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Atto a cui si riferisce:
C.2655 Istituzione del Museo nazionale di fotografia contemporanea in Cinisello Balsamo


Frontespizio Relazione Progetto di Legge
XVII LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 2655


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
GASPARINI, CASATI, CIMBRO, COVA, FIANO, LAFORGIA, MALPEZZI, MARZANO, MAURI, PELUFFO, PICCOLI NARDELLI, POLLASTRINI, QUARTAPELLE PROCOPIO, RAMPI, SANTERINI, SQUERI
Istituzione del Museo nazionale di fotografia contemporanea in Cinisello Balsamo
Presentata il 6 ottobre 2014


      

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Onorevoli Colleghi! Lo studio, la valorizzazione e la promozione della fotografia sono fondamentali per la cultura, per la memoria e per il futuro del nostro Paese. Seppure in ritardo rispetto ad altri Paesi occidentali, l'Italia ha riconosciuto nel 1998, con il decreto legislativo n. 368 (articolo 2), la fotografia tra i beni culturali da salvaguardare.
      La legge 12 luglio 1999, n. 237, all'articolo 1, prevedeva che fosse istituito un museo autonomo, cioè un organismo dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali (come previsto dal citato decreto legislativo n. 368 del 1998) dotato di autonomia scientifica (fondamentale per poter svolgere non solo attività di ricerca ma anche di coordinamento e di indirizzo) e di autonomia gestionale e finanziaria, in merito all'organizzazione, all'amministrazione e alla facoltà di disporre di un proprio bilancio, di gestire cioè gli stanziamenti assegnati dal Ministero nonché i proventi esterni.
      La legge prevedeva immediatamente l'autorizzazione alla spesa per le attività di progettazione connesse alla realizzazione delle opere del museo, per gli interventi di adeguamento della sede (dal punto di vista edilizio, strutturale e funzionale) nonché, a partire dal 2000, per il suo finanziamento; era altresì previsto che il museo facesse riferimento alla direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea dell'allora Ministero per i beni e le attività culturali.
      In sintonia e in coerenza con la legge n. 237 del 1999 la regione Lombardia e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno sostenuto e collaborato alla realizzazione del Museo di fotografia contemporanea, un progetto voluto dalla provincia di Milano e dal comune di Cinisello Balsamo, rispondendo così al grave ritardo con cui l'Italia riconosceva la fotografia attraverso l'istituzione presso la Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo del primo museo pubblico in Italia dedicato alla fotografia contemporanea e più in generale all'immagine tecnologica.
      Il patrimonio fotografico del Museo di fotografia contemporanea comprende:

          29 fondi fotografici di proprietà e di pertinenza della provincia di Milano e del comune di Cinisello Balsamo, fondatori del Museo, della regione Lombardia, della fondazione e di privati che hanno depositato presso il Museo la propria collezione o l'archivio;

          un milione e ottocentomila immagini, stampe fotografiche in bianco e nero e a colori;

          più di seicento autori italiani e stranieri; l'insieme costituisce uno spaccato significativo della fotografia italiana e straniera dal dopoguerra ad oggi;

          un patrimonio librario composto da diciottomila libri e annate di riviste, provenienti da acquisti e scambi con altre istituzioni.

      Il Museo ha realizzato nel corso degli anni più di trenta mostre in Italia, esponendo artisti di rilevanza internazionale, e ha pubblicato venti libri, tra i quali i quaderni di studio dedicati alla riflessione teorica sulla ricerca fotografia e sul rapporto fra la fotografia e le altre arti e discipline espressive.
      Dal 2005 il Museo è gestito da una Fondazione di diritto privato i cui soci sono la provincia di Milano e il comune di Cinisello Balsamo; nel 2010 è nata l'associazione Amici del Museo che oggi conta circa duecento soci.
      In questi anni la provincia di Milano e il comune di Cinisello Balsamo hanno investito risorse per mantenere e potenziare l'unico museo pubblico di fotografia italiano senza ottenere il riconoscimento ufficiale e nessun sostegno economico dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
      Gli ultimi passi mossi a livello centrale per dare attuazione al dettato di legge risalgono al 2003, data del documento programmatico di una Commissione ministeriale incaricata dal Ministro pro tempore di studiare la fattibilità di costituzione di un museo nazionale della fotografia con caratteristica di rete museale, intesa come la «forma giuridico-amministrativa meglio rispondente sia alla diffusione territoriale e al carattere del patrimonio fotografico italiano, sia alla specificità e alle funzioni delle diverse istituzioni già operanti nel settore, sia alle esigenze di coordinamento delle attività per la tutela, la gestione e l'incremento patrimoniale, conoscitivo e divulgativo».
      Dal 1 gennaio 2015 la città metropolitana di Milano si sostituirà all'attuale provincia di Milano, subentrerà quindi come socia nella Fondazione del Museo di fotografia contemporanea e questo permetterà di rendere più fattibile il progetto che in questi anni si è consolidato tra tecnici e studiosi della fotografia: creare una rete museale nazionale per salvaguardare il patrimonio fotografico e per promuovere economie di scala, anche grazie all'utilizzo della tecnologia e alla costruzione di un portale nazionale condiviso della fotografia.
      Il Museo, nonostante le difficoltà economiche e le incertezze sulle prospettive future, ha saputo crescere diventando per l'area milanese, nazionale e internazionale un riferimento scientifico riconosciuto per lo studio, la conservazione e la divulgazione della fotografia come arte contemporanea e le collezioni fotografiche e librarie, che vantano il primato in Italia per il contemporaneo, sono un patrimonio di valenza nazionale tutelato ai sensi del

codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004.
      Con la presente proposta di legge si intende dare continuità all'attuazione della legge n. 237 del 1999 riconoscendo l'unico museo della fotografia operante in Italia partecipando quindi come Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, alle cui programmazione e gestione partecipa il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo attraverso la fondazione dello stesso Museo. Con questa scelta si garantisce la salvaguardia di un bene nazionale nella fase di riorganizzazione istituzionale e si assicura la collaborazione del Ministero al processo di ridefinizione del ruolo del Museo nell'ambito dell'avvio della nuova istituzione della città metropolitana di Milano, riconoscendo così anche lo sforzo del comune di Cinisello Balsamo che ha investito su un'iniziativa di scala nazionale credendo nella necessità di garantire, anche attraverso la cultura, politiche di riqualificazione di aree urbane e di coesione sociale.
      Il Museo gode di una rete di sostegno nazionale e internazionale che in questi anni ha vissuto con preoccupazione l'incertezza del ruolo del Museo stesso. Oltre settemila persone e associazioni hanno aderito all'appello promosso dall'associazione Amici del Museo di fotografia contemporanea. Sono 385 le firme di fotografi, direttori di musei nazionali e internazionali, giornalisti, studiosi, docenti universitari che chiedono il riconoscimento del Museo ai sensi della legge n. 237 del 1999.
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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Istituzione del Museo nazionale di fotografia contemporanea).

      1. In attuazione della legge 12 luglio 1999, n. 237, intervenuti a favore delle attività culturali» – il «Museo di fotografia contemporanea con sede legale a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, Villa Ghirlanda, via Frova 10, istituto ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della medesima legge n. 237 del 1999, è riconosciuto ente di interesse nazionale ed è ridenominato Museo nazionale di fotografia contemporanea.

Art. 2.
(Compiti).

      1. Il Museo nazionale di Fotografia contemporanea, di seguito denominato «Museo», ha il compito di raccogliere, conservare, valorizzare ed esporre al pubblico materiale fotografico e ogni altro materiale relativo alla fotografia nonché promuovere e svolgere ricerche in materia di conservazione di tali materiali e delle tecnologie utilizzate nel settore.
      2. Il Museo fotografico è costituito in forma di rete museale tenuto conto della diffusione territoriale e del carattere del patrimonio fotografico italiano, delle specificità e delle funzioni delle diverse istituzioni già operanti nel settore fotografico, nonché dalle esigenze di coordinamento delle attività per la tutela, la gestione e l'incremento patrimoniale, conoscitivo e divulgativo dello stesso Museo.

Art. 3.
(Sedi).

      1. Il Museo ha la sede legale presso Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo e la

sede espositiva a Spazio Oberdan a Milano, viale Vittorio Veneto 2.
Art. 4.
(Organo di gestione).

      1. Il Museo è gestito da una fondazione di diritto privato a cui partecipano, gli enti fondatori del Museo, rappresentati dal comune di Cinisello Balsamo e dalla città Metropolitana di Milano, e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Art. 5.
(Patrimonio).

      1. Il patrimonio iniziale della fondazione di cui all'articolo 4 è costituito da un fondo di dotazione costituito dalla città metropolitana di Milano e dal comune di Cinisello Balsamo, nonché da eventuali conferimenti, lasciti e donazioni da parte di altri soggetti pubblici o privati.
      2. Il patrimonio fotografico iniziale del Museo è costituito da due milioni di immagini organizzate in fondi fotografici di proprietà della fondazione e in fondi fotografici depositati dalla regione Lombardia, dalla città metropolitana di Milano, dal comune di Cinisello Balsamo, e da soggetti privati.
      3. Il patrimonio librario iniziale del Museo è costituito da 20.000 volumi.