• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/05840 grande allarme e preoccupazione si sta diffondendo a causa del virus Ebola e dell'epidemia che è in corso in particolare in Africa. Il virus Ebola, denominato «ceppo Zaire», ha fatto già...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05840presentato daSCAGLIUSI Emanueletesto diGiovedì 7 agosto 2014, seduta n. 281

SCAGLIUSI, SIBILIA, SPADONI, GRANDE, DI BATTISTA, MANTERO, SILVIA GIORDANO, LOREFICE, DALL'OSSO, DEL GROSSO e BARONI. — Al Ministro della salute, al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:
grande allarme e preoccupazione si sta diffondendo a causa del virus Ebola e dell'epidemia che è in corso in particolare in Africa. Il virus Ebola, denominato «ceppo Zaire», ha fatto già centinaia di morti in Guinea e una decina in Liberia, con casi denunciati e sospetti in Ghana, Sierra Leone, Senegal e Mali;
il virus Ebola che sta colpendo alcuni Paesi africani è arrivato nella capitale della Guinea Conakry (segnalati 22 casi), dove vivono 2 milioni di persone, e in altre popolose città degli altri Paesi coinvolti, questo rende difficile isolare gli infettati ma soprattutto può consentire una espansione del virus che potrebbe potenzialmente colpire milioni di persone;
nell'aeroporto di Conakry numerosi medici dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e di Medici d'Africa sono al lavoro 24 ore 24 per «controllare» i passeggeri in uscita dal Paese ed evitare che «esportino» inconsapevolmente il virus;
al momento non esistono, ne vaccini, ne farmaci, ne cure, le uniche possibilità di cura sono proprio l'isolamento e l'autoguarigione;
il virus Ebola sta allarmando l'Organizzazione mondiale della sanità in quanto in questa occasione si è passati da una mortalità di sette su dieci colpiti dal virus a nove su dieci;
secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) la malattia da virus Ebola, già nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, che colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé);
l'ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan;
la febbre emorragica che si sta diffondendo in Africa, continua a mietere vittime. È di qualche giorno fa la notizia di due cittadini americani, un medico e un'infermiera che lavoravano per una Ong in Liberia;
secondo l'OMS il bollettino al 31 luglio conta 729 morti (57 solo negli ultimi quattro giorni, di cui quasi la metà in Liberia) e 1.323 contagi (122 negli ultimi quattro giorni);
l'incubazione può andare da 2 a 21 giorni, e secondo l'Oms l'individuazione di focolai di persone colpite da Ebola potrebbe durare anche 4 mesi. Da qui la necessità di mantenere l'attenzione alta e mettere in atto tutte le iniziative tese alla prevenzione e al controllo;
durante un'epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono operatori sanitari, familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette, persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri, cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta;
l'esposizione al virus può essere controllata attraverso l'uso di misure protettive in strutture sanitarie e ospedali, nei raduni di comunità e nelle abitazioni;
il ministro degli esteri britannico Philip Hammond ha detto alla Bbc che il virus dell'ebola «è una minaccia per il Regno Unito», proprio in virtù di una minaccia globale che, nelle ultime ore, viene sempre più prospettata;
la Sierra Leone, uno degli Stati più colpiti dalla terribile epidemia di Ebola, ha dichiarato l'emergenza sanitaria pubblica e metterà in quarantena gli epicentri della malattia. Una misura simile è stata presa anche dalla Liberia. E mentre il timore di una ulteriore diffusione del virus arriva in Europa e negli Usa;
la Commissione dell'Unione europea, per rispondere alla più grande epidemia di ebola mai registrata, ieri ha annunciato di aver stanziato due milioni di euro in più che porteranno a 3,9 milioni l'aiuto totale per combattere la malattia nell'Africa occidentale. E, sebbene i rischi che arrivi in Europa siano «bassissimi», fonti fanno sapere che l'Ue è attrezzata per rispondere all'eventualità che il contagio si estenda;
in Italia sembra che non ci siano aeroporti che hanno rotte da e per i Paesi africani nei quali sono stati riscontrati casi di epidemia del virus Ebola, ma questo non può tranquillizzare in quanto l'Italia può essere il punto di arrivo attraverso altri paesi e altri aeroporti;
l'Italia può contare su una rete di laboratori di microbiologia dotati di strutture ad alto grado di isolamento e capacità efficaci nel diagnosticare gravi patologie come quella derivante dal virus ebola;
in particolare sta crescendo un forte allarme a Lampedusa e in altre parti della Sicilia, così come nei centri di accoglienza, che sono approdo di numerosi sbarchi di clandestini provenienti dall'Africa, mentre si paventa che una ulteriore ondata sembra di seimila migranti possa riversarsi in Italia;
il 4 aprile 2014, il Ministero della salute – dipartimento generale per la prevenzione – con un apposito documento, inviato all'Enac, alla Farnesina, a tutte le regioni ed alla Croce Rossa italiana, per la prima volta, dal 1970 ad oggi, aveva trasmesso la nota dell'allarme anche al Ministero della difesa, allertando la vigilanza per la profilassi per «esigenze di sanità pubblica», indicando nello Spallanzani di Roma il laboratorio di riferimento, l'unico di bio contenimento del Paese;
oggi, in una nota, il Ministro della salute dichiara che pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell'infezione, va ricordato che l'Italia non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti;
nello stesso comunicato il Ministro della salute che riguardo le condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare la durata di questi viaggi fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutati per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l'operazione Mare Nostrum –:
se il Governo sia al corrente di eventuali rischi per la salute di italiani e/o per il personale, militari e non, impegnati nell'operazione Mare Nostrum;
quali misure il Governo stia adottando per evitare il rischio di contagio per gli italiani presenti sul territorio nazionale e per le figure diplomatiche presenti nei Paesi stranieri dove l'epidemia ha raggiunto un livello di allarme;
dal momento che la minaccia del virus dell'ebola nelle ultime ore si sta allargando su scala mondiale, cosa induca il Ministro della salute a dichiarare che l'Italia non corre rischi di importazione dell'infezione non avendo collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti:
se l'Organizzazione mondiale della sanità o gli altri organismi internazionali abbiano riscontrato un aumento dei contagio dei focolai rispetto agli anni scorsi. (4-05840)