• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01159 IDEM, DALLA ZUANNA, LAI, GUERRA, PUPPATO, COLLINA, MATTESINI, GOTOR, Mauro Maria MARINO, RANUCCI, Gianluca ROSSI, PUGLISI, SPILABOTTE, TOCCI, FASIOLO - Al Presidente del Consiglio dei...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01159 presentata da JOSEFA IDEM
lunedì 4 agosto 2014, seduta n.299

IDEM, DALLA ZUANNA, LAI, GUERRA, PUPPATO, COLLINA, MATTESINI, GOTOR, Mauro Maria MARINO, RANUCCI, Gianluca ROSSI, PUGLISI, SPILABOTTE, TOCCI, FASIOLO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

il lavoro è uno dei principi fondamentali fissati dalla Costituzione della Repubblica italiana, valore addirittura fondante della Repubblica stessa (art.1) e criterio ispiratore dell'emancipazione sociale, oltre ad oggetto di forte tutela. L'art. 35 «tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni», mentre gli articoli successivi dettano precisi criteri di determinazione per materie delicate come retribuzione, orari di lavoro e ferie;

la legge 20 maggio 1970, n. 300, recante "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento", nota come statuto dei lavoratori, costituisce un punto di riferimento essenziale in quanto definisce il quadro generale delle tutele. Ad essa si affiancano altre norme di garanzia universale, quali la legge sulla tutela del lavoro minorile, il testo unico sulla maternità, il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, e molte altre di contenuto più specifico che regolamentano particolari aspetti inerenti al lavoro, quali le norme sul collocamento e quelle sull'orario di lavoro. Ad oggi di fatto costituisce, a seguito di minori integrazioni e modifiche, l'ossatura e la base di molte previsioni ordinamentali in materia di diritto del lavoro in Italia;

l'attuale livello di garanzia dei lavoratori è frutto di un percorso che ha visto una graduale conquista di diritti, al quale ha contribuito in maniera fondamentale la capacità dei lavoratori di rappresentare collettivamente, attraverso la costituzione di sindacati, le proprie esigenze. Il ruolo fondamentale giocato dal sindacato trova riconoscimento anche nella Costituzione che stabilisce come in Italia l'organizzazione sindacale sia libera;

considerato che:

nel 2013 è stata rilevata l'irregolarità dei rapporti di lavoro tra lo stato del Qatar e i lavoratori migranti, che costituiscono l'85 per cento della popolazione della penisola e il 90 per cento della forza lavoro, provenienti principalmente da India, Nepal e altri stati del sud est asiatico, che si occupano della costruzione delle infrastrutture necessarie allo svolgimento dei mondiali di calcio 2022, in un clima di moderna schiavitù, chiamata "kafala" dalla popolazione locale, per cui si costringono i lavoratori a condizioni che si allontanano drasticamente dal concetto di libertà e annullano ignominiosamente i diritti umani. Quanto riferito dalle fonti di informazione costoro lavorano un minimo di 10 ore al giorno nei cantieri, 7 giorni su 7, retribuiti a meno di 200 dollari al mese, mancato o irregolare pagamento degli stipendi, confisca del passaporto, negazione dell'accesso all'acqua potabile con temperature superiori ai 50 gradi centigradi, camerate che ospitano fino a 12 lavoratori in ambienti angusti e malsani. La legge vigente in Qatar permette e favorisce tali condizioni di sfruttamento attraverso il sistema di sponsor, il quale prevede che un datore di lavoro faccia da garante del lavoratore impedendogli, di fatto, di licenziarsi o abbandonare il Paese senza il consenso del suo superiore. A questo si aggiunge l'assenza di qualsiasi tipo di tutela, di un sindacato che protegga i lavoratori, di una corte di giustizia che li difenda;

a queste criticità si aggiunge che il regno degli Al-Thani, minuscolo e totalmente privo delle infrastrutture necessarie per ospitare un torneo di 32 squadre che porterà nella penisola milioni di tifosi, sta letteralmente ricostruendo la penisola e l'operazione comporta, in termine di costi in vite umane, numeri inaccettabili: circa 44 morti tra i lavoratori nepalesi, secondo i dati dell'ambasciata di Kathmandu a Doha, tra il 4 giugno e l'8 agosto 2013 per cause indiscutibilmente legate alle terribili condizioni di lavoro, e l'ambasciata indiana a Doha ha reso noto che nel mese di agosto vi sono stati decessi quotidiani tra i propri cittadini; ad oggi, i dati aggiornati riferiscono di 1.200 morti bianche secondo le analisi di queste due sole ambasciate;

considerando che:

