• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06355 il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali n. 0012926 del 27 agosto 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 211 del 10 settembre 2012, al fine di conservare la...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06355presentato daGAGNARLI Chiaratesto diGiovedì 9 ottobre 2014, seduta n. 306

GAGNARLI, SEGONI e ARTINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali n. 0012926 del 27 agosto 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 211 del 10 settembre 2012, al fine di conservare la capacità di rinnovo degli stock ittici commerciali, ridurre lo sforzo di pesca salvaguardando le risorse ittiche e ridurre l'impatto della pesca sugli ecosistemi marini nella zona delle 12 miglia nautiche dalla linea di base, definisce il procedimento ed i limiti per l'adozione delle misure tecniche contenute nei piani di gestione locali, in conformità alle disposizioni di cui all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 2371/2002;
in Italia i vari Compartimenti di pesca, adeguandosi al decreto ministeriale 27 agosto 2012, hanno talvolta ridotto ulteriormente le misure delle lunghezze delle reti allargandone le maglie, ridotto il numero degli ami da pesca per palàngari e contenuto il numero delle nasse per peschereccio. I regolamenti particolari, per giunta, hanno disciplinato anche altri parametri, come la durata delle calate (dalle 8 alle 10 ore), le direzioni da tenere rispetto alla costa, il periodo di fermo pesca, ed altri aspetti a cui tutte le imbarcazioni si devono attenere;
il compartimento della Toscana, riguardo alle nasse, si è uniformato a quanto disposto dal decreto ministeriale 27 agosto 2012, allegato I punto 5; pertanto ogni imbarcazione può calare da un minimo di 100 fino ad un massimo di 250 nasse;
in base ad una richiesta di accesso agli atti presso la capitaneria di porto di Livorno, si è appreso che i pescherecci autorizzati a calare le nasse nel golfo di Follonica sono 3 e sono armati da un'unica società cooperativa, per un totale massimo complessivo di nasse autorizzate pari a 750;
nel Golfo di Follonica, tuttavia, come denunciato da un gruppo di pescatori in una nota indirizzata al compartimento marittimo di Livorno, alla capitaneria di porto Follonica, alla regione Toscana, all'Arpat ed ai comuni di Scarlino e Follonica, rimasta ancora senza alcuna risposta, i 3 pescherecci dotati di nasse non si attengono a quanto disposto; durante immersioni subacquee nel golfo di Follonica, infatti, vengono rinvenute continuamente grandi quantità di nasse disperse sui fondali, nell'ordine delle migliaia, non giustificabili dalle pratiche di pesca regolarmente autorizzate;
nella suddetta nota si denuncia l'uso di trappole mobili, che non potrebbero neanche configurarsi come nasse vista la loro struttura rudimentale che imbriglia anche pesci di piccolissima taglia, da parte delle 3 imbarcazioni che attraccano nel porto di Puntone. Questi pescherecci, riporta la nota, calerebbero in mare un numero di trappole estremamente maggiore, circa 6000 nasse in totale, rispetto al numero massimo di 750 nasse prescritto dal decreto ministeriale 27 agosto 2012, non rispetterebbero le normative europee né la disciplina marittima riguardante le modalità di pesca attuali, ad esempio in relazione ai tempi massimi per la calata in mare delle trappole in ogni operazione di pesca(decreto del Presidente della Repubblica n.1639 del 2 ottobre 1968, articolo 6), causando quindi un grave danno ambientale nel golfo di Follonica ed ingenti perdite economiche a quelle famiglie il cui sostentamento è strettamente legato all'attività di pesca nel golfo stesso;
nella denuncia si conferma, come rilevato nelle immersioni subacquee, che moltissime nasse, visto il basso costo poiché costruite con reti di plastica e ferro zincato, verrebbero abbandonate in caso di strappo del canapetto di tenuta, per cui i fondali del golfo sarebbero tappezzati di queste trappole, nella battimetrica da 5 a 20 metri, che impedirebbero il normale svolgimento di qualunque altra attività di pesca e continuerebbero ad auto-innescarsi fino a totale inglobamento nei fondali detritici;
un gruppo di pesca sportiva di Follonica e di Scarlino, per giunta, ha raccolte 278 firme ed inoltrato un esposto contro la pesca indiscriminata con le nasse alla capitaneria di porto di Follonica ed agli assessori al mare dei comuni di Follonica e Scarlino. L'esposto, oltre a rendere noto il problema sotto il profilo ambientale, economico e sociale, propone una serie di soluzioni atte a rendere la pesca con le nasse più compatibile con lo sforzo di pesca, con la tradizione locale e con tutti gli altri tipi di pesca professionali, sportivi e dilettantistici praticati nella zona;
agli interroganti risulta inoltre che il distretto di pesca della Toscana sia in possesso di una bozza del regolamento di gestione della pesca nel golfo di Follonica, in linea con il decreto ministeriale 27 agosto 2012, del quale si attende una rapida approvazione da parte della regione Toscana, con l'auspicio che possa rappresentare lo strumento attuativo in grado di assicurare maggiore tutela di tutti gli operatori, dell'ecosistema marino e degli stock ittici commerciali –:
se il Ministro interrogato sia al corrente delle presunte irregolarità riscontrate nel golfo di Follonica in relazione all'uso indiscriminato delle trappole a nasse denunciato dalla nota dei pescatori, a seguito di immersioni subacquee e riportato nell'esposto di un gruppo di pesca sportiva ai competenti assessori dei comuni di Follonica e Scarlino;
quali iniziative intenda promuovere, per quanto di competenza, per adeguare la normativa in termini di intensificazione dei controlli sull'osservanza delle prescrizioni previste dall'intero impianto normativo, e di irrogazione delle sanzioni nel caso del riscontro di comportamenti illeciti;
se non intenda promuovere iniziative al fine di evitare che episodi simili possano reiterarsi aggravando il danno ambientale nel golfo di Follonica e provocando ingenti perdite economiche e sociali. (4-06355)