• Testo DDL 553

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Atto a cui si riferisce:
S.553 Distacco dei Comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige ai sensi del'articolo 132, secondo comma, della Costituzione


Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA
N. 553
DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
d'iniziativa dei senatori PANIZZA, LANIECE e NENCINI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 APRILE 2013

Distacco dei comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia
e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione

Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge costituzionale, già presentato nella scorsa legislatura dal senatore Molinari (A.S. n. 1805), si compone di un unico articolo, con cui si dispone che i comuni di Valvestino e Magasa (oggi in provincia di Brescia) siano distaccati dalla regione Lombardia per essere aggregati alla regione autonoma Trentino-Alto Adige Südtirol, nell'ambito della provincia autonoma di Trento.

Le richieste di referendum deliberate dai consigli comunali di Valvestino e Magasa per il distacco dei medesimi comuni dalla regione Lombardia e la loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige furono dichiarate legittime dalla Corte suprema di cassazione, rispettivamente, il 2 febbraio 2008 e il 23 febbraio 2008. Le operazioni di voto e il successivo scrutinio si sono svolti regolarmente nei comuni interessati il 21 e il 22 settembre 2008. Nel comune di Valvestino erano iscritti complessivamente 241 elettori; i votanti sono stati 171; i voti favorevoli 126, i voti contrari 37, le schede bianche 5, quelle nulle 3. Nel comune di Magasa erano iscritti complessivamente 174 elettori; i votanti sono stati 119; i voti favorevoli 99, i voti contrari 19, le schede nulle 1. Il verbale dell'ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte suprema di cassazione, datato 1º ottobre 2008, preso atto dei risultati citati, ha dichiarato approvate le proposte di distacco dei comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia e la loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige.

Del risultato del referendum è stata data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 4 ottobre 2008 a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi del terzo comma dell'articolo 45 della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni. Dalla data di tale pubblicazione decorrevano i sessanta giorni, previsti dal medesimo articolo 45, entro i quali il Ministro dell'interno avrebbe dovuto presentare al Parlamento il disegno di legge conseguente, in base al secondo comma dell'articolo 132 della Costituzione, con la modifica dei confini delle regioni coinvolte. Decorso inutilmente tale termine, si ritiene doverosa l'iniziativa parlamentare, affinché attraverso questo disegno di legge trovi compimento la volontà popolare espressa attraverso lo strumento del referendum, costituzionalmente previsto e tutelato.

A tutti gli effetti l'esito del referendum esprime la volontà di quelle popolazioni di una loro riannessione alla provincia di Trento nell'ambito della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Si riassumono in breve alcuni dati di riferimento dei due comuni interessati: il comune di Valvestino ha 212 abitanti, una superficie di 31,12 kmq, è sito ad un'altitudine di circa 1.000 metri sopra il livello del mare, le sue frazioni sono Armo, Bollone, Moerna, Persone, Turano; il comune di Magasa ha 144 abitanti, una superficie di 19,11 kmq, è sito ad un'altitudine di 986 metri sopra il livello del mare e la sua frazione è Cadria.

Dal punto di vista geografico il territorio dei comuni di Valvestino e di Magasa si estende tra il lago di Garda e il lago d'Idro, dal monte Tombea sino al lago artificiale di Valvestino. Il comune di Valvestino confina con i comuni di Bondone (TN), Magasa (BS), Tignale (BS) Gargnano (BS), Idro (BS), Capovalle (BS). Il comune di Magasa confina con i comuni di Bondone (TN), Tiarno di Sopra (TN), Tremosine (BS), Tignale (BS), Valvestino (BS). Storicamente i primi riscontri documentati che legano la Val Vestino -- ora sul piano amministrativo suddivisa nei due distinti comuni di Valvestino e di Magasa con le rispettive frazioni -- con il territorio trentino risalgono all'agosto 1185, quando Enrico d'Appiano fu costretto a vendere al vescovo di Trento Alberto I tutti i beni posseduti nelle giudicarie ad eccezione, tra gli altri, del feudo di Valvestino, di cui aveva investito il nobile vassallo e milite Calapino di Loderanno. Nel giugno 1189 nella chiesa di San Floriano, in Storo (TN) sette illustri famiglie storesi strinsero fra di loro un patto riguardo al possesso del castello di Lodrone e delle proprietà in Valvestino di Calapino di Lodrone.

