• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.9/01651/051 premesso che: l'articolo 10 del decreto "Sblocca Italia" è dedicato a Cassa depositi e prestiti. Il governo interviene per allargare e potenziare l'operatività della società per azioni...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1651/51 presentato da LOREDANA DE PETRIS
mercoledì 5 novembre 2014, seduta n. 347

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 10 del decreto "Sblocca Italia" è dedicato a Cassa depositi e prestiti. Il governo interviene per allargare e potenziare l'operatività della società per azioni controllata dal ministero del Tesoro, nata per finanziare gli enti locali. Adesso la Cassa potrà dar credito anche a privati impegnati nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, anche in funzione di promozione del turismo, ambiente e efficientamento energetico;
nello specifico, lo "Sblocca Italia" interviene su un paio di commi dell'articolo 5 della legge 326 del 24 novembre 2003, ovvero quello che ha trasformato la Cassa depositi e prestiti in una società per azioni, aprendo le porte alla successiva privatizzazione di una parte del capitale e a una gestione totalmente "opaca" di CDP;
la modifica della comma 7, lettera a), dell'articolo 5 della legge 326/2003 stabilisce che la Cassa depositi e prestiti, utilizzando "fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio postale e di buoni fruttiferi postali" potrà finanziare non solo lo Stato, le Regioni e gli enti locali ma anche "soggetti privati per il compimenti di operazioni nei settori di interesse generale individuati ai sensi del successivo comma 11 lettera e). Il comma 11 lettera e), dipende a sua volta dal comma 8, che è quello in cui si fa riferimento a "partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale", ma anche alla possibilità di "acquistare obbligazioni bancarie garantite emesse a fronte di portafogli di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali". Fa riferimento - inoltre - allo stesso comma 7, lettera a), dell'articolo 5 citato, e specifica che il finanziamento - che è garantito dallo Stato, come pagatore di ultima istanza - può essere destinato a "ogni altra operazione di interesse pubblico prevista dallo Statuto sociale della CDP spa", uno statuto che viene sovente modificato, con decisioni del consiglio di amministrazione della Cassa, che non devono né possono essere ratificate da alcun organismo elettivo, per "allargare", appunto, il raggio d'azione della stessa;
utilizzando i fondi provenienti dall'emissione di titoli, o dall'assunzione di finanziamenti (ad esempio, quelli della Banca europea d'investimenti, come dimostra il caso Passante di Mestre), CDP poteva finanziare "opere, impianti e reti" destinati alla fornitura di servizi pubblici e alle bonifiche. Un margine troppo stretto, che è stato ampliato a dismisura intervenendo sulla lettera b) del comma 7 dell'articolo 5, che apre al finanziamento di "iniziative di pubblica utilità (lo stesso decreto-legge "Sblocca Italia", considera pubblica utilità ogni investimento in campo energetico, per quanto riguarda ricerca, prospezione e sfruttamento di giacimento di petrolio e gas), nonché infrastrutture necessarie al trasporto e allo stoccaggio del gas, e gli investimenti finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, anche in funzione di promozione del turismo, ambiente e efficientemente energetico, in via preferenziale in cofinanziamento con enti creditizi;
si consente così una valorizzazione in proprio dei beni del Demanio civile e militare che Cassa depositi e prestiti ha acquistato nel corso degli ultimi anni dagli enti locali e dal ministero della Difesa;
c'è, infine, nel provvedimento al nostro esame un intervento di sostituzione importante che consente a CDP spa di assumere partecipazioni (come quella in ENI, ad esempio), "partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale", ma anche ad "acquistare obbligazioni bancarie garantite emesse a fronte di portafogli di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali". Prima, potevano essere garantite dallo Stato - secondo modalità definite per decreto dal ministero dell'Economia e delle finanze - le esposizioni assunte o previste "ai sensi del comma 7, lettera a)", cioè quelle rivolte fondamentalmente ad enti pubblici. Adesso, con l'intervento di sostituzione che trova spazio nello decreto-legge "Sblocca Italia", il ministero dell'Economia, con atti dirigenziali, avrà la possibilità di allargare la "garanzia dello Stato" a ulteriori settori d'intervento, nell'ambito delle partecipazioni e delle cartolarizzazioni;
la Campagna per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti è promossa dal Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, finalizzata ad arrestare il processo di privatizzazione di Cassa Depositi e Prestiti, affinché torni a recuperare il suo ruolo originario di ente che gestisce il risparmio postale al servizio del bene comune;
nel 2003, Cassa. Depositi e Prestiti è stata trasformata in Spa e le fondazioni bancarie sono entrate nel suo capitale sociale (con il 30%, oggi ridotto al 18%). Da quel momento e progressivamente, Cassa Depositi e Prestiti muta strutturalmente la propria funzione che, da pubblica, diviene privatistica, ovvero finalizzata alla produzione di dividendi per gli azionisti (Ministero del Tesoro e fondazioni bancarie);
la Campagna si batte per la fuoriuscita delle fondazioni bancarie dal capitale sociale di CDP. Inoltre rivendica un diverso ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, al servizio di un nuovo modello di economia sociale territoriale;
impegna il Governo,
a prendere le opportune iniziative, anche normative, affinché le risorse raccolte attraverso il risparmio postale siano impegnate prioritariamente nel sostenere gli investimenti finalizzati:
a) alla riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici;
b) alla tutela idrogeologica del territorio, alla messa in sicurezza del patrimonio pubblico e degli edifici scolastici, alla realizzazione di opere pubbliche finalizzate all'espansione dei servizi offerti ai cittadini;
c) a garantire il diritto all'abitare, attraverso progetti di manutenzione straordinaria del patrimonio abitativo pubblico esistente e progetti di riutilizzo a funzione abitativa popolare di edifici dimessi e/o abbandonati.
(numerazione resoconto Senato G10.6)
(9/1651/51)
DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, PETRAGLIA, STEFANO, URAS