• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03413 da recenti notizie sugli organi di stampa si apprende che «mentre addirittura si vocifera su un improbabile ritorno di British American Tobacco, a Lecce, nella ex manifattura, i 160 ex...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03413presentato daCAPONE Salvatoretesto diLunedì 4 agosto 2014, seduta n. 278

CAPONE. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
da recenti notizie sugli organi di stampa si apprende che «mentre addirittura si vocifera su un improbabile ritorno di British American Tobacco, a Lecce, nella ex manifattura, i 160 ex dipendenti leccesi da quasi quattro anni in quota a Iacobucci Mk sprofondano nella cassa integrazione straordinaria senza prospettive», venerdì 25 luglio scorso, infatti, presso la provincia di Lecce, la società frusinate avrebbe, ancora secondo notizie riportate dagli organi di stampa, cercato l'accordo con le organizzazioni sindacali, che però avrebbero abbandonato il tavolo. In assenza dell'accordo, Iacobucci Mk ha annunciato di voler avviare la procedura fallimentare;
questa ulteriore situazione di irreversibile crisi aziendale si somma dunque alle precedenti situazioni fallimentari che hanno caratterizzato la vicenda delle Ex Bat leccese, con l'uscita di scena della British American Tobacco, e l'emergere sulla scena di tre società che avrebbero dovuto garantire la riconversione produttiva del sito e l'assorbimento dei circa 500 lavoratori dipendenti, con opportuni processi formativi;
come si ricorderà, infatti, il 2 dicembre del 2010, presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del Ministero rappresentato dal dottor Giampietro Castano, British American Tobacco, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, assistite dalle rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento di Lecce, di Roma, e della Field Force, siglavano un accordo secondo cui BAT Italia confermava la «necessità di procedere alla cessazione delle attività produttive di sigarette presso il sito di Lecce con migrazione di volumi produttivi verso altri siti», contestualmente manifestando la volontà «di favorire nuove iniziative imprenditoriali in loco per offrire al personale dello stabilimento di Lecce la possibilità di essere riconvocato nelle stesse che si svilupperanno nel sito o comunque nel territorio salentino»;
alla luce di queste affermazioni, e dei piani industriali presentati in un incontro svoltosi il 12 novembre 2010, secondo quanto contenuto nel verbale di accordo presso il ministero dello sviluppo economico, le parti convennero di far cessare a far data dal 31 dicembre 2010 le attività di lavorazione del tabacco e di produzione delle sigarette presso lo Stabilimento di Lecce. Alla stessa data avrebbero avuto inizio gli ammortizzatori sociali e/o le attività di formazione destinate alla riconversione dei lavoratori e alla loro ricollocazione presso altre aziende;
si rende opportuno richiamare quanto convenuto presso il ministero dello sviluppo economico alla luce di quanto accaduto in questi anni e puntualmente denunciato anche con precedenti interrogazioni e lettere a firma di parlamentari, assessori regionali, esponenti istituzionali, e alla luce di quanto nuovamente ribadito sulla stampa anche in questi giorni;
«Produttrice di trolleys (carrelli) per gli aerei di linea, dopo il fallimento di Hds e Ip, Iacobucci Mk è l'ultima azienda ancora in piedi nell'ambito della riconversione ex Bat: un'operazione che, a Lecce, di un posto di lavoro, a già più di 100 operai ex Bat, ha lasciato ormai solo il ricordo. L'azienda è costretta a fare i conti con una difficile situazione economico-finanziaria. Ha chiuso il bilancio 2013 con una perdita di 5,9 milioni di euro, dopo esser stata oggetto, ad aprile scorso, dell'avvicendamento di proprietà. Iacobucci Hf spa (la casa madre) ha ceduto Iacobucci Mk (la “costola” leccese) a Filacapital (che detiene l'87,12 per cento di Ihf spa) proprio “a causa dei negativi risultati consuntivati” conseguenti “alla flessione nella vendita di trolleys, dovuta al ritardo della certificazione di quelli ‘ultraleggeri’” ma, ancor prima, “al venir meno dei contributi di riconversione industriale di cui la società — recita la relazione degli amministratori — aveva beneficiato”, ovvero dei 9,9 milioni di euro a fondo perduto ricevuti da Bat Italia»;
si ritiene dunque necessario rammentare che, delle tre aziende coinvolte nel Piano di riconversione, nessuna ha portato a termine quanto previsto dallo stesso. Nonostante sia Iacobucci MK che Ip srl che Hds siano state agevolate nella riconversione della Ex Manifattura con contributi a fondo perduto di start up e outplacement per complessivi 14 miliardi di euro (9,9 Iacobucci, 3 Ip-Korus, e 1 Hds), concessi da British American Tobacco per il tramite di Inser Salento;
