• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00106 la linea Milano Genova è inserita tra i 30 progetti prioritari europei approvati dall'Unione Europea il 29 Aprile 2004, n. 24 «Asse ferroviario...



Atto Camera

Interpellanza 2-00106presentato daOLIARO Robertatesto diGiovedì 20 giugno 2013, seduta n. 37

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
la linea Milano Genova è inserita tra i 30 progetti prioritari europei approvati dall'Unione Europea il 29 Aprile 2004, n. 24 «Asse ferroviario Lione/Genova-Basilea-Duisburg–Rotterdam/Anversa» come progetto europeo Nord-Sud Genova-Rotterdam;
la tratta Milano-Genova «Terzo Valico dei Giovi» fa riferimento al progetto relativo alla linea ferroviaria alta capacità/velocità che metterà in collegamento Genova con Tortona, da un alto, e con Novi Ligure, dall'altro;
con delibera CIPE n. 80 pubblicata su Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2006 è stato approvato il progetto definitivo del «Terzo Valico dei Giovi Linea AV/AC Milano Genova»;
tale opera consentirà di realizzare una rapida connessione tra il capoluogo ligure e le principali linee ferroviarie del Nord Italia, configurandosi come connessione diretta del corridoio 5 con i porti liguri;
con il terzo Valico il Porto di Genova si doterà di una via di accesso privilegiata per il trasferimento delle merci verso l'area padana ed il nord Italia, consentendo altresì un significativo spostamento di una parte di traffico commerciale del trasporto su gomma a quello a rotaia contribuendo, con ciò, ad aumentare la capacità di smaltimento, via ferrovia, dei traffici portuali di Genova. Secondo i dati di TAV SpA l'attuale sistema dei collegamenti ferroviari tra Genova e il Nord Italia/Europa non sarà più sufficiente a garantire la domanda a partire dal 2015 circa;
con tale intervento infrastrutturale sarà inoltre possibile, per il porto di Genova e per la regione Liguria consolidare un ruolo nazionale ed internazionale nei traffici marittimi che vedono lo scalo del capoluogo ligure quale nodo di scambio strategico per le principali compagnie armatoriali mondiali, al fine di sviluppare linee di traffico che interessino non solo il bacino del mediterraneo ma tutte le linee commerciali da e per il Far-East, da e per il Middle East, da e per il Nord e Centro America, senza contare tutte le principali destinazioni del continente africano e di quello australe;
a seguito di quanto stabilito con la legge n. 191 del 23 dicembre 2009, all'articolo 2 commi 232 e 233, la realizzazione della tratta AV/AC Terzo Valico dei Giovi prevede la suddivisione dell'opera, da un punto di vista tecnico, economico e temporale, in 6 lotti costruttivi, individuati in relazione ai finanziamenti disponibili, di cui alla delibera CIPE 101/2009 e di cui alla delibera CIPE 84/2010;
di questi lotti il primo ed il secondo sono già interamente finanziati a valere della delibera richiamata del CIPE;
relativamente allo smaltimento ed alla definitiva collocazione dei materiali di risulta provenienti dall'escavazione delle gallerie, la delibera CIPE n. 80 Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2006 prevede, nella parte prima, par. 3 lettera K) che «tenendo conto delle previsioni del progetto definitivo e di quanto rappresentato dalla regione Liguria, il soggetto aggiudicatore, la regione Liguria, la provincia di Genova, i comuni interessati, l'Autorità Portuale e quanti altri specificamente competenti dovranno stipulare apposita convenzione, senza oneri aggiuntivi per il soggetto aggiudicatario rispetto a quelli stimati per il progetto definitivo, che include unicamente oneri di trasporto fino al Porto di Genova, per disciplinare l'utilizzo ai sensi della Legge 443/2001 del materiale proveniente dagli scavi del Terzo Valico, mediante abbancamento del materiale stesso, nell'ambito dei progetti relativi agli adeguamenti del Porto di Genova»;
con riferimento a quanto sopra descritto, desta viva preoccupazione quanto letto su un articolo del Secolo XIX del 18 Giugno 2013 dal titolo: «Senza i soldi del ribaltamento a mare più difficile stoccare il materiale di scavo», in cui il Presidente dell'Autorità Portuale di Genova evidenzia le criticità nascenti da una distrazione dei fondi per il secondo lotto del Terzo Valico ad altre priorità infrastrutturali voluta dal Governo nell'ambito del decreto-legge cosiddetto «FARE», che potrebbero mettere in dubbio la corretta scansione temporale dei finanziamenti generando incertezza negli operatori, negli investitori internazionali interessati allo sviluppo del Porto di Genova ed al suo ruolo di nodo logistico per il Nord-Italia;
a tutt'oggi il Ministero dell'economia e delle finanze è inadempiente rispetto al finanziamento di 70 milioni, garantito dall'accordo di programma firmato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal Ministero dello sviluppo economico e successivamente confermati ed inseriti nel decreto Milleproroghe di Gennaio 2011, ma mai arrivati all'Autorità Portuale di Genova per mancata attuazione da parte del Ministero dell'economia e delle finanze;
alla luce della citata incertezza sui finanziamenti al terzo valico, alla luce altresì della mancata corresponsione alla autorità portuale di Genova dei citati e promessi 70 milioni di euro diventa impossibile per la stessa avere la copertura finanziaria necessaria per l'avvio delle procedure prodromiche al ribaltamento a mare del materiale e conseguentemente l'impossibilità di utilizzare tale iniziativa quale deposito per lo smarino delle opere cantierate del Terzo Valico;
la regione Liguria ha dovuto con ciò individuare altri siti per lo smarino e conseguentemente le imprese che costruiscono il terzo valico hanno dovuto riscrivere i Piani di utilizzo dei terreni perché nel frattempo era intervenuto un regolamento del Ministero dell'ambiente in materia –:
se, per quanto di rispettiva competenza, non ritengano di procedere allo sblocco dei 70 milioni di euro per il finanziamento del ribaltamento a mare e nel contempo se non si intenda provvedere a trovare una soluzione ai Piani di utilizzo dei Terreni ed, in ultimo, se non ritengano di fornire garanzie in merito al finanziamento del secondo lotto di lavori relativi al Terzo Valico dei Giovi, con specifiche garanzie legate alle modalità di finanziamento della intera opera secondo la scansione temporale e progettuale già definita ed assunta dallo stesso Ministero nei confronti di tutti i soggetti interessati.
(2-00106) «Oliaro».