• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00740 secondo i dati denunciati dall'associazione «Ai. Bi. Amici dei Bambini» le proiezioni del primo semestre 2014 riportano il record negativo di 930-950 minori autorizzati all'ingresso in Italia,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00740presentato daSCUVERA Chiaratesto diMercoledì 5 novembre 2014, seduta n. 325

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:
secondo i dati denunciati dall'associazione «Ai. Bi. Amici dei Bambini» le proiezioni del primo semestre 2014 riportano il record negativo di 930-950 minori autorizzati all'ingresso in Italia, con un crollo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente che sfiora il 30 per cento; emerge dunque che dal 2010, quando fu raggiunto il picco massimo di 4130 minori autorizzati a entrare in Italia, al primo semestre del 2014, il numero di bambini stranieri adottati in Italia ha subito un vero e proprio crollo;
negli ultimi anni sono intervenute alcune criticità, a partire da varie problematiche nel rapporto con i Paesi d'origine dei minori; in alcuni di questi Stati lo sviluppo socio-economico ha contribuito a rendere residuale l'adozione internazionale rispetto alle possibilità offerte all'interno del Paese, attraverso sia adozioni interne sia soluzioni di affido che, comunque, mantengono l'identità e il radicamento del bambino nel proprio Paese; in altri Paesi talvolta si assiste ad improvvise chiusure o limitazioni nelle procedure di adozione in corso, anche a causa delle incerte condizioni sociali e politiche;
in questa casistica rientra la decisione da parte della direzione nazionale delle migrazioni della Repubblica del Congo di sospendere per 12 mesi, a partire dal 25 settembre 2013, le operazioni per il rilascio dei permessi di uscita per i bambini adottati dalle famiglie straniere;
nel mese di maggio 2014, il lavoro messo in atto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha determinato l'esito positivo della vicenda che vedeva 24 famiglie inizialmente bloccate a Kinshasa, poiché i permessi di uscita per i minori venivano loro negati, e successivamente separate dai bambini, ciò malgrado l'iter di adozione fosse stato regolarmente completato in Italia e in Congo;
allo scadere dei 12 mesi di sospensione annunciati, tuttavia, il 26 settembre del 2014 il Ministero dell'interno e della sicurezza della Repubblica democratica del Congo ha dichiarato che «la misura di sospensione dei visti d'uscita dei minori congolesi adottati da genitori stranieri è estesa fino a nuovo ordine»;
il presidente Kabila e il Governo congolese hanno affermato che il motivo della sospensione risiede nell'esigenza di operare una revisione delle procedure di adozione, al fine di aumentare il livello di tutela e di salvaguardia dei bambini congolesi destinati all'adozione; i tempi necessari per tale intervento restano incerti;
tale decisione incide gravemente sulla vita delle circa 130 coppie che hanno regolarmente avviato, e in alcuni casi addirittura completato l'iter di adozione, ma che sono soggette al blocco dei permessi d'uscita dei minori da parte delle autorità congolesi;
avere un figlio adottivo è aprire nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto mentale e di cuore per consentire ad alcuni bambini la possibilità di un futuro migliore; il protrarsi del blocco dei permessi d'uscita da parte delle autorità congolesi determina dunque per decine di famiglie un'insostenibile situazione di incertezza che si rivela progressivamente sempre più insopportabile per la vita privata e familiare degli interessati;
in tale contesto di profonda difficoltà, le famiglie coinvolte lamentano il mancato sostegno da parte della Commissione adozioni internazionali, la quale avrebbe mancato di fornire loro ogni forma di comunicazione circa gli eventuali sviluppi della situazione e avrebbe anche omesso di offrire le necessarie informazioni e le opportune rassicurazioni circa la salute dei bambini già abbinati alle famiglie, ma ancora bloccati in un Paese che conosce ripetuti stati di emergenza, tra cui recentemente anche quello legato alla diffusione del virus Ebola;
la mozione Quartapelle Procopio ed altri, n. 1-00326, approvata all'unanimità il 15 luglio 2014, ha impegnato il Governo a dare rinnovata, palese e concreta attenzione alle politiche in materia di adozioni internazionali, alla CAI, agli enti e alle famiglie adottive, e «a sostenere con convinzione ogni iniziativa volta a sbloccare le pratiche adottive di famiglie italiane in quei Paesi nei quali per ragioni sociali e politiche queste hanno subito un rallentamento» –:
come intenda operare il Governo per assicurare il sollecito congiungimento dei bambini congolesi con le famiglie adottive e se, considerato il perdurante e insostenibile quadro di incertezza che colpisce le famiglie coinvolte, non sia possibile consentire loro di reindirizzare la procedura di adozione internazionale verso altri Paesi che offrono un quadro giuridico e istituzionale più sicuro, eventualmente avvalendosi dei decreti di idoneità ad esse già rilasciati dal tribunale per i minorenni.
(2-00740) «Scuvera, Quartapelle Procopio, Rampi, Sereni, Piccione, Manzi, Malpezzi, Palmieri, Sbrollini, Pes, Mariani, Rossomando, Leva, Pelillo, Petitti, Lodolini, Richetti, De Menech, Zampa, Preziosi, Raciti, Piccoli Nardelli, Misiani, Casati, Cova, Cassano, Miotto, Mariastella Bianchi, Galperti, Sanga, Parrini, Palma, Gitti, Iori, Zanin, Mattiello, Bonomo, Porta».