito l'accesso e la fruizione delle misure di accoglienza agli stranieri o agli apolidi presenti nel territorio italiano dal momento in cui abbiano manifestato, in qualsiasi forma e lingua, la loro intenzione di presentare domanda di asilo;
b) siano contemperate le esigenze connesse alle procedure di esame delle domande di protezione internazionale e quelle di accoglienza, bilanciando la diffusione sul territorio nazionale delle persone in accoglienza e valorizzando l'apporto delle regioni e degli enti di governo locale, secondo modalità definite previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, al fine di accelerare l'accesso dei richiedenti asilo in appositi servizi di accoglienza integrati e decentrati sul territorio;
a prevedere il superamento del modello dei centri governativi collettivi, abrogando l'articolo 20 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, ed introducendo, a titolo di eccezione, solo in caso di arrivi massicci e concentrati nel tempo, meccanismi flessibili di prima accoglienza in detti centri finalizzati al tempestivo trasferimento nei servizi decentrati ed integrati;
a prevedere che il trattenimento di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, sia escluso per le persone vulnerabili di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140, sulla base di una valutazione individuale.
(0/1519/1/14)
RITA GHEDINI, MANCONI, FEDELI, AMATI, BATTISTA, D'ASCOLA, DE CRISTOFARO, FATTORINI, ELENA FERRARA, GOTOR, GUERRIERI PALEOTTI, LO GIUDICE, ORELLANA, PALERMO, URAS