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Atto a cui si riferisce:
S.1/00040 premesso che: il dibattito scientifico sullo sviluppo dell'agricoltura transgenica è ancora molto acceso e si articola intorno a chi ritiene che gli organismi geneticamente modificati...



Atto Senato

Mozione 1-00040 presentata da JOHANN KARL BERGER
martedì 14 maggio 2013, seduta n.021

BERGER, ZELLER, PANIZZA, FAVERO, FRAVEZZI, LANIECE, NENCINI, PALERMO, DALLA ZUANNA, ZIN - Il Senato,

premesso che:

il dibattito scientifico sullo sviluppo dell'agricoltura transgenica è ancora molto acceso e si articola intorno a chi ritiene che gli organismi geneticamente modificati (Ogm) non producano rischi né per i consumatori né per l'agricoltura e quanti, invece, affermano che i pericoli per la salute dei cibi Ogm siano di gran lunga sottovalutati;

molti ricercatori indipendenti hanno già da tempo denunciato criticità emerse nei test di verifica di potenziali effetti nocivi sulla salute e, a prescindere dal confronto tra opposti pareri, la comunità scientifica non ha ancora espresso una posizione univoca;

secondo la normativa comunitaria sull'impiego di Ogm, la valutazione del rischio viene effettuata dal soggetto interessato ad ottenere l'autorizzazione del prodotto e quindi è svolta in ambienti extra europei dove non si tiene conto della particolarità territoriale italiana. Gli Stati membri e l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) partecipano al procedimento autorizzatorio e i singoli Paesi possono altresì effettuare studi sul monitoraggio post immissione al fine di verificare gli effetti sull'ambiente e sulla salute umana;

l'introduzione in agricoltura di Ogm sembrerebbe economicamente vantaggiosa solo in realtà agricole con grandi estensioni di terreno, assenti in Italia, e l'impatto degli Ogm sulla biodiversità è tuttora in fase di studio;

l'agroalimentare è uno dei settori che resiste meglio alla crisi economica e, grazie all'enorme sforzo dei produttori italiani, continua a garantire prodotti di qualità e di origine controllata;

l'elevato standard di qualità dei prodotti tipici nazionali e dei sistemi agricoli locali - l'Italia è il primo produttore di prodotti biologici in Europa - rappresenta un valore aggiunto unico sul quale puntare, in grado di creare sinergie con il settore turistico nell'attuale momento di crisi. L'agricoltura italiana svolge, inoltre, un ruolo fondamentale per la difesa integrata del territorio e per la tutela del paesaggio e degli aspetti culturali tradizionali legati alle aree rurali, che va riconosciuto e valorizzato;

gli Ogm invece non hanno alcun valore aggiunto né per i consumatori né per l'agricoltura finalizzata alla produzione di cibo e alla conservazione del territorio, ma sono finalizzati alla creazione di reddito e al controllo dei mercati da parte di poche multinazionali;

è errato affermare che senza l'ingegneria genetica non avremmo alcuni dei prodotti italiani più tipici: incroci e mutagenesi non hanno nulla a che vedere con le modifiche genetiche che danno origine agli Ogm;

per quanto riguarda i Paesi poveri, emerge che gli Ogm sono ben lontani dall'essere uno strumento per l'equa distribuzione del cibo. I Paesi poveri che esportano la loro produzione agricola di sussistenza, rinunciando a sovranità e sicurezza alimentare, subiscono spesso ulteriori danni, che vanno dalla scomparsa di tradizioni e culture locali al pagamento dei diritti di brevetto, fino ad arrivare al danno più grave che riguarda la perdita di biodiversità, vera ed unica ricchezza dei Paesi poveri;

la difficile applicabilità delle regole di coesistenza nei territori, come dimostrato da studi recenti, deriva anche dall'impossibilità di controllare tutti i fattori in grado di influenzare il trasporto di polline e semi. La "fuga" di transgeni nell'ambiente - gli Ogm si diffondono in modo incontrollato (nell'aria, nell'acqua e nel suolo) anche a molti chilometri di distanza - rischia pertanto di produrre ripercussioni negative sui prodotti delle colture tradizionali e biologici;

recenti risultati di uno studio, realizzato dall'università francese di Caen, dimostrano la tossicità degli Ogm a seguito di alcuni esperimenti condotti su cavie nutrite con il mais Monsanto Ogm, le quali hanno cominciato a manifestare gravissime patologie con una incidenza da due a cinque volte superiore al gruppo di controllo, rappresentato da cavie nutrite con mais non transgenico;

dal 28 gennaio 2013 la Polonia ha vietato la coltivazione del mais geneticamente modificato Mon810 della Monsanto e della patata Amflora della Basf, diventando così l'ottavo Stato membro ad imporre misure di salvaguardia nazionali nei confronti delle colture geneticamente modificate, insieme a Francia, Germania, Austria, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Lussemburgo;

la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, costituisce il testo normativo fondamentale, per quanto concerne sia l'immissione in commercio di Ogm, sia la loro emissione deliberata nell'ambiente, e prevede, per i singoli Stati membri, la possibilità di dichiarare l'intero territorio nazionale come libero da Ogm attraverso l'applicazione della clausola di salvaguardia per vietare, temporaneamente, l'uso o la vendita di un prodotto Ogm se ritenuto che rappresenti un rischio per la salute o per l'ambiente;

quando si parla di Ogm va ricordato, infine, che la materia vivente del pianeta è il bene comune più prezioso per tutti (più dell'acqua), che non è ammissibile compiere sperimentazioni che mettano a rischio la salute dei giovani, e che la responsabilità politica nei confronti dei giovani deve superare ogni cosa,

impegna il Governo:

1) a procedere con l'esercizio della clausola di salvaguardia ai sensi dell'articolo 23 della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di Ogm;

2) a richiedere la sospensione dell'uso del Mon810 sino al rilascio di una nuova autorizzazione, che risponda pienamente ai requisiti richiesti di dimostrata innocuità nella coltivazione e nell'uso come alimento o mangime.

(1-00040)