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Atto a cui si riferisce:
S.1/00014 premesso che: il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) è stato introdotto nell'ordinamento dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni,...



Atto Senato

Mozione 1-00014 presentata da ANTONIO D'ALI'
martedì 9 aprile 2013, seduta n.010

D'ALI', ESPOSITO Giuseppe, VICARI, BONFRISCO, ALBERTI CASELLATI, CALIENDO, SCIASCIA, VICECONTE, RIZZOTTI, GIBIINO - Il Senato,

premesso che:

il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) è stato introdotto nell'ordinamento dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, in sostituzione della Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e della Tia (tariffa di igiene ambientale), con l'obiettivo di risolvere la questione della tassa comunale sui rifiuti, con particolare riferimento alla qualificazione della natura giuridica della prestazione patrimoniale dovuta a fronte dei servizi di smaltimento dei rifiuti, nonché all'obbligo di assoggettare o meno le somme all'imposta sul valore aggiunto (IVA). Problematica che è stata oggetto di diverse interpretazioni e di ampio contenzioso, sul quale si è pronunciata anche la Corte costituzionale;

l'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 ha previsto l'entrata in vigore del nuovo tributo a decorrere dal 1° gennaio 2013, quale tariffa da determinarsi ad esclusiva copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai Comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni;

la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013), ha introdotto diverse modifiche alla disciplina della Tares e ha differito ad aprile 2013 la concreta operatività del tributo, non eliminando peraltro le pesanti criticità contenute nella disciplina;

successivamente, con l'articolo 1-bis del decreto-legge 14 gennaio 2013, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2013, n. 11, è stato opportunamente posticipato al 1° luglio 2013 il termine per il versamento della prima rata; differimento deliberato, per come chiaramente si evince dagli atti parlamentari, con il preciso indirizzo politico di consentire ad un nuovo Governo ed al nuovo Parlamento nella XVII Legislatura di intervenire immediatamente a sanare criticità ancora permanenti nella disciplina della Tares prima della definizione ed incasso della prima rata, soprattutto per quanto riguarda l'eccessiva onerosità della tassa, la sua impropria trasformazione in addizionale immobiliare ed anche alcuni aspetti gestionali;

considerato che:

la Tares, così come configurata dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, è ripartita in due componenti, una riferita al servizio di gestione dei rifiuti urbani, l'altra attualmente genericamente riferita ai servizi indivisibili dei Comuni, con il chiaro obiettivo di tendere ad ulteriori specificazioni di tariffa riferibili a singoli servizi man mano che i Comuni ne individueranno i singoli costi;

il gettito della Tares deve comunque e sempre mantenere un vincolo legislativo di destinazione, utile a finanziare per intero il solo costo dei servizi;

la maggiorazione deliberata pari a 0,30 euro per metro quadrato a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni non ha pertanto legittima motivazione di esistere in quanto gli stessi servizi sono alcuni già oggetto di tariffazione a carico dei cittadini, altri a carico della fiscalità locale e generale e ciò a maggior ragione si evince dalla prospettata destinazione del provento della maggiorazione allo Stato, il che, evidenziandosi che lo stesso non affluisce ai Comuni, trasforma l'originaria natura della Tares di tariffa a fronte di servizi erogati in vera ed "impropria" imposta addizionale sugli immobili e sulle attività produttive;

rilevato inoltre che:

sul tributo, come introdotto dall'articolo 14 citato, sono state sollevate da più parti, ed in particolare dalle associazioni produttive e dei consumatori, forti e legittime preoccupazioni ed osservazioni critiche, con riguardo alle permanenti incertezze nella determinazione della base imponibile, alla gestione del regime transitorio, alle modalità di affidamento della gestione dei rifiuti urbani, alla tempistica e alle modalità di versamento del tributo, ma principalmente con riguardo all'aggravio delle imposte a carico dei cittadini e delle attività produttive stimato in circa 2 miliardi di euro rispetto al previgente regime e con forti discriminazioni settoriali e territoriali, incertezze ed aggravi anche dovute alla mancanza di adozione da parte della stragrande maggioranza dei Comuni dei piani finanziari annuali ed alla conseguente impossibilità di controllo civico sulla congruità degli importi richiesti, anche per l'assenza dei decreti attuativi in materia di costi medi nazionali;

l'articolo 3-bis, comma 1-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, introdotto con il decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, ipotizza un ampliamento delle competenze degli "enti di Governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei", anche nel caso del servizio rifiuti, fino a comprendere la determinazione delle relative tariffe, così come potrebbe accadere per altre tipologie di servizi;

tale formulazione, in linea anche con il più recente orientamento normativo nazionale e locale di semplificazione, razionalizzazione e ristrutturazione delle gestioni e dei relativi piani di costo su base intercomunale, apparendo in evidente contrasto con le potestà regolamentari comunali in materia di Tares che prevedono la determinazione delle tariffe sulla base dei costi determinati con il piano finanziario e nell'ambito dei criteri dettati dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, richiede un'approfondita riconsiderazione,

impegna il Governo:

1) a promuovere l'adozione, con la massima urgenza, di apposite misure finalizzate a differire al 1° gennaio 2014 l'entrata in vigore delle disposizioni relative alla Tares, di cui all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, consentendo al contempo a ciascun Comune di applicare, in via transitoria e per il solo anno 2013, il previgente sistema di tassazione dei rifiuti urbani, riservando a successivi provvedimenti una possibile sostanziale revisione della disciplina del tributo in questione, finalizzata anche al contenimento della pressione fiscale a carico dei cittadini;

2) ad eliminare la addizionale dello 0,30 centesimi di euro al metro quadrato ed ogni altra eventuale forma impropria di imposta addizionale su immobili ed attività produttive che possa emergere dalla vigente normativa in materia di Tares, rinviando al Parlamento le nuove determinazioni in materia;

3) ad escludere definitivamente la previsione di applicazione dell'IVA dal regime tariffario sui servizi comunali.

(1-00014)