• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00033 il 23 aprile 2013 il Consiglio di amministrazione di Rai spa ha approvato il bilancio 2012 del Gruppo con 6 voti favorevoli e 2 astensioni. Questi in sintesi i risultati: i ricavi...



Atto Camera

Interpellanza 2-00033presentato daGIACHETTI Robertotesto diMartedì 7 maggio 2013, seduta n. 13

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:
il 23 aprile 2013 il Consiglio di amministrazione di Rai spa ha approvato il bilancio 2012 del Gruppo con 6 voti favorevoli e 2 astensioni. Questi in sintesi i risultati:
i ricavi ammontano a 2.786,5 milioni di euro, facendo registrare una riduzione di 211,8 milioni di euro rispetto al 2011, nonostante gli anni pari abbiano sempre fatto registrare un significativo incremento degli introiti pubblicitari dovuto alla trasmissione di grandi eventi sportivi (nel 2012 Europei di calcio e Olimpiadi);
i costi esterni sono aumentati di 34 milioni di euro;
la perdita di esercizio e stata di 244,6 milioni di euro rispetto ai 4 milioni di attivo dell'anno precedente;
la posizione finanziaria netta risulta negativa per 366,2 milioni di euro con un peggioramento di 93,8 milioni di euro;
si tratta del peggior risultato di esercizio degli ultimi dieci anni. Negli ultimi mesi autorevoli organi di stampa, tra il quali Il Sole-24 Ore, il Corriere della Sera e Repubblica hanno più volte denunciato che sul risultato negativo del 2012 avrebbe pesato anche la contabilizzazione sul bilancio 2011 di ricavi pubblicitari per circa 70 milioni di euro che si sarebbero invece dovuti contabilizzare nel 2012. Se le notizie, peraltro mai smentite dalla società Rai spa fossero vere il saldo attivo del 2011 sarebbe state raggiunto attraverso «furbizie» contabili mentre la perdita relativa al 2012 sarebbe state più contenuta;
in ogni caso il bilancio 2012 fotografa l'aggravarsi della situazione economico-finanziaria della Rai e testimonia che le decisioni sinora assunte dal vertice, che aveva avuto dall'azionista un mandato rigoroso di risanamento, si sono rilevate insufficienti o inadeguate;
le stime degli analisti del mercato pubblicitario prefigurano, inoltre, un vero e proprio crollo del fatturato della concessionaria di pubblicità Sipra, di cui è presidente lo stesso direttore generale della Rai, mentre per la prima volta dal 1999 sembrerebbe registrarsi una contrazione significativa anche dei ricavi da canone. Queste previsioni, se confermate, determinerebbero, nella, perdurante assenza di incisive misure di risanamento, anche per il bilancio 2013 un rilevante saldo negativo facendo schizzare a livelli record l'indebitamento finanziario della società;
va ricordato che poteri di vigilanza e controllo sull'andamento della gestione economico-finanziaria della concessionaria sono riconosciuti al Ministro dell'economia e delle finanze e al Ministro dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 17 della Convenzione per la concessione in esclusiva del servizio di radiodiffusione di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 marzo 1994 e dagli articoli 27 e seguenti del vigente contratto di servizio –:
quali interventi il Governo intenda adottare per salvaguardare gli interessi del servizio pubblico radiotelevisivo; se in particolare, non reputino doveroso i Ministri interpellati, nella loro qualità, rispettivamente, di Ministro che detiene le azioni Rai e di Ministro che esercita la vigilanza, verificare con urgenza la regolarità dei documenti contabili, in ragione della rigorosa trasparenza alla quale si deve ispirare la gestione di una società pubblica, concessionaria di servizio pubblico e finanziata con i soldi dei cittadini, e, di fronte ad una situazione così preoccupante, se non intendano rendere noti con urgenza i dati aggiornati di riprevisione di budget per il 2013.
(2-00033) «Giachetti, Anzaldi, Gozi».