• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00016 in data 2 aprile 2013 si è discussa alla Camera dei deputati la relazione della Commissione Speciale sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 10-bis comma 6 della legge...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00016presentato daBIANCONI Mauriziotesto diMartedì 9 aprile 2013, seduta n. 8

BIANCONI, LAFFRANCO e MARTINELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
in data 2 aprile 2013 si è discussa alla Camera dei deputati la relazione della Commissione Speciale sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 10-bis comma 6 della legge 31 dicembre 2009 n. 196 e presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri (senatore a vita Mario Monti e dal Ministro dell'economia e delle finanze dottor Vittorio Grilli);
in detta relazione viene evidenziato il dato delle minori entrate fiscali per l'anno 2013 in quindicimiliardisettecentomilioni di euro di minor gettito, pari ad un punto percentuale di PIL;
in detta relazione si legge che il minor gettito è stato registrato anche nel 2012, che minor gettito è previsto anche nel 2014, perlomeno nella misura di dieci miliardi;
la relazione ministeriale evidenzia un -4,3 per cento di consumi alle famiglie ed un meno 8 per cento di investimenti produttivi fissi lordi;
in detto documento è registrato anche un costo del lavoro aumentato dell'1 per cento con una corrispondente minor produttività dell'1,3 per cento segno incontrovertibile, a parere degli interroganti, della gravissima situazione di crisi;
infine a suggello di questo quadro risultato obbligato, a parere degli interroganti, di una sciagurata e sempre a parere degli interroganti, ben organizzata azione regressiva delle potenzialità socio economiche della nostra comunità nazionale, si registra un tasso di disoccupazione del 10,7 per cento, in aumento nel 2013 all'11,6 per cento e nel 2014 all'11,8 per cento;
nel frattempo il PIL nazionale è regredito vistosamente (-2,4 per cento per il 2012 e -1,3 per cento per il 2013) ed il debito pubblico del pari è fortemente aumentato: il dato di gennaio 2013 indica un rapporto debito/PIL al 127,3 per cento, circa 7 punti percentuali in più rispetto a fine 2011, data di insediamento del Governo Monti;
in tutto questo scenario, grava il dato, già più volte indicato dagli interroganti che l'aumento della pressione fiscale con l'aggravamento delle imposte dei tributi crea recessione, disoccupazione, e causa una diminuzione del gettito, cioè in sostanza una serie di danni convergenti;
tale lettura dei processi economici è notoria e pressoché unanime, ma è stata ignorata dalle istituzioni comunitarie, che si sono concentrate:
a) sul rigore nei confronti degli Stati, con l'imposizione del pareggio di bilancio e l'introduzione di severissime norme di rientro dal debito pubblico;
b) sul sostegno al sistema bancario, mediante il long term refinancing operation (LTRO) o piano di rifinanziamento a lungo termine consistente in interventi finanziari effettuati dalla BCE guidata da Mario Draghi a seguito dell'inizio della crisi del debito sovrano dei Paesi europei i finanziamenti elargiti ai gruppi europei, tra dicembre 2011 e febbraio del 2012, ammontano in totale a 1.019 miliardi di euro e la franche più grossa è andata agli istituti italiani con 270 miliardi;
il Governo Monti ha fedelmente eseguito le direttive generali dell'Unione sin dal suo primo atto, il decreto legge n. 201 del 2011, concedendo alle banche nazionali la garanzia di Stato sul debito delle stesse;
viceversa non si è curato dell'applicazione dell'indicazione comunitaria, rivolta alle banche beneficiate, di destinare parte delle risorse ricevute al sostegno dell'economia, come dimostrano i seguenti dati;
Banca d'Italia nel corso dell'audizione presso la Commissione Speciale sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 10-bis comma 6, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ha segnalato a gennaio 2013 il credito alle imprese risultava minore del 6 per cento rispetto a 12 mesi prima; stando alle proprie stime le difficoltà di accesso al credito delle imprese ha contribuito a ridurre il PIL del 2012, dello 0,6 per cento;
secondo il rapporto di Bankitalia del dicembre 2012 «Moneta e banche» redatto da Bankitalia e aggiornato al 31 ottobre 2012, infatti, la proprietà di titoli di Stato da parte delle banche italiane ammontava a 340 miliardi di euro, in aumento del 63 per cento rispetto all'anno precedente (208 miliardi ma, nel 2009 a ridosso dell'esplosione della crisi, erano solo 147 miliardi); le banche si sono finanziate presso la Bce con interesse all'1 per cento, e con quei soldi hanno acquistato i ben più redditizi titoli di Stato che quest'anno hanno assicurato rendimenti tra il 4 e il 6 per cento;
è evidente il danno vistoso arrecato all'economia e che pone a rischio, sempre a parere degli interroganti, la stessa coesione sociale e la stabilità nazionale;
la durata in vita di questo Governo sembra protrarsi nel tempo –:
quale giudizio dia il Governo sui dati esposti in premessa e se, pur nell'ambito dell'ordinaria amministrazione allo stesso demandata, vi sia la volontà di porre in campo interventi correttivi alla grave congiuntura economia nazionale ed, in caso di risposta affermativa, quali, in che tempi ed in quale misura. (3-00016)