• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/00662 il 28 marzo 2014 entrava in vigore il decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 24 di recepimento della direttiva 2011/36/UE relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00662presentato daDADONE Fabianatesto diGiovedì 4 settembre 2014, seduta n. 283

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
il 28 marzo 2014 entrava in vigore il decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 24 di recepimento della direttiva 2011/36/UE relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime;
la direttiva europea andava così a sostituire la precedente decisione quadro del Consiglio europeo 2002/629/GAI, andando a stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nell'ambito della tratta di esseri umani, e a introdurre disposizioni comuni per i vari Stati membri dell'Unione europea con il chiaro obiettivo di rafforzare la prevenzione e la repressione di tale reato nonché la tutela delle vittime;
il tema della tratta degli esseri umani è andato acquisendo, nel corso dei decenni, un sempre più ampio e complessivo significato non più limitato esclusivamente al mero traffico di esseri umani ma ora più ampliamente comprensivo di concetti quali la schiavitù, quindi lo sfruttamento e l'uso di mezzi coercitivi, in un sistema internazionale e transnazionale di vero e proprio sodalizio criminale. In quest'ottica va quindi letto e interpretato lo sforzo dell'Unione europea e l'impegno al quale ciascuno stato membro è chiamato;
nel percorso di esame e discussione in Parlamento per l'espressione del parere sullo schema di decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 24, si sono registrate numerose critiche – per lo più costruttive e propositive – da parte di diverse realtà associative e di organizzazioni del settore che hanno rivolto al Governo importanti rilievi e proposte di miglioramento in particolare da parte dell'ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), soprattutto in coerenza con il dettato europeo, del provvedimento. Nonostante ciò il testo licenziato continua a presentare lacune e debolezze che la medesima Associazione ha invitato a colmare attraverso precisi riferimenti nel previsto «Piano nazionale d'azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani» e nel «programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale»;
come previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo n. 24 del 2014 il Piano nazionale antitratta viene adottato con «delibera del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'interno [...] sentiti gli altri Ministri interessati. [...] Il Piano è adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione» ovvero a partire dal 28 marzo 2014 entro il 28 giugno 2014;
al pari, sulla scorta delle linee individuate nel predetto Piano, il provvedimento prevede all'articolo 8 l'applicazione di «un programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale che garantisce, in via transitoria, adeguate condizioni di alloggio, di vitto e di assistenza sanitaria, [...] e, successivamente, la prosecuzione dell'assistenza e dell'integrazione sociale [...]. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione [...]» ovvero entro il prossimo 28 settembre 2014 –:
se il Piano nazionale antitratta, di cui al citato articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 24, sia stato adottato e con quali previsioni, anche alla luce delle particolari condizioni emergenziali e drammatiche, delle quali si è testimoni da mesi nel bacino mediterraneo e nelle rotte dalle coste africane a quelle nostrane;
se, in vista dell'imminente scadenza dei termini per l'adozione del programma unico, di cui al citato articolo 8, comma 1 del medesimo decreto legislativo, il Governo stia provvedendo alla stesura e alla programmazione del documento anche in considerazione della necessità di far fronte alle crescenti esigenze, determinate anche dalle crisi internazionali in atto nei Paesi del bacino mediterraneo.
(2-00662) «Dadone, Di Vita, Cozzolino, Silvia Giordano, Toninelli, Baroni, Dieni, Cecconi, Fraccaro, Dall'Osso, Lombardi, Grillo, Nuti, Lorefice, D'Ambrosio, Mantero, Manlio Di Stefano, Di Battista, Sibilia, Del Grosso, Grande, Spadoni, Scagliusi, Rizzo, Artini, Paolo Bernini, Basilio, Corda, Frusone, Tofalo, Colonnese».