• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03303 la Giunta della provincia autonoma di Trento con delibera n. 1241 del 18 luglio scorso ha approvato la «Modifica del Piano d'Azione interregionale per la Conservazione dell'Orso Bruno nelle...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03303presentato daGAGNARLI Chiaratesto diMercoledì 23 luglio 2014, seduta n. 270

GAGNARLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
la Giunta della provincia autonoma di Trento con delibera n. 1241 del 18 luglio scorso ha approvato la «Modifica del Piano d'Azione interregionale per la Conservazione dell'Orso Bruno nelle Alpi Centro-Orientali» (PACOBACE) con l'individuazione della categoria «orso dannoso»;
la citata provincia autonoma ha deciso così «di pervenire in tempi brevi alla definizione di modalità gestionali più snelle ed efficaci nel senso del riconoscimento alla provincia di una adeguata indipendenza gestionale nei riguardi della frazione della popolazione ursina maggiormente problematica, consentendo nel rispetto di criteri condivisi e codificati, decisioni autonome e necessariamente tempestive circa la rimozione dei soggetti problematici» e «di considerare la modifica del Piano d'Azione solo come una prima azione, parziale, rispetto alle attuali necessità di adeguamento degli strumenti di gestione della popolazione ursina in provincia di Trento»;
nella stessa delibera, la giunta provinciale dichiara che «il Ministero ha recepito favorevolmente la proposta di revisione, istituendo al riguardo un apposito Tavolo di lavoro, con propria nota n. 40319/PNM data 8 luglio 2013 che ha portato tuttavia solo alla revisione del documento in questione per la parte relativa ai soggetti eccessivamente dannosi. Tale modifica ha permesso quindi di codificare la categoria di “orso dannoso” con parere favorevole espresso dall'ISPRA con nota n.0022104 del 27.5.2014; con nota di data 14 aprile 2014 n.prot.0007464/PNM il MATTM trasmetteva la versione modificata come sopra descritto dal documento per la ratifica da parte delle amministrazioni e degli enti coinvolti, a cui farà seguito l'adozione formale del Piano d'Azione da parte dello stesso Ministero»;
nel prospettato Piano d'Azione PACOBACE è quindi previsto anche «l'abbattimento», nonché la cattura per una non specificata «captivazione permanente»;
ai sensi della direttiva «Habitat» 92/43/CEE, gli Stati dell'Unione europea che ospitano popolazioni dell'orso bruno, sono tenuti a sorvegliarne lo stato di conservazione ed a tutelarlo in quanto specie di interesse comunitario. In tale contesto l'Italia ha istituito un regime di tutela specifico che definisce l'orso quale «specie particolarmente protetta anche sotto il profilo sanzionatorio», ai sensi dell'articolo 2 della L.157/92;
l'uccisione «non necessitata» di un animale è sanzionata dall'articolo 544-bis del Codice penale così come la «captivazione permanente» può configurare il reato di maltrattamento di animali secondo l'articolo 544-ter del codice penale. Peraltro la stessa direttiva sulla protezione penale dell'ambiente n. 99/2008/CE vincola gli Stati membri a garantire protezione penale agli animali, quali l'orso, oggetto di specifiche tutele internazionali e comunitarie;
la reintroduzione dell'orso in Trentino, allo scopo di salvare il piccolo nucleo di orsi oramai destinati all'estinzione, ha avuto inizio nel 1999, grazie al progetto Life Ursus ed ai correlati finanziamenti dell'Unione europea. Il buon successo dell'iniziativa è testimoniato dalla ripresa della popolazione di orso e, indirettamente, dal fatto che l'Unione europea ha deciso di contribuire economicamente al progetto, finanziando il Parco dell'Adamello-Brenta per ben tre volte mediante l'accesso agli strumenti finanziari Life;
dal 1o settembre 2010 la gestione e la tutela dell'orso in provincia di Trento, sono entrate a far parte del progetto Life Arctos, che vede tra gli obiettivi principali proprio la gestione del fenomeno degli orsi confidenti/problematici presenti in provincia di Trento e lungo il confine tra la regione Friuli Venezia-Giulia e la Slovenia, oltre che in tutto l'areale dell'Orso marsicano. Tale progetto, che si concluderà il prossimo 31 dicembre 2014, è stato finanziato dall'Unione europea e dagli altri partner, per un importo superiore a 3,9 milioni di euro;
il «Piano d'Azione interregionale per la conservazione dell'Orso bruno delle Alpi Centro-orientali» (PACOBACE) rappresenta lo strumento fondamentale dal quale dipende la conservazione dell'Orso Bruno e quindi la scongiura della sua estinzione. È stato sottoscritto, nel 2010, dalle province autonome di Trento e Bolzano, dalle regioni Friuli Venezia-Giulia, Veneto e Lombardia, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Dipartimento per l'assetto dei valori ambientali del territorio – Direzione Generale per la Protezione della Natura) e dall'ISPRA; la modifica introdotta dalla delibera sopracitata dovrebbe essere sottoposta ora al vaglio del Ministero interrogato per l'approvazione definitiva;
come considerate le normative internazionali comunitarie e nazionali citate il Ministro interrogato intenda intervenire al fine di impedire danni irreparabili alla popolazione degli orsi;
sulla base di quali presupposti l'Ispra abbia avallato l'introduzione prevista dalla modifica al Piano d'Azione sopracitato, della categoria «orso dannoso» non prevista da alcuna normativa;
se il Ministro sia a conoscenza di cosa si intenda per «captivazione permanente» degli orsi considerati problematici posto che tale atto appare in contraddizione con le azioni di reintroduzione dell'orso bruno nel territorio per la quale sono stati ricevuti ingenti fondi anche europei. (5-03303)