• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06764 in data 29 marzo 2014 l'ammiraglio di squadra Franco Paoli ha ultimato l'incarico di presidente nazionale della Lega navale italiana per scadenza del mandato triennale e che, in data 14 maggio,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06764presentato daBRANDOLIN Giorgiotesto diGiovedì 6 novembre 2014, seduta n. 326

BRANDOLIN. — Al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:
in data 29 marzo 2014 l'ammiraglio di squadra Franco Paoli ha ultimato l'incarico di presidente nazionale della Lega navale italiana per scadenza del mandato triennale e che, in data 14 maggio, è scaduta la proroga di 45 giorni prevista dall'articolo 3 comma 1 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293;
solo in data 30 giugno 2014, ben oltre quindi la data di scadenza della predetta proroga, il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina dell'ammiraglio di squadra Giuseppe Lertora a presidente della Lega navale italiana;
alla data odierna non risulta formalizzato il decreto del Presidente della Repubblica previsto per tale nomina dall'articolo 69, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, e pertanto, la Lega navale italiana, ente pubblico non economico, a base associativa e senza finalità di lucro, è materialmente impedita da oltre 5 mesi a condurre le attività connesse con i propri fini istituzionali tra i quali prevalgono quelli di protezione ambientale e di promozione e utilità sociale;
la Lega navale italiana, che opera attraverso una struttura periferica di circa 250 sezioni, delegazioni e centri nautici distribuiti sull'intero territorio nazionale e alla quale aderiscono circa 60.000 Soci, quale ente a base associativa non gravante sulla finanza pubblica, rientra nella previsione normativa di cui all'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 –:
se sia vero che l'ufficio legislativo del Ministero della difesa abbia richiesto, in data 15 settembre 2014 allo Stato maggiore della marina militare di acquisire e trasmettere, al medesimo ufficio, una formale rinuncia scritta e non condizionata a qualsivoglia indennità/compenso da parte dell'ammiraglio Lertora, senza la quale non si sarebbe potuto procedere a perfezionare il provvedimento di nomina, a titolo gratuito e solo per un anno;
se sia vero che tale richiesta sia stata originata dal convincimento che l'incarico di presidente nazionale della Lega navale italiana rientri nella previsione normativa di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 95 del 2012 – così come modificato dall'articolo 6 del decreto-legge n. 90 del 2014, nonostante il predetto articolo 5 sia rubricato «Riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni» e che il citato articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013 sancisca, tra l'altro, che gli enti aventi natura associativa si adeguino con propri regolamenti ai princìpi di razionalizzazione e contenimento della spesa in quanto non gravanti sulla finanza pubblica;
quali siano le motivazioni che hanno indotto a mantenere la designazione dell'ammiraglio Lertora a presidente della Lega navale italiana per un anno con possibile pregiudizio nelle attività della Lega navale italiana e non invece, giusta articolo 69, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, che fissa in tre anni la durata della carica, a designare altro nominativo in possesso dei requisiti richiesti;
quali iniziative intenda promuovere per sbloccare la situazione di «impasse» che si è creata nella procedura di nomina del presidente nazionale della Lega navale italiana – parallelamente in quella del vice presidente nazionale per il quale valgono fatti e considerazioni analoghi – atteso, tra l'altro, che se le nomine fossero avvenute entro i termini previsti, la stessa avrebbe preceduto l'entrata in vigore del decreto-legge n. 90 del 2014;
se la modifica introdotta dall'articolo 6 del decreto-legge n. 90 del 2014 all'articolo 5 del decreto-legge n. 95 del 2012 debba essere interpretata nel senso che essa non si applica agli enti di natura associativa in quanto tali enti non rientrano nell'ambito delle amministrazioni pubbliche di cui all'elenco ISTAT e pertanto non incidono sul rispetto dei vincoli di finanza pubblica. (4-06764)