• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03295 la recente vicenda di un «falso invalido» di 56 anni di Pontedera, in provincia di Pisa, ha riportato alla ribalta il problema degli abusi e delle distorsioni nel sistema dei sostegni...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03295presentato daGELLI Federicotesto diMercoledì 23 luglio 2014, seduta n. 270

GELLI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
la recente vicenda di un «falso invalido» di 56 anni di Pontedera, in provincia di Pisa, ha riportato alla ribalta il problema degli abusi e delle distorsioni nel sistema dei sostegni economici statali alle persone affette da disabilità;
in particolare, l'uomo, ufficialmente non vedente, è stato scoperto dalla Guardia di finanza mentre passeggiava da solo, accompagnava la figlia a scuola e faceva shopping;
lo stesso è ora accusato di truffa ai danni dello Stato e gli sono stati sequestrati i beni per risarcire l'Erario di oltre 47.000 euro incassati illegittimamente;
dal 2011 il falso cieco, dopo essere riuscito a simulare un grave stato di invalidità ed a farsi riconoscere dalla asl di Pisa i benefici previsti dalla legge per i non vedenti, riceveva un assegno di circa 1.200 euro al mese;
la campagna contro i «falsi invalidi» iniziata nel 2008 ha portato ad indire controlli straordinari che nel complesso, nell'arco temporale 2009-2015, porteranno a visite per circa la metà dei titolari delle prestazioni;
la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228), infatti, all'articolo 1, comma 109, prevede che per il periodo 2013-2015 debba realizzarsi un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità, da attuarsi da parte dell'Inps;
tuttavia, i dati resi noti dalla Corte dei conti e dall'Inps sugli esiti di queste verifiche straordinarie non permettono di distinguere fra benefici revocati e benefici da ridurre per cambiamento di fascia o per riconoscimento di una percentuale invalidante inferiore rispetto alla stessa fascia;
i dati possono risultare fuorvianti se letti come indicativi di situazioni di abuso, poiché dal 2010 l'Inps ha indirizzato i suoi controlli straordinari anche gli invalidi inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione;
nel contempo, i falsi invalidi individuati nell'azione della Guardia di finanza, come emerge dai suoi rapporti annuali, sono stati 389 nel 2012 e 1.047 nel 2011;
l'articolo 1, comma 109, della stessa legge di stabilità per il 2013, dispone, inoltre, che le eventuali risorse derivanti dall'attuazione dei controlli straordinari accertati, siano destinate ad incrementare il fondo per le non autosufficienze, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui;
emerge, infine, la preoccupazione che i «veri» invalidi possano essere i reali danneggiati dall'attività criminale legata alle autorizzazioni ed ai benefici in loro favore, sollevando pregiudizi e critiche intorno alla spesa sociale –:
a quanto ammontino i risparmi per la spesa relativa alle indennità di invalidità risultanti dall'attività e dagli effetti dei piani straordinari previsti dalla legge di stabilità per il 2013;
a quanto ammontino i risparmi ottenuti con i controlli effettuati nel 2013;
di quanto si intenda aumentare il fondo per le non autosufficienze da distribuire nell'anno in corso;
se non si ritenga opportuno promuovere forme di maggiore coinvolgimento delle associazioni delle persone affette da invalidità, così da contribuire ad una più efficace azione di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi da parte delle autorità competenti, che tuteli, al contempo, i soggetti legittimamente beneficiari di indennità di invalidità. (5-03295)