• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02783 Luciano ROSSI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: con deliberazione regionale n. 336 del 16 luglio 2014, la Regione Umbria ha approvato le...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02783 presentata da LUCIANO ROSSI
martedì 7 ottobre 2014, seduta n.325

Luciano ROSSI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

con deliberazione regionale n. 336 del 16 luglio 2014, la Regione Umbria ha approvato le linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica e dell'offerta formativa per gli anni scolastici 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 ampiamente disattesa dal piano di dimensionamento ex delibera n. 65 del 25 settembre 2014 della Giunta del Comune di Terni;

la Corte costituzionale, in seguito al ricorso presentato da diverse Regioni, con la sentenza n. 147 del 7 giugno 2012 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19, comma 4, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011;

il testo della disposizione incostituzionale sancisce che per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011/2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado; gli istituti comprensivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche;

la normativa in vigore, ribadita dalle stesse linee della Regione Umbria n. 336 del 16 luglio 2014, è quella prevista dal comma 2 dell'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica del 16 giugno 1998, n. 233, la quale stabilisce: "Ai fini indicati al comma 1, per acquisire o mantenere la personalità giuridica gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione, consolidata e prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 600 e 900 alunni; tali indici sono assunti come termini di riferimento per assicurare l'ottimale impiego delle risorse professionali e strumentali";

tutti gli istituti scolastici per mantenere la propria autonomia devono avere almeno 600 alunni e nel comune di Terni non ci sono scuole del primo ciclo sotto tale soglia;

il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante: "Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca", convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, articolo 12, concernente il "Dimensionamento delle istituzioni scolastiche", prevede, in applicazione delle precedenti sentenze della Corte costituzionale, che i criteri per l'individuazione delle istituzioni scolastiche sede di dirigenza e di direttore dei servizi generali ed amministrativi siano definiti con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, ancora in fase di definizione, e il dettato di tale norma è stato ribadito dalle linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica e dell'offerta formativa in Umbria exDelibera regionale n. 336 del 16 luglio 2014;

constatato che:

nell'incontro del 30 settembre 2014, le organizzazioni sindacali dei lavoratori della scuola hanno chiesto il ritiro della delibera, contestandola nel merito: le istituzioni scolastiche, per mantenere la propria autonomia devono avere almeno 600 alunni e a Terni non ci sono scuole del primo ciclo sotto tale soglia, ritenendo quindi il piano inopportuno;

non esiste poi nessun obbligo normativo che impone ai Comuni di trasformare le direzioni didattiche e le scuole medie in istituti comprensivi (a meno che non ci sia un'effettiva esigenza di dimensionamento);

le critiche dei sindacati sono rivolte anche e soprattutto al metodo utilizzato, visto che il provvedimento preso non ha rispettato minimamente i passaggi previsti dalla delibera del Consiglio regionale (la n. 336 del 16 luglio 2014) che prescrive il confronto con istituzioni scolastiche, associazioni dei genitori e sindacati;

senza uno studio attento del territorio e degli istituti, un coinvolgimento delle parti sociali, delle scuole e dei genitori, non si può procedere a soppressioni di scuole, accorpamenti, trasferimenti di sedi e nuove istituzioni,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda prendere in relazione ai fatti esposti, anche affinché le amministrazioni competenti azionino gli strumenti in autotutela per la revisione o annullamento delle delibere di Giunta n. 47 del 10 settembre 2014 e n. 65 del 25 settembre 2014.

(4-02783)