• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06092 in data 17 maggio 2014 a Fano (PU), Fausto Schermi e Elwin Van Dijik consegnavano al sindaco del comune di Fano (PU), Stefano Aguzzi, la richiesta di trascrizione delle proprie nozze contratte...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06092presentato daRICCIATTI Laratesto diLunedì 22 settembre 2014, seduta n. 295

RICCIATTI, MELILLA, FRANCO BORDO, KRONBICHLER, DURANTI, COSTANTINO e PELLEGRINO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
in data 17 maggio 2014 a Fano (PU), Fausto Schermi e Elwin Van Dijik consegnavano al sindaco del comune di Fano (PU), Stefano Aguzzi, la richiesta di trascrizione delle proprie nozze contratte in Olanda nel 2008;
in quella circostanza il sindaco, secondo quanto riportano le fonti di stampa, affermava che «l'atto di matrimonio può essere trascritto nei registri dello Stato civile non essendo ravvisabile alcun impedimento»;
i dipendenti del comune, preposti allo stato civile, non ritenendo legittima la trascrizione delle nozze di persone dello stesso sesso, rifiutavano di trascriverla;
in data 30 maggio 2014 l'allora sindaco della città Aguzzi, presso la Sala della Concordia – riservata tradizionalmente ai matrimoni civili – procedeva alla trascrizione del matrimonio sottoscrivendo personalmente l'atto, ai sensi dell'articolo 1, decreto del Presidente della Repubblica n. 396 del 2000;
il caso riportato è il primo in cui un sindaco ha ordinato motu proprio la trascrizione in Italia di un matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso;
in precedenza viene annoverato il caso del tribunale di Grosseto al quale si era rivolta una coppia omosessuale che aveva contratto matrimonio a New York e che si era vista rifiutare la trascrizione dall'ufficiale dello stato civile;
il tribunale di Grosseto autorizzava la trascrizione sulla scorta della sentenza della S.C. n. 4184 del 2012 che, ad avviso del tribunale, contiene, anche se non esplicitamente, un giudizio sulla non contrarietà all'ordine pubblico del matrimonio omosessuale. La Cassazione ha, infatti, richiamato in quella pronuncia il principio espresso nella sentenza del 24 giugno 2010 della Corte europea dei diritti dell'uomo con la quale è stato stabilito che il diritto al matrimonio, di cui all'articolo 12 della Convenzione, non deve essere limitato ai casi di matrimonio tra persone di sesso opposto, ma deve avere un nuovo e più ampio contenuto, che include il matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso. La disposizione deve essere letta in correlazione anche con l'articolo 14 che vieta ogni discriminazione nell'attribuzione e nel godimento dei diritti dell'uomo individuati nella Convenzione;
anche la Corte Costituzionale, come è noto, con la sentenza 15 aprile 2010, n. 138, si era espressa sulla questione di legittimità costituzionale delle norme poste a fondamento del rifiuto dell'ufficiale di Stato civile di procedere alle pubblicazioni del matrimonio di due persone dello stesso sesso, nella parte in cui non consentono a persone di orientamento omosessuale di contrarre matrimonio;
pur negando l'esistenza di una norma costituzionale che riconosca il diritto al matrimonio di persone dello stesso sesso, la sentenza della Consulta ha affermato che nel concetto di «formazioni sociali» di cui all'articolo 2 della Costituzione è inclusa l'unione omosessuale, ma il riconoscimento e la garanzia di tale diritto, è da ricondurre ad un'esclusiva scelta del Parlamento;
negli ultimi mesi diversi altri sindaci hanno deciso di trascrivere matrimoni contratti all'estero da persone dello stesso sesso, come il sindaco De Magistris a Napoli, il sindaco Marino a Roma e il sindaco Merola a Bologna;
nel caso della trascrizione di Fano e per quella di Bologna, i prefetti competenti hanno richiesto l'annullamento dell'atto di trascrizione voluto dai sindaci, adducendo la circostanza che la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso non è prevista dal nostro ordinamento; in realtà la questione è tutt'altro che pacifica anche alla luce delle norme vigenti e di alcuni recenti orientamenti giurisprudenziali;
si pensi alla recentissima sentenza della Corte costituzionale n. 170 del 2014, la quale intervenendo in sede di giudizio incidentale sollevato dalla Corte di cassazione, si è pronunciata sul caso di una coppia eterosessuale regolarmente sposata, dove il marito, avendo deciso di cambiare sesso, si vedeva applicato dall'ufficiale dello stato civile, il cosiddetto «divorzio automatico»;
anche in quel caso era stata la prefettura a dare indicazioni sull'annullamento ex officio del vincolo matrimoniale, nonostante il parere contrario della coppia;
i coniugi presentavano ricorso al tribunale di Modena che lo accoglieva, mentre la corte d'appello di Bologna accoglieva il reclamo del Ministero dell'interno. Approdata in Cassazione la vicenda, su ricorso dei coniugi, la S.C con ordinanza n. 14329 del 2013 rimetteva gli atti alla Consulta sollevando dubbi di legittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge n. 164 del 1982;

la Corte Costituzionale con sentenza manipolativa additiva riconosceva che «la sentenza di rettificazione dell'attribuzione di sesso di uno dei coniugi, che provoca lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio, consenta, comunque, ove entrambi lo richiedano, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata, che tuteli adeguatamente i diritti ed obblighi della coppia medesima, con le modalità da statuirsi dal legislatore»;
l'interpretazione della normativa vigente in chiave restrittiva rispetto alla trascrizione del matrimonio omosessuale contratto all'estero, operata da parte della giurisprudenza e delle prefetture, comporta un rilevante vulnus normativo, giacché chi ha contratto valido matrimonio all'estero, non riconosciuto in Italia, potrebbe anche risposarsi nel nostro Paese, risultando bigamo nel Paese ove ha contratto il primo matrimonio;
il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, come riporta il quotidiano L'Unità del 16 giugno 2014, ha riconosciuto che «alle unioni civili tra persone dello stesso sesso si applicano tutte le disposizioni previste per il matrimonio...», annunciando l'impegno del suo Governo per agevolare una regolamentazione della vicenda in chiave di una equiparazione sostanziale tra matrimonio e unioni omosessuali;
tuttavia, nelle more dell'attività del legislatore, sussiste il conflitto tra ufficiali del governo, i prefetti e i sindaci nella loro veste di ufficiali dello Stato civile –:
quale sia l'indirizzo del Governo in ordine alle iniziative assunte dai prefetti di Pesaro e di Bologna; nelle more dell'intervento del legislatore, quali iniziative urgenti, nell'ambito delle proprie competenze, intendano adottare o promuovere i Ministri interrogati, al fine di armonizzare la disciplina della trascrizione dei matrimoni contratti all'estero con quella comunitaria;
quali iniziative urgenti, anche di carattere normativo, intendano adottare i Ministri in indirizzo per colmare il vulnus normativo illustrato nelle premesse. (4-06092)