• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00672 il TiSA, Trade in services agreement (accordo sugli scambi di servizi) è un accordo di partenariato attualmente in corso di negoziato tra 23 paesi tra i quali: Stati Uniti, (Paese promotore),...



Atto Camera

Interpellanza 2-00672presentato daCASTELLI Lauratesto diGiovedì 11 settembre 2014, seduta n. 288

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
il TiSA, Trade in services agreement (accordo sugli scambi di servizi) è un accordo di partenariato attualmente in corso di negoziato tra 23 paesi tra i quali: Stati Uniti, (Paese promotore), Unione europea, Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Sud Korea, Svizzera e Turchia, mira a liberalizzare il commercio mondiale degli scambi di servizi, sono esclusi dall'accordo i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina;
il TiSA si prefigge di favorire l'apertura dei mercati e migliorare le norme in settori dei «servizi» quali la concessione delle licenze, i servizi finanziari, le telecomunicazioni, il commercio elettronico, il trasporto marittimo e il trasferimento temporaneo di lavoratori all'estero;
i «servizi» rappresentano circa tre quarti del prodotto interno lordo (PIL) dell'Unione europea, che è il principale esportatore mondiale di servizi con una quota pari al 28 per cento del totale delle esportazioni di servizi a livello globale. L'Unione europea vanta inoltre il più consistente volume di scambi di servizi al mondo, dal momento che il 23,5 per cento degli scambi mondiali avviene in questo settore. Qui, infine, trova impiego il 68 per cento della forza lavoro dell'Unione;
il TiSA è aperto ad altri membri dell'OMC Organizzazione mondiale del commercio e compatibile con l'accordo generale dell'OMC sugli scambi di servizi GATS (Accordo generale sul commercio di servizi) e potrebbe essere integrato nell'OMC, se vi aderisse un numero sufficiente di membri OMC;
entro la fine del 2014 si saranno tenuti 10 cicli di incontri e non vi è nessun termine stabilito per la conclusione dei colloqui;
i negoziati si basano sulle proposte avanzate dai partecipanti;
i «servizi» sono stati oggetto nel tempo dei negoziati commerciali dell’Uruguay Round che hanno portato alla firma dell'accordo generale sugli scambi di servizi GATS del 1995;
data la copertura limitata del GATS, e la crescente importanza economica del settore dei «servizi», questo tema è stato uno degli obiettivi del negoziati del ciclo di Doha, l'attuale ciclo di negoziati commerciali della Organizzazione mondiale del commercio (OMC) che ha avuto inizio nel novembre 2001. Il suo obiettivo è quello di abbassare le barriere commerciali in tutto il mondo, e quindi facilitare l'aumento del commercio globale, ma non è stata tuttavia raggiunta alcuna intesa, seppure limitata, e il prolungato stallo del ciclo di Doha prosegue ancora oggi;
con il commercio multilaterale di Doha paralizzato, non vedendo alcuna speranza di un suo rilancio, alcuni membri dell'OMC sono alla ricerca di approcci alternativi per l'allentamento delle barriere al commercio internazionale dei «servizi» con nuovi accordi commerciali bilaterali e regionali che già vanno al di là degli scambi di merci per includere le opportunità di accesso al mercato per i servizi;
gli Stati Uniti hanno proposto una iniziativa più ampia che suggerisce che i governi interessati dell'OMC dovrebbero negoziare un accordo plurilaterale che avrebbe offerto nuove aperture nei loro mercati per i fornitori di servizi dei paesi firmatari. Nell'ottobre 2012, Stati Uniti, Unione europea, Australia, Canada, Cile, Colombia, Hong Kong, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Singapore (che in seguito ha abbandonato il gruppo), Corea del Sud, Svizzera e Taiwan (noti collettivamente come i «veri amici dei servizi» – really good friends of services, RGFS) hanno espresso la volontà di negoziare un accordo multilaterale sugli scambi di servizi (TiSA);
il 27 giugno 2013 viene pubblicato un documento dalla Biblioteca del parlamento europeo titolato: Avvio dei negoziati su un accordo multilaterale sugli scambi di servizi USA il cui incipit è:
