• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03251 il tribunale per i minorenni è un organo collegiale specializzato dell'amministrazione della giustizia, istituito con regio decreto n. 1404 del 1934, convertito dalla legge n. 835 del 1935,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03251presentato daBUSINAROLO Francescatesto diGiovedì 17 luglio 2014, seduta n. 266

BUSINAROLO, CIPRINI e MUCCI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il tribunale per i minorenni è un organo collegiale specializzato dell'amministrazione della giustizia, istituito con regio decreto n. 1404 del 1934, convertito dalla legge n. 835 del 1935, composto da quattro giudici, di cui due togati e due onorari, un uomo e una donna, «benemeriti dell'assistenza sociale, scelti tra i cultori di biologia, di psichiatria, di antropologia criminale, di pedagogia, di psicologia ...» (articolo 2 della legge n. 835 del 1935), figure che compendiano funzioni giudiziarie e competenze psicologiche nonché socio-pedagogiche;
i tribunali dei minori, di competenza territoriale su tutto il circondario della corte di appello o sezione di corte d'appello, sono 29 sul territorio nazionale, con un organico di circa 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari;
un servizio della trasmissione di inchiesta Le Iene, del 21 maggio 2014, ha rifocalizzato l'attenzione su una questione già oggetto di una commissione di inchiesta di Federcontribuenti sugli affidamenti minorili chiamata «Finalmente Liberi». L'inchiesta aveva riscontrato ben oltre 100 conflitti di interessi tra giudici onorari ed associazioni per minori in tutta Italia;
sarebbe emerso che l'allontanamento di parecchi minori dalla propria famiglia sia stato deciso da giudici onorari che ricoprivano anche la carica di presidente o vicepresidente delle associazioni alle quali tali minori venivano affidati. Queste associazioni sarebbero sovvenzionate dallo Stato, per un ammontare che dipende dal numero dei minori presenti nella struttura;
si tratta di psicologi, medici e assistenti sociali, che da un lato sono chiamati a pronunciarsi sull'allontanamento dei bambini dalle proprie famiglie, e dall'altro sono essi stessi titolari, dipendenti o consulenti di centri di affido o istituti, dove poi vengono accolti gli stessi minori;
il giudice onorario per tutta la durata dell'incarico è un giudice a tutti gli effetti e quindi, nell'esercizio di tale attività, deve osservare i principi deontologici del giudice, tra cui il principio di terzietà ed indipendenza, come interprete degli interessi del minore e delle relazioni all'interno della famiglia;
l'ultima circolare del CSM in merito al ruolo di giudice onorario minorile, risalente al 14 maggio 2010, fissava i criteri di selezione e nomina dei giudici onorari minorili per il triennio 2011-2013 ed in particolare all'articolo 7 fissa le cause di incompatibilità allo svolgimento dell'incarico;
anche il Garante per l'infanzia aveva proposto di «scrivere un rigido codice etico, coinvolgendo gli ordini professionali, per vietare a ogni giudice onorario di tribunale dei minori di avere un ruolo nelle comunità di affido» e di far sottoscrivere ai tribunali un protocollo sulle ispezioni, così da metterli in condizione di effettuare controlli presso le strutture che dovessero risultare «sospette»;
è emerso che nel 2010 i minorenni sottratti alle famiglie sono stati 39.698, collocati dai tribunali dei minori in centri di affido temporaneo o in altre famiglie, il 24 per cento in più rispetto a 10 anni prima. Inoltre, comuni e aziende sanitarie locali pagano per ciascun/minorenne affidato una retta minima giornaliera di 200 euro (ma spesso si arriva a superare i 400) –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti;
se sia noto quanti minori siano stati affidati ad associazioni da parte di giudici onorari che ricoprivano ruoli nelle medesime associazioni e a quanto ammontino le somme ricevute da tali associazioni a fronte di detti affidamenti;
quanti minorenni siano stati sottratti alle famiglie nel 2013;
se il Ministro ritenga di assumere iniziative normative per precisare le cause di incompatibilità per la nomina dei giudici onorari minorili. (5-03251)