• Testo MOZIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.1/00054 premesso che: è necessario ridare slancio e forza, attraverso l'introduzione di nuove disposizioni e di più incisivi strumenti istituzionali, al progetto di emancipazione...



Atto Camera

Mozione 1-00054presentato daMIGLIORE Gennarotesto diMercoledì 29 maggio 2013, seduta n. 25

La Camera,
premesso che:
è necessario ridare slancio e forza, attraverso l'introduzione di nuove disposizioni e di più incisivi strumenti istituzionali, al progetto di emancipazione politica e sociale delineato nella prima parte della Costituzione repubblicana;
da diversi anni e da molte legislature, nel Paese e in Parlamento, è in corso il dibattito sull'opportunità di modifiche alla seconda parte della Costituzione, che ha dato anche luogo a diversi progetti di riforma costituzionale;
vi è infatti l'esigenza di interventi puntuali sulla nostra Carta fondamentale, che non coinvolgano tuttavia in alcun modo la prima parte della Costituzione;
è convinzione generale che la procedura di revisione costituzionale – disciplinata non a caso nel Titolo VI della nostra Carta fondamentale, relativo alle garanzie costituzionali – sia stata prevista al fine di rendere più efficace la Costituzione stessa, pur preservandone l'impianto e l'ispirazione complessiva che, a giudizio degli scriventi, resta una legge di straordinaria portata e ancora non pienamente attuata;
è opportuno consolidare la forma di governo parlamentare e la centralità del ruolo del Parlamento nel bilanciamento complessivo dei poteri e degli organi costituzionali;
è auspicabile, in tempi certi e nel rispetto dell'impianto normativo previsto dall'articolo 138 della Costituzione, un percorso di riforme costituzionali condiviso e in grado di ottenere il più ampio consenso parlamentare, evitando che le modifiche della Costituzione siano appannaggio di contingenti maggioranze di governo, così come è avvenuto in passato. A tal fine, si richiede, altresì, che lo svolgimento del referendum costituzionale avvenga per materie omogenee anche nel caso di raggiungimento del quorum dei 2/3;
è necessario un adeguamento del testo costituzionale che permetta al Parlamento di affrontare le questioni istituzionali più urgenti attraverso interventi mirati e limitati alla seconda parte della Costituzione, quali la riduzione del numero dei deputati e dei senatori; il superamento del bicameralismo perfetto; l'obbligatorietà dell'esame e del voto in tempi certi delle proposte di legge d'iniziativa popolare; l'introduzione di limiti più rigidi all'uso della decretazione d'urgenza da parte del Governo; la modifica del Titolo V (ridefinendo i criteri di ripartizione delle materie tra Stato e regioni, introducendo la cosiddetta «clausola di supremazia» a favore dello Stato); l'attribuzione del potere di istituire commissioni di inchiesta alle minoranze parlamentari; la sottrazione alle Camere del contenzioso sulle elezioni;
considerato che:
l'articolo 72, comma 4, della Costituzione prevede che per le leggi in materia costituzionale sia «sempre adottata» «la procedura normale di esame e di approvazione diretta» da parte delle due Camere;
in nessun caso, tuttavia, sarebbe legittimo il deferimento dell'esame del provvedimento alla sede deliberante, nonché a qualsivoglia organo/organismo che privasse i parlamentari del pieno potere emendativo in ottemperanza al principio di eguaglianza dei parlamentari, ancorché sia possibile una modalità di lavoro, in sede esclusivamente referente, che impegni entrambi i rami delle Camere;
è urgente e indifferibile intervenire sulla modifica della legge elettorale vigente – che non è legge di revisione costituzionale – prima del pronunciamento della Corte costituzionale alla quale si è rivolta la Corte di cassazione, trasmettendo gli atti in cui si sollevano rilevanti questioni di legittimità costituzionale;
auspicando un intervento urgente dei competenti organi delle Camere, al fine di pervenire in tempi rapidi all'approvazione di una riforma dei regolamenti parlamentari così da dare piena valorizzazione all'azione del Parlamento assicurando un più stretto raccordo con le istanze della società civile, un efficace controllo sull'attività del Governo, una più elevata qualità della produzione legislativa. In particolare, occorrerà superare l'eccessivo e spesso ingiustificato ricorso alla decretazione d'urgenza, l'abuso dei voti di fiducia sui maxi emendamenti, favorendo in tal modo una coerente, sul piano costituzionale, ridefinizione del procedimento legislativo sia per le leggi di iniziativa governativa e parlamentare, sia per quelle di iniziativa popolare,

impegna il Governo

nel rispetto delle sue prerogative di iniziativa legislativa, a tener conto in maniera vincolante di quanto esposto in premessa, concorrendo con proprie proposte all'iter parlamentare sul tema delle riforme che verranno esaminate, come sempre previsto, congiuntamente a proposte di iniziativa parlamentare su analoga materia.
(1-00054) (Ulteriore nuova formulazione). «Migliore, Pilozzi, Kronbichler, Aiello, Airaudo, Boccadutri, Franco Bordo, Costantino, Di Salvo, Duranti, Daniele Farina, Claudio Fava, Ferrara, Fratoianni, Giancarlo Giordano, Lacquaniti, Lavagno, Marcon, Matarrelli, Melilla, Nardi, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pannarale, Pellegrino, Piazzoni, Piras, Placido, Quaranta, Ragosta, Ricciatti, Sannicandro, Scotto, Zan, Zaratti».