Questi fatti storici dimostrano che, fin da allora, ma probabilmente ancora da prima, la Val Vestino era parte del feudo della consorteria dei Lodrone-Storo e quindi territorio soggetto al principe-vescovo di Trento. Un altro riscontro di antica data, che ricollega Valvestino e Magasa con il Trentino, risale al 1296 quando l'erario vescovile di Trento impose una colletta per ogni famiglia da riscuotersi nelle giudicarie, Tenno, Arco e Valvestino. Più in generale, lo stretto rapporto che intercorre con il Trentino è da ricollegarsi al fatto che per circa sette secoli la Val Vestino è stata parte integrante dei possedimenti della famiglia dei Lodrone, nobile e ricca famiglia originaria della Valle del Chiese, legata e soggetta alla potestà del principe-vescovo di Trento. Da allora, se si esclude il solo periodo napoleonico, l'influenza e il predominio dei Leporino in Val Vestino si mantennero intatti fino alla rinuncia della loro giurisdizione, da parte dei conti medesimi, a favore dell'amministrazione asburgica avvenuta il 19 giugno 1826. L'Impero austro-ungarico manterrà il controllo del territorio di Valvestino e di Magasa fino al 1918. È ancora visibile il vecchio cippo confinario tra l'Impero austro-ungarico e il Regno d'Italia.

Ultimo lembo della provincia di Trento, Valvestino e Magasa hanno condiviso il destino di tale territorio fino al 1934, quando -- dopo circa nove secoli di storia comune -- il regime fascista, con il regio decreto-legge 15 marzo 1934 n. 586, convertito dalla legge 7 giugno 1934, n. 930, imponeva autoritariamente la separazione dei comuni di Valvestino e di Magasa dalla provincia di Trento per l'annessione degli stessi alla provincia di Brescia, regione Lombardia. È dunque fino al 1934 che Valvestino e Magasa sono stati a tutti gli effetti parte della provincia di Trento, del suo territorio, della sua storia, della sua economia e della sua tradizione. A testimoniare l'appartenenza di Valvestino e di Magasa alla provincia di Trento, permangono, inoltre, ancora a tutt'oggi importanti elementi della plurisecolare amministrazione trentina: in primo luogo, a differenza di qualsiasi altro comune lombardo, il registro dei beni immobili dei comuni di Valvestino e di Magasa è tenuto su base reale e non personale (cosiddetto sistema tavolare vigente nella provincia di Trento) e dipende tuttora dall'ufficio del catasto e dall'ufficio del libro fondiario di Riva del Garda (TN); in secondo luogo, l'amministrazione della giustizia nei comuni di Valvestino e di Magasa fa capo ancora a Trento. Infatti, il territorio dei due comuni fa parte del distretto della corte d'appello di Trento, con competenza del tribunale di Riferito e del giudice di pace di Riva del Garda (TN).

Infine, non si può dimenticare che, sotto il profilo ecclesiastico, Valvestino e Magasa hanno fatto parte dell'arcidiocesi di Trento sino all'anno 1964. Sono quindi molteplici e fondate le ragioni che sottendono alla positiva valutazione del presente disegno di legge da parte del Senato della Repubblica, nel rispetto della volontà popolare liberamente è democraticamente espressa dai cittadini dei due comuni.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Art. 1.

1. I comuni di Valvestino e di Magasa sono distaccati dalla regione Lombardia e aggregati alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, nell'ambito della provincia autonoma di Trento.

2. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti le modifiche o integrazioni alle disposizioni legislative vigenti che risultino strettamente consequenziali al disposto di cui al comma 1, applicando, ove necessario, la procedura prevista dall'articolo 107 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670.

3. Il Governo è autorizzato ad adottare le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione della presente legge.