• Testo MOZIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.1/00139 premesso che: la convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001 e ratificata dall'Italia nel 2008, è il primo trattato...



Atto Camera

Mozione 1-00139presentato daMOGHERINI Federicatesto diVenerdì 5 luglio 2013, seduta n. 47

La Camera,
premesso che:
la convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001 e ratificata dall'Italia nel 2008, è il primo trattato internazionale sulle infrazioni penali commesse via internet e su altre reti informatiche, relativo in particolare, alle violazioni dei diritti d'autore, alla frode informatica, alla pornografia infantile e alle violazioni della sicurezza della rete, determinando altresì una serie di misure e procedure appropriate, quali la perquisizione dei sistemi di reti informatiche e l'intercettazione dei dati, con la finalità di perseguire una politica penale comune per la protezione della società contro la cibercriminalità, in special modo adottando legislazioni appropriate e promuovendo la cooperazione internazionale;
si richiamano la comunicazione «Strategia dell'Unione europea per la cibersicurezza: un ciberspazio aperto e sicuro» (JOIN2013)1), adottata il 7 febbraio 2013 congiuntamente dalla Commissione europea e dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché la proposta di direttiva recante misure volte a garantire un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dell'informazione nell'Unione europea (COM (2013)48);
sono, altresì, all'esame delle istituzioni dell'Unione europea la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati) (COM(2012)0011), nonché la proposta di direttiva (COM(2012)10) sulla protezione dei dati personali trattati a fini di prevenzione, di individuazione, investigativi e di perseguimento dei reati;
tali strumenti mirano complessivamente alla creazione di un quadro normativo coerente e armonico, finalizzato ad un approccio globale alla protezione dei dati, al rafforzamento dei diritti delle persone, ad un ulteriore avanzamento della dimensione del «mercato interno» e al potenziamento della dimensione globale, individuando altresì un complesso di misure volte a promuovere la sensibilizzazione sul tema della cyber sicurezza e un uso consapevole degli strumenti informatici, anche attraverso il contrasto alla criminalità informatica e la creazione di una rete di collaborazione tra le autorità nazionali competenti e la Commissione europea, al fine di realizzare un sistema sicuro di scambio di informazioni, con l'assistenza dell'ENISA – Agenzia europea per la sicurezza delle reti dell'informazione, promuovendo l'elaborazione di una politica internazionale dell'Unione europea nel settore;
si segnala altresì il rapporto sulla libertà di espressione e internet, del relatore speciale delle Nazioni Unite per la promozione e tutela della libertà di opinione ed espressione, Frank La Rue, presentato al Consiglio ONU per i diritti umani nel giugno 2011 e all'Assemblea Generale ONU nel dicembre 2012;
va considerata la campagna promossa dal Consiglio d'Europa, «No Hate Speech Movement», da svolgersi fino al 2014, con lo scopo di combattere il razzismo e la discriminazione espressa in discorsi di odio online, fornendo ai giovani e alle organizzazioni giovanili le competenze per riconoscere queste violazioni dei diritti umani e per agire in contrasto;
si esprime apprezzamento per l'avvio di tale campagna e per il fatto che essa sia stata promossa dal Consiglio consultivo per la gioventù, organismo che riunisce rappresentanti di organizzazioni e reti giovanili non governative europee, agendo in stretto contatto con il Comitato direttivo europeo per la gioventù (CDEJ) del Consiglio d'Europa;
va ricordato ricordando che il 21 giugno 2013 hanno avuto avvio le campagne nazionali, fra cui quella italiana, messe in atto con la partecipazione di attori governativi e Organizzazioni non governative operanti nel settore dei giovani, in uno spirito di co-gestione;
si è consapevoli che la libertà di espressione – diritto fondamentale ed inalienabile della persona – è essenziale per creare un ambiente favorevole alle discussioni critiche di questioni religiose e razziali, per promuovere la comprensione e la tolleranza e combattere la diffusione di stereotipi negativi;
va considerato che l'integrazione economica e sociale, derivante dalla globalizzazione, ha portato a un considerevole aumento dei flussi transfrontalieri e quindi anche dei dati scambiati tra i singoli, gli operatori economici e sociali, pubblici e privati, on e off line;
va evidenziato che la rapidità dell'evoluzione tecnologica comporta, altresì, nuove sfide per la protezione dei dati personali e la tutela dei diritti fondamentali, essendo aumentati in modo vertiginoso la portata della condivisione e della raccolta di dati nonché lo scambio di comunicazioni e informazioni non solo tra istituzioni pubbliche, ma anche tra privati, di modo che le nuove tecnologie hanno trasformato non solo l'economia ma anche le relazioni sociali;
va rilevato che aumenta sempre di più il numero di utenti telematici che trascorrono parte della propria «vita digitale» su forum, chat, blog, gruppi di discussione on line, che ormai rappresentano a tutti gli effetti strumenti di condivisione ed espressione della propria personalità;
va rilevato, altresì, che essendo il Web a tutti gli effetti un luogo di integrazione sociale ed economica al suo interno possono compiersi crimini e violazioni dei diritti umani di cui gli utenti sembrano avere una percezione attenuata, forse a causa della intangibilità della rete internet e dell'anonimato che questa sembra garantire;
va evidenziato, peraltro, che il diritto di critica, tutelato ampiamente nell'ambito della libertà di manifestazione del pensiero, non deve mai trasmodare in reato, ovvero configurarsi come l'ingiuria, diffamazione, ovvero istigazione all'odio e a comportamenti discriminatori di qualunque natura;
va sottolineato che tali reati si determinano anche attraverso la diffusione di messaggi on line, secondo quanto riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, e che si rivela pertanto essenziale garantire un giusto equilibrio tra la libertà di espressione e la lotta efficace contro gli atti di istigazione all'odio ovvero alla discriminazione di qualsiasi natura;
si ritiene pertanto che un miglioramento delle garanzie giuridiche possa facilitare ancora di più la libera circolazione dei dati e delle opinioni, garantendo, al tempo stesso, un elevato livello di protezione della sfera privata dei singoli e dei diritti fondamentali;
si sottolinea, in ogni caso, che il sistema già prevede alcuni strumenti volti a combattere l'istigazione all'odio on line, tra l'altro, attraverso la segnalazione e la successiva rimozione dei contenuti violenti, da parte degli operatori, in attuazione di quanto previsto dalla direttiva europea sul commercio elettronico, recepita in Italia dal decreto legislativo n. 70 del 2003, dal codice etico nonché dal codice di autoregolamentazione, approvati dagli operatori del settore;
si rileva, infine, che il protocollo addizionale alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, relativo all'incriminazione di atti di natura razzista e xenofoba commessi attraverso le reti informatiche non risulta ancora ratificato in Italia,

