• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03754 il gruppo Arcese è una azienda, con sede ad Arco in provincia di Trento, che opera da circa 50 anni nel campo delle spedizioni e della logistica; attualmente Arcese conta circa 4.000...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03754presentato daD'OTTAVIO Umbertotesto diMercoledì 8 ottobre 2014, seduta n. 305

D'OTTAVIO, FREGOLENT, PAOLA BRAGANTINI, BOCCUZZI, BONOMO e GIORGIS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
il gruppo Arcese è una azienda, con sede ad Arco in provincia di Trento, che opera da circa 50 anni nel campo delle spedizioni e della logistica;
attualmente Arcese conta circa 4.000 dipendenti in 70 sedi dislocate in 12 nazioni. Si tratta di una impresa in continua crescita che ha recentemente comunicato di aver rafforzato, nel mese di settembre «la propria presenza nel mercato Europeo, implementando il servizio» in nazioni come «Russia, Ucraina, Paesi Baltici, Paesi membri della CSI»;
ad oggi sono 450 i dipendenti del gruppo in Italia. Secondo i dati pubblicati sul sito internet istituzionale il gruppo Arcese è:
tra i primi 10 operatori logistici in Italia;
titolare di una flotta privata di proprietà tra le più grandi d'Europa;
spedizioniere aereo nei top lata;
spedizioniere marittimo tra le principali compagnie in Italia;
nonostante queste cifre, che sembrerebbero testimoniare la solidità del gruppo soprattutto in Italia, Arcese, secondo quanto riportano gli organi di informazione, ha ridotto la sua manodopera nel nostro Paese, dal 2009 ad oggi, di circa 550 autisti;
sempre dalla stampa emerge che l'azienda, nei giorni scorsi, ha comunicato l'intenzione di tagliare altri 120 dei 180 autisti attualmente impiegati sui piazzali logistici di Rovereto, Rivalta (Torino) e Corbetta (Milano), quest'ultimo destinato a cessare l'attività;
secondo le associazioni sindacali questa scelta rappresenta l'ultima fase di una politica di delocalizzazioni ed appalti esterni portata avanti in questi ultimi anni dall'azienda. Da tre anni inoltre è attivata la cassa integrazione straordinaria per gli autisti che scadrà il 27 gennaio 2015, dopo di che non sarà più possibile accedere ad alcun ammortizzatore sociale;
i sindacati, anche in relazione al recente potenziamento di Arcese verso altre nazioni, hanno accusato (anche a mezzo stampa) l'azienda di aver fornito «rassicurazioni vaghe» e di voler affidare il lavoro ad «autisti che provengono dall'Est Europa», dove il costo del lavoro è minore. Sotto accusa sarebbe «anche l'impiego in Italia di manodopera straniera attraverso agenzie interinali con sede nei paesi dell'Est, a cominciare dalla Romania dove tra l'altro è presente una importante sede del gruppo Arcese»;
è inoltre emerso che il gruppo Arcese avrebbe ricevuto, in questi anni, anche fondi pubblici; come i 18,6 milioni di euro erogati da Trentino Sviluppo nel 2009;
gli enti locali territoriali si sono immediatamente mobilitati per promuovere un confronto costruttivo fra azienda e lavoratori al fine di ricercare una soluzione positiva, che assicuri tutele e diritti di tutti i dipendenti;
sono attualmente in corso, nelle sedi del gruppo, presidi, assemblee e scioperi, mentre l'azienda ha convocato le rappresentanze sindacali per il 9 ottobre a Roma, presso la sede di Anita;
è inammissibile, ad avviso degli interroganti, che una impresa con sede nel nostro Paese, beneficiaria di fondi pubblici e di ammortizzatori statali, possa di fatto delocalizzare, in breve tempo, quasi tutta la manodopera relativa all'autotrasporto, utilizzando strumenti contrattuali atipici, pur in presenza di una pubblicizzata solidità aziendale –:
di quali elementi disponga in relazione a quanto esposto in premessa e quali iniziative urgenti intenda assumere per assicurare tutele e diritti agli autisti del gruppo Arcese, a partire dalla convocazione di un tavolo ministeriale fra azienda, rappresentanti dei lavoratori ed enti locali, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali interessati. (5-03754)