• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00114 secondo il recente rapporto dell'area attuariale dell'Inps sugli effetti finanziari che si determineranno a seguito della riforma pensionistica introdotta con il cosiddetto decreto-legge «salva...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00114presentato daBELLANOVA Teresatesto diMercoledì 12 giugno 2013, seduta n. 32

BELLANOVA, GNECCHI, DAMIANO, ALBANELLA, BARUFFI, BOCCUZZI, CASELLATO, FARAONE, CINZIA MARIA FONTANA, GIACOBBE, GREGORI, GRIBAUDO, INCERTI, MADIA, MAESTRI, MARTELLI, MICCOLI, PARIS, GIORGIO PICCOLO, SIMONI, ZAPPULLA, MARTELLA, ROSATO e DE MARIA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
secondo il recente rapporto dell'area attuariale dell'Inps sugli effetti finanziari che si determineranno a seguito della riforma pensionistica introdotta con il cosiddetto decreto-legge «salva Italia», nel periodo compreso tra il 2012 e il 2021, si determineranno risparmi per 80 miliardi di euro, pur tenendo conto dei costi delle salvaguardie, aggiuntivi rispetto a quelli conseguiti a seguito delle normative varate dal 2004 al 2011;
in base a detto studio si evince una dinamica della spesa pensionistica che registra una notevole contrazione, con un picco nel 2019 quando si raggiungerà una riduzione di oltre un punto di prodotto interno lordo, con una soglia complessiva di poco superiore all'8,6 per cento del prodotto interno lordo;
come si vede, si tratta di importi e percentuali ben superiori a quanto indicato nei documenti che accompagnarono la recente riforma e sui quali si basò la discussione e il confronto nelle aule parlamentari, nella società civile e sugli organi di informazione;
già in occasione dell'esame del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da parte del Partito Democratico, si sottolineò come la gran parte degli effetti positivi sul bilancio dello Stato della manovra poggiassero essenzialmente sulle misure previdenziali, con il brusco innalzamento dell'età pensionabile e l'eliminazione delle pensioni di anzianità;
il protrarsi della crisi economica e le pesanti ricadute sull'occupazione, in particolar modo di quella giovanile, come opportunamente sostenuto dal Governo, richiedono una nuova strategia, anche in ambito comunitario, di rilancio dell'economia anche attraverso la predisposizione di un vigoroso piano per il sostegno dell'occupazione;
come noto, la distribuzione del reddito negli ultimi decenni ha visto un netto peggioramento nel nostro Paese a tutto danno del lavoro, risultato a cui ha certamente contribuito il diffondersi dei contratti atipici, soprattutto tra i giovani lavoratori. Al riguardo, vanno sottolineate le opportune riflessioni recentemente sviluppate dal Presidente della Banca centrale europea: «Una più equa partecipazione ai frutti della produzione della ricchezza nazionale contribuisce a diffondere la cultura del risparmio e, dunque, della compartecipazione. Sentirsi parte integrante della nazione e cointeressati alle sue sorti economiche aumenta la coesione sociale e incentiva comportamenti economici individuali che conducono, nell'aggregato, al successo economico della collettività»;
appare di tutta evidenza, soprattutto alla luce dei citati dati dell'Inps sugli effetti della riforma pensionistica, che il mondo del lavoro vanta un credito con lo Stato e con la società tutta in termini di equità e di opportunità;
le anticipazioni di stampa sulle prossime iniziative del Governo sembrano delineare misure che si inseriscono in questa strategia –:
quali urgenti iniziative si intendano adottare per favorire il sostegno dell'occupazione, soprattutto quella giovanile e femminile, oltre che per porre rimedio ai più vistosi errori della riforma pensionistica, quali la rottura del patto tra stato e cittadini e la mancanza di gradualità nelle modifiche, stante il carico di sacrifici chiesti al mondo del lavoro in questi ultimi anni. (3-00114)