impegna il Governo:

a promuovere, in ambito europeo e internazionale, una maggiore cooperazione per combattere i reati commessi on line, garantire una maggiore sicurezza nella trasmissione dei dati personali attraverso la rete internet e rafforzare, anche in ambito digitale, i diritti fondamentali dell'individuo;
a promuovere la campagna nazionale di sensibilizzazione, in linea con quanto previsto dalla campagna promossa dal Consiglio d'Europa, «No Hate Speech Movement», coinvolgendo attori istituzionali, operatori del settore e Organizzazioni non governative che si occupano dei giovani, in uno spirito di cooperazione e co-gestione;
a proseguire anche oltre il termine del 2014 – previsto per la conclusione del «No hate speech movement» – campagne di informazione e formazione sui rischi connessi ad un cattivo uso della rete, sul tema dell'uso consapevole degli strumenti informatici, della lotta contro gli atti di istigazione all'odio ovvero alla discriminazione di qualsiasi natura, in modo da consentire cambiamenti effettivi di mentalità;
ad assumere iniziative per stanziare, a tal fine, apposite risorse per promuovere campagne specifiche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, al fine di rendere il tema dell'uso consapevole degli strumenti informatici parte del percorso formativo dei giovani;
ad assumere le iniziative di competenza per ratificare il protocollo addizionale alla convenzione sulla criminalità informatica, relativo all'incriminazione di atti di natura razzista e xenofoba commessi attraverso le reti informatiche (convenzione sul «Cybercrime»).
(1-00139) «Mogherini, Bergamini, Quintarelli, Spadoni, Di Salvo, Scalfarotto, Fiano, Palmieri, Squeri, Santerini».