• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00221 GIOVANARDI, ALBERTINI, FORMIGONI, BARANI, FALANGA, DI MAGGIO, Giuseppe ESPOSITO, DI GIACOMO, Luigi MARINO, Mario MAURO, STEFANI, DI BIAGIO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno -...



Atto Senato

Interpellanza 2-00221 presentata da CARLO GIOVANARDI
mercoledì 12 novembre 2014, seduta n.350

GIOVANARDI, ALBERTINI, FORMIGONI, BARANI, FALANGA, DI MAGGIO, Giuseppe ESPOSITO, DI GIACOMO, Luigi MARINO, Mario MAURO, STEFANI, DI BIAGIO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:

il signor Stefano Cucchi viene arrestato dai carabinieri il 15 ottobre 2009 alle ore 23.30 con l'accusa di spaccio di droga, accompagnato alla stazione Carabinieri "Appia", scortato nella casa di famiglia per una perquisizione per poi essere trasferito presso la stazione Carabinieri "Tor Sapienza" per essere poi detenuto in una cella di sicurezza;

alle ore 9 del 16 il detenuto viene condotto dai Carabinieri presso il Tribunale per essere sottoposto al processo per direttissima davanti al giudice e quindi consegnato al personale della Polizia penitenziaria e trasferito in camera di sicurezza;

dopo l'udienza di convalida intorno alle ore 13 è visitato da un medico e tradotto nel carcere di Regina Coeli dove viene di nuovo sottoposto a visita medica, a seguito della quale viene inviato con urgenza al pronto soccorso dell'ospedale "Fatebenefratelli"; il paziente rifiuta il ricovero e viene dimesso, passa la notte in carcere, la mattina successiva viene visitato 2 volte dai medici dell'istituto penitenziario il quale lo rinviano di nuovo allo stesso pronto soccorso: qui viene disposto il ricovero presso il reparto di medicina protetta dell'ospedale "Sandro Pertini" di Roma per le cure del caso;

come scritto dalla relazione conclusiva dell'inchiesta al Senato nella XVI Legislatura da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal sen. Ignazio Marino, sull'efficacia, l'efficienza e l'appropriatezza delle cure prestate al signor Stefano Cucchi, approvata dalla Commissione nella seduta del n. 65 del 17 marzo 2010, nei 4 giorni di degenza il paziente "Rifiuta, in particolare, di alimentarsi e bere acqua regolarmente e di sottoporsi alla terapia endovenosa. Il quadro medico si aggrava e in seguito dall'astensione al cibo ed alla somministrazione di nutrizione ed idratazione per via endovenosa, il paziente dimagrisce drasticamente (al momento dell'arresto pesava 52 kg ed il peso al decesso, 6 giorni dopo, era di circa 42 kg) e soprattutto sviluppa un blocco della funzione renale per mancanza di idratazione";

nel frattempo su indicazione della famiglia viene perquisita l'abitazione del Cucchi dove vengono rinvenuti 2 panetti di hashish del peso di 905 grammi, un involucro di cocaina di 103 grammi, 3 bilancini di precisione, materiale da confezionamento, confezioni di mannite, cellophane e carte di alluminio, altri involucri con hashish sparsi per casa;

a quanto risulta gli interpellanti, nella relazione medico-legale sulla morte di Stefano Cucchi commissionata dai pubblici ministeri Barba e Loy risultano ben 17 ricoveri al pronto soccorso;

in questi referti, stilati da decine di medici, vengono rilevate tra l'altro contusioni multiple, ferite, trauma cranico con ampie ferite da taglio, frattura al metatarso e composta alla costola, coccigodinia, frattura composta alla spina nasale da aggressione, positività per metadone, cocaina ed oppiacei, e nell'ultimo ricovero, 15 giorni prima dell'arresto, risulta soccorso dal personale sanitario davanti al pronto soccorso accasciato per terra con trauma nella regione zigomatica destra, trauma emicostato destro ed algia nella regione cervicale;

per la morte del povero Stefano Cucchi sono stati indagati dalla Procura di Roma medici e infermieri dell'ospedale Pertini e 3 agenti di custodia;

nel processo davanti alla Corte di assise di Roma i 3 agenti della Polizia penitenziaria sono stati assolti dall'addebito di aver procurato traumi lesivi al viso e alle vertebre mentre i medici vennero riconosciuti colpevoli di omicidio colposo;

fra la sentenza della Corte di assise e l'appello la famiglia Cucchi ha concordato il pagamento di 1.340.000 euro come indennizzo revocando in cambio la costituzione di parte civile nei confronti dei medici, reiterato soltanto nei confronti dei 3 agenti di custodia;

la Corte d'assise d'appello il giorno 31 ottobre 2014 ha assolto nuovamente i 3 agenti di custodia e questa volta ha assolto anche i medici;

nel processo di primo e secondo grado le decine di periti e consulenti nominati dai pubblici ministeri e dai giudici hanno concluso che la causa della morte è stata la mancata somministrazione di cibo e acqua al paziente, escludendo ogni rapporto tra le lesioni riscontrate ed il decesso;

queste perizie e consulenze sono state vagliate in 2 gradi di processo da magistrati e giurie popolari e sono giunte alla conclusione di assolvere tutti gli imputati;

non solo la giustizia si è interessata di questo caso ma come scritto più sopra il Senato della Repubblica in una Commissione parlamentare di inchiesta aveva affrontato specificatamente il caso Cucchi;

a pagina 3 della relazione della Commissione d'inchiesta (DOC 22-bis n. II), si legge testualmente: "La causa della morte è, infatti, secondo la relazione dei consulenti tecnici di cui si è avvalsa la Commissione, l'istaurarsi di una sindrome metabolica iperosmolare di natura prerenale dovuta ad una grave condizione di disidratazione". In particolare, secondo i consulenti, i decesso si deve allo "squilibrio metabolico e soprattutto idrolettrolitico conseguente dalla mancata assunzione di cibo e di liquidi in modo regolare e sufficiente". "All'analisi medico legale il paziente risulta portatore di due patologie: la sindrome traumatica e la sindrome metabolica. Non vi è alcuna relazione eziopatogenetica che colleghi il trauma alla sindrome metabolica". I consulenti tecnici ritengono che si possa escludere, senza incertezza, che il si debba alle conseguenze del trauma subito;

il Ministro della giustizia ha dichiarato "È una ferita da risarcire" e "Il mio compito ulteriore specifico è di fare in modo che la giurisdizione consenta di risarcire o comunque superare questa ferita e contemporaneamente di riflettere su una vicenda come questa perché i meccanismi che l'hanno prodotta non si ripetano",

si chiede di conoscere:

che cosa intendesse dire il Ministro della giustizia di fronte a 2 sentenze emesse in un regolare processo da giurie popolari;

se il Ministro dell'interno, con tutto il rispetto dovuto alla giovane vittima ed alla famiglia, condivida la decisione del Comune di Roma di intitolare una piazza a Stefano Cucchi che per legge può essere concessa, se non sono trascorsi almeno 10 anni dalla morte, a chi merita il titolo di benemerito della nazione (ai sensi della legge n. 1188 del 1927).

(2-00221)