• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00508 premesso che: l'olio d'oliva di qualità è una delle eccellenze agroalimentari della Toscana: una cultura presente uniformemente su tutto il territorio regionale e che rappresenta un...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00508presentato daCENNI Susannatesto diVenerdì 31 ottobre 2014, seduta n. 322

La XIII Commissione,
premesso che:
l'olio d'oliva di qualità è una delle eccellenze agroalimentari della Toscana: una cultura presente uniformemente su tutto il territorio regionale e che rappresenta un fondamentale volano economico, produttivo ed occupazionale;
l'oliveto toscano copre 91.500 ettari (l'11 per cento della superficie agricola regionale) e caratterizza fortemente il paesaggio. Sono circa 80 mila le aziende (anche di differenti dimensioni per un totale di 100 mila addetti tra diretti, indiretti, di cui 3 mila stagionali) impegnate in una attività che, in termini economici, produce il 5 per cento del valore generato complessivamente dall'agricoltura; il raccolto è mediamente di 1,24 mila quintali di olive, da cui si sono ricavati 171 mila quintali di extravergine, con una resa pari a 13.8 punti;
circa il 30 per cento dell'olio toscano, al netto della quota destinata all'autoconsumo, è certificato. La Toscana infatti vanta 4 denominazioni riconosciute: «Toscano Igp», «Chianti Classico Dop», «Terre di Siena Dop», «Lucca Dop». Altrettante produzioni Dop sono in attesa del riconoscimento: «Colli Aretini», «Colline di Firenze», «Colline di Pisa» e «Seggiano». È stato inoltre avviato l’iter per la domanda di riconoscimento di altre Dop, fra cui «Colli di Maremma» e «Montalbano»;
per quanto riguarda la produzione dell'olio Toscano Igp va rimarcato come questa vanti un primato nazionale per i quantitativi certificati. Al consorzio aderiscono oltre 10.250 aziende olivicole, 265 frantoi, 360 confezionatori. Sei milioni e mezzo sono le piante iscritte, 27 mila i quintali di olio prodotto destinato soprattutto all’export;
la Toscana è infatti la prima regione italiana per export di olio; secondo i dati relativi al 2013 le esportazioni di extravergine sono cresciute del 18,3 per cento per un fatturato estero complessivo superiore ai 500 milioni di euro in valore. Tra gli 80 ed i 90 quintali di olio tracciato e certificato, pari ad oltre la metà del prodotto complessivo, sono stati destinati ai mercati esteri;
il paesaggio olivicolo è inoltre una preziosa opportunità per promuovere e valorizzare i territori di origine integrando gli aspetti produttivi con quelli di tutela dell'ambiente; permettendo, allo stesso tempo, uno sviluppo sostenibile delle comunità locali e la valorizzazione della biodiversità dell'olio conservata nei territori indigeni, oltre a rappresentare, proprio per le caratteristiche delle piante e le peculiarità delle culture, un efficace strumento per il contrasto al dissesto idrogeologico;
l'intero settore olivicolo della Toscana è stato gravemente colpito, nel corso del 2014, da gravi problemi che hanno causato una perdita complessiva di prodotto stimata, dalle associazioni di categoria e dagli operatori del settore, non inferiore al 50 per cento rispetto alla produzione dello scorso anno, una cifra che potrebbe raggiungere, in alcune zone, anche il 70 per cento;
in particolare, secondo il consorzio Toscano Igp, la produzione di olio extravergine di oliva certificato rischia di accusare nel 2014 un calo del 50 per cento rispetto all'anno precedente;
le cause di tale riduzione sono da attribuirsi sia ad attacchi ripetuti ed aggressivi della mosca olearia denominata «Bactrocera Oleae» (la cui diffusione è stata favorita da alcune anormale climatiche), sia frequenza di fenomeni atmosferici avversi come la siccità e le alluvioni di particolare violenza (le cosiddette «bombe d'acqua»);
per gli esperti del settore l'olio toscano potrebbe subire, in alcuni territori, una riduzione non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo (relativo soprattutto ai parametri di acidità) e quindi anche ulteriori ripercussioni sul versante commerciale ed economico;
altro fattore connesso alla mancanza di olive sarà sicuramente quello legato alla contraffazione agroalimentare. Con una richiesta (anche e soprattutto nei mercati internazionali) superiore alla produzione è inevitabile aspettarsi la crescita del fenomeno della falsificazione che sta già assumendo vertici preoccupanti. Secondo le associazioni di categoria, negli ultimi cinque anni, sono infatti quadruplicate le frodi nel settore degli oli con un incremento record del 300 per cento;
il decreto legislativo numero 102 del 2004, nei limiti fissati dalle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato, dispone strumenti per il sostegno alle aziende colpite da gravi danni alla produzione. I presupposti necessari per rendere attuabile gli aiuti sono:
a) il riconoscimento del Ministero competente rispetto al carattere eccezionale delle piogge;
b) la presenza, nel suddetto decreto di riconoscimento, di una deroga al piano assicurativo nazionale che riserva gli interventi compensativi agli eventi ed alle colture non assicurabili;
c) l'azienda, per accedere ai sostegni pubblici, deve aver subito danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile;
qualora sussistessero i presupposti sopracitati potrebbero essere quindi attivati i seguenti interventi a sostegno delle imprese agricole:
a) contributi in conto capitale fino all'80 per cento dei danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria;
b) prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento dannoso e per l'anno successivo, da erogare a tasso agevolato;
c) proroga delle operazioni di credito agrario in scadenza;
d) agevolazioni previdenziali. In particolare alle imprese agricole iscritte nella relativa gestione previdenziale, è concesso, a domanda, l'esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l'evento,

impegna il Governo:

a valutare la possibilità di utilizzare le norme attualmente vigenti, a partire da quelle presenti nel decreto legislativo numero 102 del 2004 citato in premessa, a sostegno del reddito agricolo e della produttività delle aziende colpite dalla crisi dell'olio;
a convocare in tempi brevi un tavolo ministeriale che preveda la presenza di tutti gli organismi interessati dalla gravissima crisi dell'olio (enti locali coinvolti, organizzazioni di categoria, tipologie di imprese) al fine di individuare azioni e strumenti sinergici ed efficaci, ordinari e straordinari, di carattere nazionale e comunitario:
a) per rilanciare un comparto indifferibile per la crescita economica e per l'intero settore agroalimentare;
b) per prevenire, nei prossimi anni, una così radicale perdita del prodotto, causata direttamente (alluvioni) o indirettamente (proliferazione anomala degli insetti) da eventi climatici che si verificano sempre con maggiore frequenza anche nel nostro Paese;
prevenire e contrastare con maggiore tempestività ed efficacia, alla luce di quanto espresso in premessa, il fenomeno della contraffazione alimentare relativo all'olio d'oliva certificato.
(7-00508) «Cenni, Fanucci, Beni, Fiorio, Fossati, Albini, Becattini, Romanini, Donati, Fontanelli, Rocchi, Ermini, Terrosi, Simoni, Bini».