• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01541/007 premesso che: il "Citrus Tristeza Virus" (CTV) è un virus appartenente al gruppo dei Closterovirus, il quale causa una patologia chiamata "tristezza degli agrumi". Essa si manifesta...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1541/7 presentato da GIUSEPPE COMPAGNONE
venerdì 25 luglio 2014, seduta n. 292

Il Senato,
premesso che:
il "Citrus Tristeza Virus" (CTV) è un virus appartenente al gruppo dei Closterovirus, il quale causa una patologia chiamata "tristezza degli agrumi". Essa si manifesta soprattutto su piante innestate su specie sensibili come l'arancio amaro.
Le piante attaccate da questo virus manifestano riduzione dello sviluppo, perdita delle foglie e disseccamento dei rami; al di sotto della corteccia presenta delle scanalature longitudinali, e alla fine la pianta finisce per disseccare e morire.
Il Citrus Tristeza Virus è originario del sud-est asiatico, ma si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, causando nei Paesi del bacino del Mediterraneo, l'abbattimento di oltre 40 milioni di piante.
Il virus della tristeza si dimostra molto aggressivo nei confronti delle piante di arancio amaro e poichè in Europa e in Italia le piante di agrumi predominanti sono proprio quelle innestate sull'arancio amaro, le preoccupazioni nei confronti di questa malattia diventano sempre più dilaganti, specie in Sicilia dove la diffusione del virus della Tristeza (CTV) ha determinato la necessità di riconvertire gli impianti sostituendo il portinnesto tradizionalmente utilizzato (arancio amaro), con altri tolleranti il virus e, nel contempo, adottando, per le diverse specie le migliori cultivar disponibili nel panorama varietale.
L'esigenza di disporre, nel breve-medio periodo, di un elevato numero di piante con specifiche caratteristiche non appare però possa essere pienamente soddisfatta dai vivai siciliani, rendendo necessario il ricorso all'approvigionamento di piante da altre regioni o addirittura dall'estero, con conseguenze negative per gli operatori e per l'intero comparto e rischiando di procrastinare ed amplificare oltremodo gli effetti nefasti dell'emergenza Tristeza. In Sicilia, infatti, nonostante una lunga tradizione, il settore vivaistico stenta a rinnovarsi rispetto ai mutamenti occorsi e alle sempre maggiori richieste di garanzia e di materiale di propagazione certificato. Esigenze di rinnovamento e di razionalizzazione sono, peraltro, avvertite, in maniera autonoma o a seguito dell'esigenza di diversificazione, conseguenza della crisi dell'agrumicoltura, anche per altri comparti della frutticultura, della viticultura e dell'olivicultura. Anche per tali settori le esigenze di ampliamento e rinnovamento della piattaforma varietale non sempre riescono a trovare riscontro nelle realtà produttive siciliane. Anche per questi comparti, di importanza vitale per l'economia del nostro Paese, è sempre più avvertita l'esigenza di poter disporre di materiale di propagazione certificato, e quindi di categoria superiore, anche alla luce delle implicazioni di natura fitosanitaria emergenti.
Inoltre, la sempre maggiore sensibilità della comunità e dei consumatori verso i prodotti delle tradizioni, di provenienza più vicina possibile e legati alla storia e alla cultura della propria terra, ha visto un rinascere e fiorire di iniziative volte al recupero e alla valorizzazione del patrimonio genetico autoctono.
La possibilità che tale materiale possa essere valorizzato risulterebbe di grande interesse non soltanto per il comparto produttivo attraverso l'individuazione di nuovi percorsi agronomici e produttivi, ma anche per il comparto vivaistico che potrebbe godere di un nuovo slancio per una crescente richiesta di piante di cultivar autoctone di specie arboree della tradizione regionale. Queste esigenze, devono, però, essere necessariamente valutate alla luce delle normative nazionali e comunitarie e con tutto quanto oggi previsto per la filiera vivaistica e per il suo controllo. La diffusione in colture, infatti, di malattie di altissima temibilità ed in grado di creare all'agricoltura danni irrecuperabili, ha imposto, un'attenzione come mai in passato sul settore vivaistico a livello internazionale.
L'Unione europea ha emanato una serie di normative recepite nel corso degli anni dai diversi Stati membri ed oggi, per tutta una serie di specie, tale normativa innalza moltissimo la qualità del materiale prodotto, ma nello stesso tempo ha posto una serie di vincoli la cui ottemperanza presuppone la presenza di operatori vivaistici con un livello altissimo di specializzazione ed organizzazione e il cui raggiungi mento non può essere affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli, ma presuppone un raccordo forte tra gli stessi operatori e, tra questi e strutture che a vario titolo possono fornire il necessario know-how lungo tutte le fasi della filiera. Ciò allo scopo di rendere possibile l'ottenimento di un prodotto vivaistico di qualità e il cui valore aggiunto, opportunamente certificato, possa essere riconosciuto tanto a livello locale, quanto sui mercati esteri, per far recuperare competitività ad un settore per il quale l'Italia può rivestire un ruolo, anche economico, di prim'ordine.
Per i predetti motivi, impegna il Governo:
a porre in essere tutte le iniziative più opportune, alla luce delle normative nazionali e comunitarie, per sostenere il rilancio del comparto vivaistico con un'azione finalizzata allo sviluppo nel territorio di aziende specializzate che consentano un idoneo approvvigionamento del materiale soprattutto nei comparti agrumicolo e frutticolo;
al fine di contrastare lo specifico virus della "tristezza degli agrumi," ad approntare risorse finanziarie adeguate da destinare alla promozione dell'attività di imprese specializzate nel settore e a realizzare progetti di ricerca e sviluppo a supporto della filiera.
(numerazione resoconto Senato G3.1)
(9/1541/7)
COMPAGNONE, RUVOLO