nel prossimo decennio il Governo qatariota si vedrà costretto ad assumere oltre un milione di lavoratori per completare le infrastrutture del mondiale 2022 entro i termini previsti: il bilancio delle morti sul lavoro è destinato ad aggravarsi ulteriormente raggiungendo, secondo una stima proporzionale, 4.000 vittime di incidenti sul lavoro, con un tasso di mortalità di 8 volte superiore ad un qualsiasi Paese sviluppato;

risulta agli interroganti che il problema, ad oggi, non sia ancora stato risolto in maniera definitiva ed anzi si proceda piuttosto nel tentativo di smentire i dati e le dichiarazioni, autorevoli e confermate da soggetti appartenenti a istituzioni internazionali, quali quelle del giornale inglese "The Guardian", della campagna della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc), del rapporto di Human rights watch e del dossier intitolato "The dark side of migration" di Amnesty international. Il comitato supremo per Qatar 2022 ha insistito perché i contratti per la coppa del mondo siano elaborati secondo standard accettabili, ma vi è un complesso sistema di progetti manageriali e di reclutamento a gravitare attorno all'organizzazione dell'evento, per il quale si stima che il Paese spenderà oltre 100 miliardi di dollari in infrastrutture;

la coppa del mondo è parte di un ben più vasto programma di costruzione che punta a ridisegnare il profilo del Qatar nelle prossime due decadi ed il Governo difficilmente ridimensionerà le proprie ambizioni dinanzi a quello che si configura sempre più come un dramma umanitario, anche perché le compagnie britanniche coinvolte non hanno voce in capitolo sulla formulazione dei contratti degli operai. Il Ministero preposto, del resto, afferma di svolgere già tutti i controlli e le supervisioni necessarie a garantire condizioni di lavoro adeguate, applicando sanzioni ed intentando processi laddove le evidenze lo impongano, ma per il momento la situazione non sembra migliorare e la tragedia dei lavoratori stranieri in Qatar continua a consumarsi in un'atmosfera di relativo silenzio;

Ali bin Samikh Al-Marri, Presidente del comitato nazionale per i diritti umani, ha smentito i fatti e ha definito esagerati i numeri citati, mentre il ministro Cameron si è limitato, dopo la conferenza di Zurigo, a fare pressione sulla dirigenza qatariota per un generico miglioramento delle condizioni di lavoro degli stranieri;

stando a quanto riferito dalle autorità qatariote, in data 14 maggio 2014 il Governo ha annunciato una riforma del lavoro che tutelerà maggiormente i lavoratori attraverso l'abolizione del sistema dello sponsor che impedisce agli operai di lasciare l'impiego o il Paese senza il permesso del datore di lavoro, la creazione di contratti obbligatori per il welfare dei dipendenti e l'introduzione di sanzioni per i datori di lavoro che verranno meno ai propri doveri;

rilevato che, nonostante l'ottimismo espresso dal presidente della FIFA Joseph Blatter in merito alla dichiarazione del Governo del Qatar, si ritiene necessario sollecitare il Governo qatariota a presentare un piano di intervento chiaro e verificabile nei tempi e negli obiettivi misurabili, permettendo la supervisione di tali promesse di riforma. Si ritiene, infatti, che solo un intervento politico che mostri le pressioni coordinate delle nazioni che parteciperanno alla manifestazione possa condurre a reali cambiamenti, di cui i prioritari sono la libertà di appartenere a un sindacato, la creazione di una commissione o una corte che si occupi di casi legati ai rapporti di lavoro, l'abolizione del sistema della sponsorizzazione,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti;

quali iniziative intenda intraprendere in sede nazionale e internazionale, al fine di sensibilizzare il Governo qatariota sulle questioni relative al rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori, sanciti a livello internazionale, per coloro che sono impegnati nelle opere e nei cantieri per l'evento Qatar 2022;

se intenda proporre, in accordo con altri Paesi e con l'Unione europea, iniziative nei confronti del Governo del Qatar, affinché siano disposte misure concrete ed urgenti finalizzate al pieno rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e di quanto stabilito dalle leggi e dagli statuti internazionali;

se non ritenga opportuno convocare un tavolo di discussione comune con gli organi rappresentativi dello sport italiano, quali il CONI e la FIGC, per far pressione su tutti i soggetti internazionali responsabili della programmazione e della supervisione dei mondiali di calcio, in primo luogo la FIFA, al fine di stabilire azioni coordinate di intervento che possano condurre allo svolgimento dei preparativi per la competizione mondiale nel rispetto delle conquiste in materia di dignità e tutela dei diritti dei lavoratori.

(3-01159)