• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00019 BERGER - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: al sistema per il controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è stata data attuazione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00019 presentata da JOHANN KARL BERGER
mercoledì 3 aprile 2013, seduta n.009

BERGER - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

al sistema per il controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è stata data attuazione attraverso il decreto ministeriale del 17 dicembre 2009, come modificato dal successivo decreto del 15 febbraio 2010;

con i decreti ministeriali, l'Italia ha ottemperato alle specifiche previsioni contenute nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti, che impone agli Stati membri l'adozione di misure per la tracciabilità, dalla produzione alla destinazione finale, e per il controllo dei rifiuti pericolosi, al fine di garantire che la gestione dei rifiuti stessi sia effettuata senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all'ambiente;

nella realtà, tra rinvii e modifiche alla normativa, il Sistri non è mai entrato in vigore a regime;

come si apprende da notizie di stampa, il Ministro in indirizzo ha predisposto un decreto che prevede la nuova partenza del sistema di tracciabilità dei rifiuti dal prossimo autunno: 1° ottobre 2013 per le imprese produttrici di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti e 3 marzo 2014 per le altre aziende iscritte al Sistri, che possono comunque anticipare a ottobre;

in particolare, in merito alle scadenze Sistri, lo schema di decreto prevede due fasi, di riallineamento: dal 30 aprile 2013, le imprese con più di 10 dipendenti produttrici di rifiuti pericolosi (elencate dall'art. 3, comma 1, lettere c), h), del decreto ministeriale n. 52 del 18 febbraio 2011) devono verificare l'attualità di dati e informazioni trasmesse al Sistri, eventualmente aggiornandoli. Le altre lo faranno dal 30 settembre 2013 e il 28 febbraio 2014. Le imprese mai iscritte al Sistri devono procedere entro gli stessi termini a seconda delle dimensioni e tipologie di rifiuti prodotti. Per i 30 giorni successivi alle rispettive scadenze, le imprese devono continuare a tenere anche i precedenti registri e documentazioni sui rifiuti, in una sorta di doppio binario;

dopo due anni di sospensione, quindi, durante i quali sembrava si dovesse arrivare a un nuovo sistema, il Sistri torna come obbligo, anche se per il 2013 è sospeso il pagamento e non è chiaro cosa succederà dal 2014 e se potranno intervenire meccanismi di recupero dei due anni;

evidenziato che l'interrogante accoglie con favore tali proroghe,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno prevedere un'ulteriore proroga anche per le imprese con più di 10 dipendenti produttrici di rifiuti pericolosi, obbligate dal 30 aprile 2013 a verificare l'attualità di dati e informazioni trasmessi al Sistri, visto che tali adempimenti, a causa dei costi burocratici, gravano pesantemente sui bilanci delle aziende, già in grande difficoltà a causa della crisi economica: lo stesso Governo, infatti, consapevole dell'importanza del contenimento dei costi burocratici, ha varato il decreto-legge "salva Italia" (decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011), volto a garantire il risanamento dell'economia e stimolare la crescita e la competitività.

(3-00019)