non è stata però solo la stampa, in questa tormentata vicenda, a far emergere tutta l'ineffettualità di quanto firmato presso il ministero dello sviluppo economico e di quanto ancora precedentemente indicato in piani industriali allo stato degli atti mai attuati;
le organizzazioni sindacali, puntualmente, hanno denunciato la paradossale situazione in cui sono venuti a trovarsi i circa 500 lavoratori impegnati nella Ex Manifattura Tabacchi-Lecce, e l'impatto economico-occupazione devastante per il territorio salentino, a seguito della decisione di delocalizzazione della Bat, pur in presenza di utili aziendali;
situazione resa ancor più complicata anche dal risvolto penale assunto, dopo l'esposto presentato alla procura della Repubblica il 23 ottobre scorso da parte dei lavoratori ricollocati nell'azienda IP Korus (produttrice di infissi in alluminio), dove si denuncia, testualmente, da parte di 30 sui 49 lavoratori ricollocati nell'azienda di cui sopra, che «dalla chiusura dello stabilimento ad oggi, tutto ciò che è stato promesso e scritto non è mai stato messo in pratica»; e nonostante proprio l'accordo del dicembre 2010 recitasse: «Le parti convengono che il presente piano industriale (ricollocazione e attività industriali e di servizio) sarà oggetto di monitoraggio ministeriale semestrale, o comunque a richiesta di una delle parti, da parte dei firmatari del presente accordo»;
tale situazione, come peraltro al Ministro dello sviluppo economico è noto è stata il 30 dicembre 2013, oggetto di un tavolo di confronto convocato presso l'amministrazione provinciale di Lecce dove si è condiviso l'invio di una richiesta di incontro al Ministero per l'insediamento di un tavolo dove tutte le parti potessero essere ricondotte alle loro responsabilità e soprattutto al rispetto di quanto convenuto;
a tutt'oggi è senz'altro legittimo affermare che nulla di quanto contenuto nell'Accordo siglato presso il ministero dello sviluppo economico abbia avuto esito positivo senza che nessuno degli attori coinvolti abbia avvertito come doveroso dare conto del mancato rispetto degli accordi, ancor più doveroso in presenza di somme così consistenti ricevute ai fini della formazione e ricollocazione dei lavoratori ex Bat che, dunque, è lecito chiedersi a quale fine siano state utilizzate. Ed è senz'altro legittimo definire il comportamento della ex Bat e delle tre imprese una truffa ai danni dei lavoratori e di un territorio colpito dalla devastante crisi economica non congiunturale del manifatturiero maturo;
ancor più grave, tale inottemperanza e mancato rispetto degli accordi, se si considera la drammatica eco che ha assunto la drammatica morte per suicidio di un lavoratore ex Bat, dipendente della Iacobucci Mk assunto dall'azienda frusinate agli inizi del 2011 poco dopo esser stato licenziato da Franci, la ditta che, per conto di British American Tobacco, fino alla fine del 2010, si occupava di servizi e logistica;
è comprensibile, dunque, e umanamente condivisibile, la reazione unanime di sconcerto e frustrazione che si è diffusa tra i dipendenti Iacobucci ed ex Bat, che nella mattinata di mercoledì 28 luglio hanno sfilato nelle vie della città accusando di sordità e ignavia i rappresentanti istituzionali e le amministrazioni territoriali;
soprattutto, alla luce di quanto sopra, è legittimo chiedere conto di come le società Iacobucci, Hds, Ip Korus abbiano investito le risorse a loro destinate dalla ex Bat –:
se il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, alla luce della vicenda descritta, e per quanto di rispettiva competenza, non ritengano opportuna e necessaria la ricomposizione di un confronto con tutti i soggetti, privati e istituzionali, coinvolti nell'accordo stilato presso il Ministero dello sviluppo economico il 22 febbraio 2010, tale da verificare il rispetto degli impegni e l'attuazione di contenuto nell'accordo del 2010;
se i Ministri non ritengano necessario comprendere in che modo siano stati realmente utilizzati gli incentivi elargiti da BAT alle imprese su citate e le risorse destinate alla formazione e alla ricollocazione dei lavoratori;
se infine non si ritenga imprescindibile convocare la multinazionale Ex American Tobacco, società peraltro percepiente risorse pubbliche a quanto è dato sapere, perché tutti i soggetti imprenditoriali coinvolti possano dare conto dell'esito degli impegni assunti. (5-03413)