• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03278 secondo vari organi di stampa sarebbe pari a 620 miliardi di euro, al 31 dicembre 2013, l'ammontare di crediti fiscali che l'Erario, la gran parte tramite Equitalia, deve ancora riscuotere dai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03278presentato daPAGLIA Giovannitesto diMartedì 22 luglio 2014, seduta n. 269

PAGLIA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
secondo vari organi di stampa sarebbe pari a 620 miliardi di euro, al 31 dicembre 2013, l'ammontare di crediti fiscali che l'Erario, la gran parte tramite Equitalia, deve ancora riscuotere dai contribuenti, dei quali circa 350 miliardi originati da accertamenti, circa 170 dalla liquidazione delle dichiarazioni fiscali, 80 dovuti all'INPS e la restante parte, pari a circa 20 miliardi, è rappresentata da multe ovvero da crediti originati dai comuni e che rappresentano solo il 3-4 per cento del totale;
si tratta di un tesoro inestimabile, che potrebbe rappresentare per lo Stato una vera e propria riserva aurea, e che, qualora fosse interamente recuperato, sarebbe capace di far ripartire la macchina della spesa in investimenti, con conseguente spinta verso la crescita;
l'ente italiano preposto alla riscossione, Equitalia, è però in forte difficoltà; infatti, sull'intero importo, costituito da evasione già accertata o altri crediti su cui non pendono contenziosi tributari, esso registra una percentuale di successo di riscossione che sfiora ogni anno solo 7,5 miliardi di euro, anche e soprattutto a causa della sua incapacità a rintracciare gli evasori e costringerli a pagare;
come rilevato in più occasioni dalla Corte dei conti, la diminuzione dei volumi riscossi negli ultimi anni è attribuibile anche alle difficoltà finanziarie connesse all'acuirsi della crisi economica ed al susseguirsi delle novità normative che hanno introdotto misure di più ampio respiro per i debitori, incidendo, però, profondamente sugli strumenti attribuiti ad Equitalia e sui relativi volumi di riscossione: secondo la stessa magistratura contabile la contrazione va messa anche in relazione al notevole incremento del fenomeno di rateazione delle cartelle di pagamento che posticipa nel tempo il relativo gettito; sotto quest'ultimo aspetto, dal 2008 ad oggi risultano essere state concessi 2 milioni e 300 mila rateazioni per un importo pari a circa 25 miliardi di euro;
la stessa Corte dei conti ha inoltre segnalato come «la posizione creditoria dello Stato sia divenuta per molti versi deteriore rispetto alle possibilità di tutela che la legge riconosce al creditore privato munito di titolo esecutivo» e, di conseguenza, come i crediti dello Stato risultino meno tutelati rispetto a quelli di natura privatistica;
secondo l'ex presidente di Equitalia, Attilio Befera, audito presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, l'attività di riscossione richiederebbe uno sforzo di tipo investigativo, così come avviene nella precedente fase dell'accertamento tributario nella quale cooperano la Guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate; il dottor Befera, in quella stessa sede, ha dichiarato che una parte «rilevante» dei crediti vantati dall'Erario non è riscuotibile perché fa capo a società estinte, a persone decedute o a fallimenti, ed inoltre, che buona parte della responsabilità è attribuibile anche al tempo, circa due o tre anni, che intercorre tra l'accertamento e la riscossione, periodo in cui, ad esempio, gli istituti di credito soddisfano, ai danni dello Stato, i loro crediti –:
alla luce di quanto premesso, con riferimento ai crediti esigibili da parte di Equitalia, quanti siano quelli riconducibili ad omesso versamento, quanti quelli da corretta dichiarazione ma di cui non è stato ancora perfezionato il pagamento, attraverso dati aggregati per tipologia d'imposta (IVA, Ires, IRPEF, contributi, e altro), per categoria di importo, per distribuzione geografica e per attività nonché, complessivamente, quali siano i gravami accessori che incombono sugli stessi. (5-03278)