• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02906 PAGLINI, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, SANTANGELO, MORONESE, SERRA, CATALFO, MARTELLI, MONTEVECCHI, MANGILI, NUGNES, GIARRUSSO, DONNO - Al Ministro della difesa - Premesso che: nel periodo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02906 presentata da SARA PAGLINI
martedì 28 ottobre 2014, seduta n.340

PAGLINI, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, SANTANGELO, MORONESE, SERRA, CATALFO, MARTELLI, MONTEVECCHI, MANGILI, NUGNES, GIARRUSSO, DONNO - Al Ministro della difesa - Premesso che:

nel periodo tra il 9 e il 10 ottobre 2014 un violento nubifragio ha investito la Liguria, ed in particolare la città di Genova, con precipitazioni superiori alla media, di intensità tale da causare l'esondazione dei corsi d'acqua Bisagno, Fereggiano, Sturla e rio Torbella, con conseguenti allagamenti che hanno causato interruzioni della circolazione stradale, blocchi dei servizi idrici, black out elettrici nonché gravi allagamenti di edifici pubblici, abitazioni private e locali commerciali;

risulta agli interroganti che ad oggi non sia presente, con forze consistenti e mezzi idonei, l'Esercito italiano nelle aree comprese tra via Tolemaide, via Casaregis, via Cecchi e via Brigate Partigiane. Tale situazione, come segnalato da diversi cittadini, è facilmente verificabile attraverso un'ispezione nelle aree colpite dall'alluvione;

considerato che:

una stima prudenziale dei danni al patrimonio pubblico, secondo il presidente della Giunta regionale della Liguria, Claudio Burlando, raggiunge la cifra di circa 200 milioni di euro, al netto dei danni ai privati e alle aziende;

anche nella mattina del 22 ottobre 2014, sia nell'area compresa tra via Tolemaide, via Casaregis, via Cecchi e via Brigate partigiane, sia presso l'area di Corte Lambruschini e al di sotto del teatro Stabile di Genova risultano ancora in azione mezzi privati atti ad opere di spurgo;

gran parte del lavoro di ripristino della viabilità e dello sgombero di cantine e depositi pubblici e privati è stato possibile grazie al volontariato e all'iniziativa di privati cittadini, che hanno sopperito alla carenza di personale e mezzi messi a disposizione dalle istituzioni competenti in misura insufficiente;

tuttavia, come verificatosi anche nelle precedenti alluvioni che hanno colpito il capoluogo ligure, nonostante l'indefessa opera di azione civile compiuta dai cittadini genovesi, che si sono sostituiti alle inadempienze e all'assenza di un congruo intervento pubblico, l'impegno economico che gli enti regionali e comunali dovranno ancora sostenere appare ingentissimo;

l'Esercito italiano può disporre di mezzi e forze idonee ad affrontare simili emergenze,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo abbia previsto, in considerazione dello stato d'emergenza di Genova, l'utilizzo di adeguato personale militare a sostegno della popolazione e perché tali forze non siano attualmente operative, in misura adeguata, sul teatro del disastro;

se risulti che forze operative dell'Esercito siano stanziate con i relativi mezzi operativi presso il comando Carabinieri stazione Genova Forte San Giuliano, ma attualmente non impiegate;

quali siano i motivi che ostacolano l'impiego consistente di mezzi e uomini dell'Esercito italiano al fine di permettere di ridurre i tempi di ripristino delle zone della città colpite dall'evento alluvionale.

(4-02906)