con l'intento di superare lo stallo del ciclo di Doha, alcuni membri dell'OMC, tra cui l'UE e gli Stati Uniti, si preparano ad avviare i negoziati su un accordo multilaterale sugli scambi di servizi (TiSA);
il public services international organizzazione (P.S.I.) ha descritto il TiSA come: «un trattato che prevede un'ulteriore liberalizzazione degli scambi e investimenti nei servizi, di allargare le “discipline regolamentari” a tutti i settori dei servizi, tra cui molti servizi pubblici»;
le «discipline», o norme del Trattato, fornirebbero ai fornitori stranieri l'accesso ai mercati nazionali a condizioni meno favorevoli come i fornitori nazionali, ma sarebbe limitata la capacità dei governi di regolamentare l'acquisto e la prestazione di servizi. Questo in sostanza cambierebbe la regolazione di molti servizi di interesse pubblico per servire gli interessi di profitto delle società straniere, private;
si legge sul settimanale Espresso il 19 giugno 2014:
«WikiLeaks: ecco l'accordo segreto per il liberismo selvaggio il TISA, un trattato internazionale che potrebbe avere enormi conseguenze per lavoratori e cittadini italiani e, in generale, per miliardi di persone nel mondo, privatizzando ancora di più servizi fondamentali, come banche, sanità, trasporti, istruzione, su pressione di grandi lobby e multinazionali. Un accordo che viene negoziato nel segreto assoluto e che, secondo le disposizioni, non può essere rivelato per cinque anni anche dopo la sua approvazione;
il quotidiano Il Fatto il 20 giugno riprende l'argomento con un titolo altrettanto preoccupante:
Wikileaks: «Ecco il trattato segreto per la liberalizzazione selvaggia della finanza». Entrambi parlano del TiSA denunciandone in primis uno dei punti dell'accordo: la segretezza. Riguardo alla segretezza si legge: «Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell'università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TiSA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Infatti le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite «riservate» e lo stesso trattato è indicato come «classificato». Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TiSA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell'accordo tra i Paesi aderenti;
il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più «trasparente»;
riguardo al contenuto dell'accordo l'analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti «troppo grandi per fallire». Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l'eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l'attività dei consulenti finanziari;
non secondario è che gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali «paralleli» alla giustizia ordinaria. Se un'azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera viola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche;
alcuni studiosi stanno evidenziando la tendenza alla disaggregazione degli Stati e della erosione dei loro confini e della loro identità. Massimo Terni studioso di Storia delle dottrine politiche nel suo recente testo «Stato», denuncia come oggi lo Stato-nazione subisca la controspinta di forze economiche globali denazionalizzate e denazionalizzanti;
quello stesso «mercato» che un tempo soggiaceva alla ragione di Stato esercita ora un suo dominio indiscusso costringendo lo Stato a cedere sovranità a reti trasnazionali di controllo. La confusione in atto di Stato e mercato, di politico ed economico contribuisce ad uno scambio delle parti, dove ciascun soggetto trascura la propria funzione naturale e adempie al compito spettante all'altro –:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto illustrato e quali azioni si stiano o si intendano intraprendere;
se vista la significativa ricaduta sui cambiamenti economici e sui servizi che il TiSA comporterà anche nel nostro Paese, non reputi opportuno fare richiesta, in sede europea di accesso ai testi in discussione che attualmente sono sottoposti al segreto;
se non reputi opportuno illustrare ed informare l'opinione pubblica ed il Parlamento di come l'Italia abbia contribuito alle varie fasi della negoziazione circa questo accordo.
(2-00672) «Castelli, Caso, Colonnese, Sorial».