• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02676 DONNO, GAETTI, PUGLIA, SIMEONI, MOLINARI, MANGILI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute - Premesso che: le gastroenteriti, così come descritto dal...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02676 presentata da DANIELA DONNO
martedì 16 settembre 2014, seduta n.311

DONNO, GAETTI, PUGLIA, SIMEONI, MOLINARI, MANGILI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute - Premesso che:

le gastroenteriti, così come descritto dal Ministero della salute, "sono infezioni molto comuni che riguardano lo stomaco e l'intestino. Possono essere causate da numerosi agenti patogeni e sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito e diarrea che nelle forme più gravi e, soprattutto nel bambino, portano ad una delle conseguenze più temute della malattia: la disidratazione. La trasmissione dell'infezione può avvenire per contatto diretto via mani-bocca con soggetti malati o portatori (contagio interpersonale). Molti agenti patogeni hanno un serbatoio animale (agenti zoonosici) e per questo la trasmissione dell'infezione può avvenire per contatto diretto via mani-bocca con animali domestici malati o portatori o, indirettamente, a seguito dell'ingestione di alimenti e/o acqua contaminati";

viene altresì precisato che cause dell'affezione descritta sono riconducibili a "virus, quali tra i più frequenti: rotavirus, norovirus, adenovirus, cytomegalovirus; batteri, quali: salmonella, campylobacter, escherichia coli patogeni, clostridium difficile, clostridium perfringens, bacillus cereus, vibrio cholera, bacteroides fragilis, yersinia enterocolitica, shigella; protozoi, quali: giardia, entamoeba histolytica, cryprosporidium; elminti, quali: tricocefalosi, trichinellosi, botriocefalosi, strongiloidosi, toxocarosi, schistosomiasi";

durante il 2013, in tutta la Puglia, venivano registrati numerosi casi di infezione da escherichia coli, con conseguente mobilitazione delle Asl al fine di individuare il batterio e l'origine della diffusione della patologia;

all'uopo, il Ministero della salute, con comunicato del 3 settembre 2013, rendeva noto che: "nell'ambito delle attività di indagine e degli accertamenti relativi all'infezione da Escherichia Coli che ha colpito la Puglia, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in accordo con il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, ha predisposto un servizio straordinario di controllo e monitoraggio nel settore della sicurezza alimentare nella provincia di Foggia. Dieci squadre dei Carabinieri dei NAS di Foggia, Bari e Taranto hanno eseguito ispezioni igienico - sanitarie presso aziende agricole, ditte produttive, depositi, ingrossi e negozi alimentari procedendo al sequestro amministrativo di 42.000 litri di latte all'origine fresco ed arbitrariamente sottoposto a congelazione nonché di oltre 130 tonnellate di alimenti ed in particolare: oltre 48 tonnellate di pomodori posti all'essiccazione al sole su telai creati con tondini di ferro arrugginiti e reti in materiale plastico non idonei all'uso alimentare, esposti a diretto contatto con l'aria senza alcuna protezione dall'azione infestante di insetti ed animali, dalle intemperie e dalle contaminazioni di agenti atmosferici; circa 79 tonnellate di conserve di pomodoro e vegetali (tra cui peperoni e carciofi) ed alimenti vari confezionati e non (tra cui sacchi di riso e farina, peperoncino, pollo e pesce congelati, acqua e birra) prodotti o detenuti in precarie condizioni igienico - sanitarie ed in depositi non autorizzati; in tre negozi gestiti rispettivamente da un rumeno, un pachistano ed un bengalese, circa 1 tonnellata di alimenti preconfezionati di varia tipologia (peperoni, ketchup, tonno, pasta, burro, yogurt, cioccolata, sottaceti, croissant, couscous, birra, vino, thé, eccetera) poiché sprovvisti di indicazioni in lingua italiana; oltre mezza tonnellata di pasta alimentare fresca all'uovo con ripieno a base di carne (tortellini, ravioli, cappelletti) detenuta a temperatura ambiente anziché a temperatura refrigerata";

di recente, secondo quanto riportato dal sito del "Corriere del mezzogiorno" del 30 luglio 2014, due bimbi di 18 e 36 mesi, rispettivamente di Borgagne e Galatone (Lecce), sono stati ricoverati nell'ospedale pediatrico "Giovanni XXIII" di Bari, colpiti da diarrea emorragica con tutti gli altri sintomi tipici della sindrome emolitico uremica. Ciò, sulla base di quanto accaduto in Puglia nel 2013, ha determinato una situazione di forte tensione nonché di preoccupazione nella popolazione;

considerato che:

secondo quanto riportato dalla relazione annuale sulle zoonosi e i focolai a trasmissione alimentare nell'Unione europea per il 2010, pubblicata nel 2012 dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), "nel 2010 Escherichia coli produttore della tossina di Shiga o verotossina (STEC/VTEC) è stato responsabile di 4.000 casi di infezione nell'uomo, in aumento rispetto al 2008. Negli animali e nei prodotti alimentari la VTEC è stata segnalata più spesso nei bovini e nella carne bovina";

nel 2013 sono state trasmesse al Sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF) 3.136 notifiche in tema di rischi diretti e indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti, mangimi e materiali a contatto. Nello specifico 2.649 notifiche sono state effettuate in tema di alimentazione umana; 262 riguardo l'alimentazione animale; 225 in tema di migrazione di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. L'Italia è risultata il primo Paese membro per numero di segnalazioni inviate alla Commissione europea, dimostrando, come negli anni passati, un'intensa attività di controllo sul territorio nazionale con un totale di 534 notifiche (pari al 17 per cento). Dopo l'Italia, il Regno Unito (332), la Germania (330), i Paesi Bassi, la Francia, la Spagna e il Belgio. Tra i contaminanti microbiologici, un elevato numero di notifiche hanno riguardato il riscontro della salmonella, seguita da escherichia coli e listeria monocytogenes;

in data 4 luglio 2014, sempre il RASFF avvisava le autorità sanitarie dei diversi Paesi europei circa la presenza di escherichia coli O26 H11 nel formaggio caprino a latte crudo della marca "CHAVIGNOL", prodotto dal caseificio H.TRIBALLAT de France en 18.194.050 numero di identificazione del CE, fornendo i numeri dei lotti interessati,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se non considerino, nell'ambito delle proprie competenze, di dover intervenire urgentemente affinché si scongiuri il pericolo di una diffusione di infezioni riconducibili al batterio escherichia coli nonché agli altri agenti che minano la sicurezza alimentare e igienico-sanitaria nazionale;

se non intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, specie nelle regioni italiane maggiormente a rischio, quale, date le evidenze descritte, la Puglia, promuovere iniziative finalizzate alla protezione, tutela e salvaguardia della salute dei cittadini e dei consumatori.

(4-02676)