• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/01383 CASTALDI, GIROTTO, CAPPELLETTI, PAGLINI, SERRA, LEZZI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: tra il 9...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01383 presentata da GIANLUCA CASTALDI
martedì 4 novembre 2014, seduta n.345

CASTALDI, GIROTTO, CAPPELLETTI, PAGLINI, SERRA, LEZZI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

tra il 9 e il 10 ottobre 2014 e nei giorni seguenti, si è verificata a seguito di forti precipitazioni, 395 millimetri in 24 ore, un'alluvione nel Comune di Genova; sono esondati il torrente Bisagno, Sturla, il rio Fereggiano, Noce e Torbella;

tra le zone interessate dall'alluvione vi è stato anche il quartiere di Voltri;

dallo scorso luglio il relitto della nave Costa "Concordia", naufragata il 13 gennaio 2012 a poca distanza dalle coste dell'Isola del Giglio, causando la morte di 32 persone, si trova nel porto di Voltri, a Genova, dove sono iniziate le operazioni di smantellamento e demolizione, a cura del consorzio Ship Recycling, composto dalle società Saipem al 51 per cento e San Giorgio al Porto al 49 per cento;

è ipotizzato, rispetto allo smantellamento e demolizione, che la sola fase di "alleggerimento" del relitto dei rifiuti in massima parte derivanti dall'arredamento della nave comporti la rimozione di circa 18.000 tonnellate di materiali, di cui al momento sono sconosciuti sia la tipologia sia se e quanti di questi siano classificabili come pericolosi;

secondo informazioni afferenti al progetto di rimozione della nave Concordia, una volta arrivata a Genova Voltri, si prevedeva l'esecuzione dello smantellamento e demolizione dei ponti superiori, "affettati" longitudinalmente per non compromettere stabilità e galleggiamento nonché, successivamente, operazioni di smontaggio e pulizia da effettuare a secco all'interno del bacino per arrivare alla completa demolizione, come si può leggere su un articolo de "la Repubblica" edizione di Genova del 23 luglio 2014;

ciascuna fase prevede operazioni specifiche come la rimozione dei materiali pericolosi, la pulizia degli impianti e dei magazzini che contengono alimenti, la separazione e il packaging dei rifiuti a bordo e lo sbarco dei pacchi sul molo; appositi automezzi dovrebbero essere trasferirti sulla banchina di Voltri, dove i rifiuti saranno compattati e avviati in impianti esterni autorizzati;

secondo notizie di stampa "lo smaltimento e il recupero dei rifiuti prevede la presenza di impianti autorizzati. Ne sono stati individuati una cinquantina per specifiche tipologie di rifiuti. Impianti che si trovano in basso Piemonte, nel bresciano e nel novarese, in Toscana e in tutta la Liguria" come si legge su "Il Tirreno" del 23 luglio;

da notizie di stampa risulta che la Coast Guard (di nazionalità americana) ha chiesto di poter vedere quel che resta della Concordia per poter realizzare un "modello" di prevenzione e di recupero negli incidenti marittimi (si veda l'articolo pubblicato su "MeteoWeb" il 29 ottobre);

in una recente conferenza stampa gli esperti del consorzio Ship Recycling hanno dichiarato che occorreranno "22 mesi, 10.000 tonnellate di rifiuti da distribuire in discariche tra Liguria, Piemonte e Lombardia, ci vorranno uomini e mezzi ma nella primavera 2016 il relitto di nave Concordia sarà definitivamente smantellato". Inoltre, dichiarano gli esperti, è "stato predisposto un piano di monitoraggio ambientale che interessa sia le acque che i sedimenti, l'atmosfera e il rumore" e "la zona di cantiere dove si trova il relitto della Concordia è stata suddivisa in due aree la diga foranea, dove è stato posizionato il relitto, e la banchina, al sesto modulo Vte dove è stata allestita un'area per il recupero e lo smaltimento dei materiali. I materiali sono stati suddivisi in ingombranti, legno, vetro, plastica, carta e cartoni, rifiuti elettronici, prodotti confezionati, rottami metallici, isolamenti e inerti", come pubblicato sullo stesso articolo;

considerato che:

è ancora aperta l'indagine formale della Direzione marittima di Livorno per accertare le responsabilità personali nel naufragio della nave da crociera Concordia;

l'organismo investigativo sui disastri marittimi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, emanazione dell'Imo (Organizzazione marittima internazionale), "studierà" il relitto della nave per creare un modello sia per quanto riguarda l'incidente in sé che per le modalità di recupero;

secondo una nota diffusa dal consorzio Ship Recycling l'iter autorizzativo per l'avvio della fase di alleggerimento del relitto è in fase di completamento e "se i chiarimenti che avevamo richiesto sono completi, come penso che sia, il nulla osta arriverà entro la prossima settimana", come si legge su "Il Secolo XIX" del 25 settembre;

con il nulla osta si potrà procedere alla prima delle 4 fasi che porteranno alla completa sparizione del relitto, distribuito fra aree di conferimento rifiuti e impianti per il riciclaggio dei materiali ancora utilizzabili;

sono ancora sconosciuti i dettagli tecnici delle operazioni di rimozione e smaltimento nonché quali e quanti mezzi tecnici e lavoratori saranno impiegati in questa prima fase di smaltimento del relitto;

