• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00133 così come evidenziato dal manifesto-appello del quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno», la realizzazione dell'alta velocità ha consentito all'Italia del versante tirrenico e dell'area del...



Atto Camera

Interpellanza 2-00133presentato daD'AMBROSIO Giuseppetesto diGiovedì 4 luglio 2013, seduta n. 46

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
così come evidenziato dal manifesto-appello del quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno», la realizzazione dell'alta velocità ha consentito all'Italia del versante tirrenico e dell'area del Centro-nord di generare un profondo mutamento, nel giro di pochissimo tempo. Si è aperto il mercato a operatori privati, si è determinata una dinamica virtuosa di miglioramento della qualità, efficientamento dei tempi, competizione sulle tariffe, potenziamento dell'offerta. L'effetto, in linea con gli standard europei, è che su distanze fino a 800 chilometri il treno è ritornato a costituire il vettore principale per la mobilità;
dall'altra parte c’è l'Italia del versante adriatico, nell'area del Centro-sud. Nessuna alta velocità, apparati tecnologici vetusti, materiali rotabili usurati, tratti ancora incredibilmente a binario unico che attraversano zone ad elevato rischio idro-geologico (e che potrebbero determinare, come già recentemente accaduto, conseguenze di isolamento totale). Ovviamente in queste condizioni infrastrutturali, il mercato resta chiuso a qualsiasi dinamica competitiva, l'offerta tende a dequalificarsi, i tempi di percorrenza sono inaccettabili, le tariffe sono non competitive (paradossalmente anche più elevate rispetto all'alta velocità), il servizio da anni registra una progressiva riduzione. L'effetto, in stridente contrasto rispetto agli standard e alle direttive europei, è che al treno un'utenza crescente preferisce l'aereo o, addirittura, il trasporto privato su gomma anche per lunghe percorrenze di 1.000 chilometri;
non si chiede, in questa fase di carenza di cospicue risorse nazionali, di affrontare insostenibili investimenti infrastrutturali straordinari. Tuttavia sarebbe utile che il Governo cominciasse a programmare, con studi e progetti, la rete dell'alta velocità ferroviaria anche per la dorsale adriatica. Già oggi però si potrebbero ridurre di ben un'ora e quindici minuti i tempi di viaggio sulla linea ferroviaria Milano-Pescara-Bari, se si utilizzassero treni moderni e adeguati che possano fruire dell'alta velocità esistente tra Milano e Bologna e che possano procedere ad una velocità superiore anche a sud di Bologna, lungo la linea Adriatica, grazie all'assetto variabile. In questa ipotesi, ad esempio, i tempi di viaggio Milano-Bari si ridurrebbero a circa 6 ore e mezza, Milano-Foggia a 5 ore e mezza e Milano-Pescara a meno di 4 ore;
è poi disponibile uno studio completo che prevede interventi di ammodernamento tecnologico, lievi correzioni di curve ed il raddoppio del binario tra Termoli e Lesina, che consentirebbero di incrementare la velocità di linea e raggiungere prestazioni analoghe a quelle dell'alta capacità. Si tratta di interventi immediati, il cui valore, stimato intorno al miliardo di euro, è assolutamente sostenibile. Si potrebbe, ad esempio, iniziare con il potenziamento del sistema tecnologico di segnalamento, per innalzare la velocità massima in rettilineo a 200 chilometri/orari, intervento dal costo stimato di circa 100-200 milioni di euro;
questi interventi sono in larga misura già progettati, realizzabili in un arco temporale relativamente breve, ma con un impatto tempestivo: portando la velocità di percorrenza a circa 200-220 chilometri/orari, si avrebbe una decurtazione dei tempi di quasi un'ora da Lecce a Bologna, rendendo immediatamente competitivo il trasporto ferroviario. Si tratta di una richiesta minima che genererebbe un impatto di straordinario valore positivo per le regioni interessate e per l'intero Paese, proprio in questa fase difficile di lavoro per la ripresa economica –:
se non si ritenga di procedere urgentemente almeno con gli interventi da ultimo indicati.
(2-00133) «D'Ambrosio, L'Abbate, Colletti, Agostinelli, Cariello, Vacca, Brescia, Cecconi, De Lorenzis, Terzoni, Liuzzi, Scagliusi, Del Grosso».