• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/05981 il 9 luglio 2014 il Governo ha presentato in conferenza stampa italiasicura, la struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05981presentato daPRODANI Aristesto diGiovedì 11 settembre 2014, seduta n. 288

PRODANI e RIZZETTO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
il 9 luglio 2014 il Governo ha presentato in conferenza stampa italiasicura, la struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche coordinata da Erasmo D'Angelis e diretta da Mauro Grassi;
la struttura ha il compito di risolvere e affrontare gravi ritardi legati alla messa in sicurezza del territorio, alla depurazione degli scarichi urbani e alla bonifica di fiumi e laghi. Il mancato rispetto di disposizioni comunitarie in materia è alla base di un numero rilevante di infrazioni e causa di imminenti procedure sanzionatorie per mancata depurazione;
i numeri del dissesto idrogeologico che interessa l'intero Paese sono allarmanti, come riportato dallo stesso comunicato dell'esecutivo: l'81,9 per cento dei comuni (6.633) è interessato da questo fenomeno e il costo pagato dallo Stato dal 1945 ad oggi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni ammonta a circa 3,5 miliardi l'anno;
il 13 agosto 2014 il quotidiano Il Corriere della Sera ha pubblicato l'articolo di Gian Antonio Stella intitolato «La beffa dei soldi non spesi per i depuratori, due miliardi inutilizzati» in cui si riporta una parte del documento che la Struttura di missione ha presentato alla Camera dei deputati;
il giornalista evidenzia la distanza dell'Italia dagli standard dei Paesi di punta in materia di depurazione delle acque: solo 64 cittadini su cento possono usufruire di un sistema fognario mentre alcuni Paesi come Germania e Olanda questo dato è ampiamente superato (raggiungendo quasi il 90 per cento);
secondo il Report delle opere idriche il Mezzogiorno è l'area che presenta maggiori criticità – visto che la metà dei cittadini scarica senza filtri – con la Sicilia che sarà chiamata a pagare la somma più alta (185 milioni di euro), ma le regioni più esposte alle sanzioni comunitarie saranno il Friuli Venezia Giulia (66 milioni di euro, pari a 53,6 euro pro capite) e la Valle d'Aosta (39 euro pro capite);
la carenza pianificatoria, la quasi scomparsa delle manutenzioni, l'abuso del suolo e la scarsa percezione della dimensione dei rischi si legherebbero a procedure burocratiche complesse e ai continui ricorsi successivi agli appalti, circostanze che non avrebbero consentito l'utilizzo di fondi immediatamente disponibili, per lo più comunitari, per un importo di circa due miliardi e 273 milioni;
il Governo ha dichiarato l'intenzione di voler accantonare un miliardo l'anno dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-20 per il finanziamento di interventi infrastrutturali di messa in sicurezza di territori e in particolare a difesa delle aree metropolitane –:
se il Governo intenda adottare urgentemente tutte le misure necessarie per evitare le sanzioni europee o quantomeno ridurne la portata;
come s'intenda favorire l'utilizzo da parte delle regioni dei fondi comunitari, oltre al preannunciato ricorso al potere sostitutivo inserito nel decreto-legge «SbloccaItalia», le cui risorse molto spesso rimangono inutilizzate. (4-05981)