• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01429/006 in sede di esame del disegno di legge costituzionale n. 1429 recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di parlamentari, il contenimento dei costi...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1429/6 presentato da FABIOLA ANITORI
giovedì 31 luglio 2014, seduta n. 296

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge costituzionale n. 1429 recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione
premesso che:
il procedimento previsto dalla legge n. 352/1970 per la richiesta di referendum è caratterizzato da modalità sempre più inadeguate e inadatte a tutelare l'alto valore di democrazia diretta di cui esso è portatore, ostacolando la possibilità dei cittadini di esercitare le forme di'iniziativa popolare che la Costituzione riconosce;
gli ostacoli alla raccolta firme connotano il prima, il durante e il dopo di ogni referendum. Le modalità esclusivamente cartacee di raccolta e certificazione delle firme, l'obbligo di autenticare le sottoscrizioni in assenza di un servizio pubblico di autenticazione, l'inadeguatezza di molti Comuni nell'adempiere ai loro obblighi nonostante la buona volontà di tantissimi funzionari e amministrazioni, l'incapacità del Ministero dell'interno di assicurare il rispetto delle leggi, la mancanza di garanzie sul diritto all'informazione, fanno sì che solo in condizioni straordinarie un gruppo di cittadini abbia la possibilità di raggiungere la soglia delle 500 mila firme autenticate e certificate;
in tale contesto l'aumento ad 800 mila del numero di firme da raccogliere da parte dei promotori del referendum come previsto dalla novella costituzionale all'articolo 75, conculcherebbe definitivamente il diritto alla partecipazione dei cittadini attraverso lo strumento referendario, in nulla temperato dalle altre modifiche procedurali approntate dalla norma;
considerato che:
altre democrazie di solida tradizione referendaria annoverano strumenti efficaci, razionali ed egualmente sicuri per procedere alla raccolta firme dei cittadini;
ad esempio l'ordinamento dello Stato svizzero consente che i moduli contenenti le firme, possono essere adottati da modelli che - su semplice domanda - la Cancelleria federale mette a disposizione dei comitati promotori (contenenti ovviamente alcune previsioni di legge), consente altresì che i moduli possano essere diffusi anche su internet dal comitato promotore e chiunque, col solo obbligo di assicurarsi che tale modulo soddisfi tutte le esigenze formali previste dalla legge, può scaricare un modulo, stamparlo e raccogliere le firme, senza necessità di una previa, vidimazione da parte dell'autorità pubblica. Non è poi necessario che la firma sia apposta alla presenza di un autenticatore, essendo previsto che il controllo sulle firme sia effettuato da funzionari comunali cui i soggetti promotori portano le liste prima del deposito alla Cancelleria federale, e dalla Cancelleria stessa dopo il deposito. In particolare, i funzionari comunali attestano che i firmatari godono del diritto di voto, in maniera simile al sistema dei certificati elettorali previsto dalla normativa italiana, mentre la Cancelleria federale verifica che le firme siano almeno pari al numero richiesto perché la richiesta di referendum sia valida.
impegna il Governo:
ad adottare, ogni iniziativa utile, anche di tipo normativo volto regolare modalità di semplificazione e digitalizzazione della raccolta firma che sul modello di quanto avviene a livello internazionale escludano l'onere dell'autenticazione delle firme da parte di un pubblico ufficiale attraverso una certificazione preventiva da parte dei promotori prevedendo controlli a campione da parte degli organismi pubblici.
(numerazione resoconto Senato G15.1)
(9/1429/6)
ANITORI