Tommaso Gerbino, il progettista che aveva presentato il primo piano per lo smaltimento, non avrebbe condiviso le scelte che sono state fatte dopo che la nave è arrivata a Genova e avrebbe declinato ogni responsabilità, esprimendo seri dubbi tecnici sulle modalità con cui viene gestita la fase di alleggerimento del relitto;

considerato inoltre che con il precedente atto di sindacato ispettivo 3-01055 si sottolineava che: secondo il decreto della Regione Liguria n. 1120 del 7 maggio 2014 non si è ritenuto di dover assoggettare l'attività di riciclaggio navi proposto dalla San Giorgio del Porto SpA in quanto la stessa attività non incide "su aspetti ambientali e non prefigura impatti negativi e significativi sull'ambiente"; di converso la relazione istruttoria del 6 maggio 2014, che accompagna il decreto n. 1120 del 7 maggio 2014, il quadro di riferimento ambientale ricomprende lubrificanti, carburanti, acque di sentina, pitture, Tbt, amianto, anodi, batterie, freon, elementi radioattivi, Pcb (elemento quest'ultimo che oggi è sottoposta alle norme sul traffico transfrontaliero di rifiuti emanate nel 1989 durante la convezione di Basilea); secondo la medesima relazione di screening, l'estrazione dei materiali pericolosi dai relitti avverrà nell'area del porto destinata alla cantieristica navale, in un bacino a secco in grado di evitare la possibile contaminazione del mare (zona, questa, che si trova a poche centinaia di metri dalla Fiera e dal cuore della città); nel progetto presentato o almeno nella sua parte pubblica, il rischio ambientale della prima fase di attracco della nave al porto di Genova Voltri è trattato solo in linee generali; la associazione Greenpeace, in un documento del 14 febbraio 2012, intitolato "TOXIC COSTA", già sottolineava i pericoli connessi con il relitto della Concordia, evidenziando "i rischi causati dall'ipoclorito di sodio, meglio noto come candeggina". Nel medesimo documento si affermava altresì che di tale sostanza: «la Costa Concordia ne trasportava, secondo l'armatore, una tonnellata. È una quantità enorme. Questa sostanza, reagendo con gli acidi organici presenti in mare, può produrre sostanze pericolose come i trialometani: composti tossici per fegato e reni. Alcuni trialometani sono cancerogeni per l'uomo. L'attenzione maggiore per il momento l'hanno avuta gli idrocarburi presenti nella nave. Poco si è parlato dei seicento chili di grassi per apparati meccanici che, se dispersi in mare, andrebbero a ricoprire il fondale marino con ripercussioni sulla vita animale e vegetale del bentos. Giustificato timore viene dai possibili effetti di una fuoriuscita delle 2.400 tonnellate di carburante stivate nella Costa. Per dare un'idea, lo sversamento di sole quattrocento tonnellate dello stesso carburante dalla portacontainer "Rena", che si è incagliata in una barriera corallina della Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20.000 uccelli marini e inquinato chilometri di costa. Il combustibile in questione è costituito per lo più da IFO 380 (intermediate fuel oil), un carburante particolarmente denso e quindi ancor più pericoloso, che è stato addirittura vietato nella navigazione in Antartico dalla Convenzione Internazionale Marpol per la prevenzione dell'inquinamento da navi»,

si chiede di sapere:

se i ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto;

quali misure di sicurezza siano state adottate o saranno adottate per proteggere il relitto, le acque circostanti, i mezzi ed i lavoratori da eventuali ulteriori eventi atmosferici estremi come precipitazioni e trombe d'aria;

se intendano attivarsi affinché le autorità pubbliche incaricate del monitoraggio e controllo delle operazioni di smaltimento garantiscano la massima trasparenza e pubblicità della loro opera, anche alla luce della rilevanza internazionale degli eventi relativi alla vicenda della Concordia, nonché adottare le opportune procedure per informare in merito, con cadenza bimestrale, il Parlamento e per rendere disponibili, attraverso il servizio istituzionale in rete, i rapporti periodici relativi alle operazioni di verifica;

se intendano fornire informazioni certe sugli inesplicati aspetti dell'operazione di smantellamento e demolizione a cura del consorzio Ship Recycling circa l'effettiva data di inizio delle operazioni di "alleggerimento" dei ponti superiori del relitto, la quantità stimata e tipologia dei materiali da rimuovere dal relitto, stoccare in banchina ed eventualmente conferire per operazioni riciclaggio e/o smaltimento, le aree portuali designate come siti di stoccaggio provvisorio dei rifiuti, le società di trasporto utilizzate per evacuare i rifiuti dai siti di stoccaggio provvisori in banchina, gli impianti di smaltimento e/o riciclaggio a cui verranno conferiti i rifiuti, la data prevista per terminare le operazioni di rimozione dei rifiuti dal relitto e quella prevista per terminare l'evacuazione dei rifiuti dai siti di stoccaggio provvisori in banchina.

(3-01383)