• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00151 SPILABOTTE, GATTI, D'ADDA, FAVERO, ANGIONI, GHEDINI Rita, SCALIA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che: la 10ª Commissione...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00151 presentata da MARIA SPILABOTTE
mercoledì 19 giugno 2013, seduta n.044

SPILABOTTE, GATTI, D'ADDA, FAVERO, ANGIONI, GHEDINI Rita, SCALIA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

la 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sulla vicenda dell'Ilva di Taranto per verificare in tempi rapidi lo stato di attuazione dei contenuti previsti dai decreti legge entrati in vigore nei mesi scorsi;

nell'ambito dei suddetti provvedimenti venivano indicate risorse certe in materia di bonifiche ambientali e di infrastrutture e un sistema di controllo che potesse vigilare sulla piena applicazione dell'autorizzazione integrata ambientale e sui conseguenti investimenti previsti;

considerato che:

l'Ilva di Taranto è un patrimonio industriale fondamentale per il sistema Italia e la sua chiusura rappresenterebbe un colpo mondiale mortale all'industria siderurgica nazionale;

Ilva SpA, società di proprietà del Gruppo Riva, è presente sul territorio nazionale con ulteriori unità produttive a Genova, Novi Ligure, Racconigi, Patrica;

lo stabilimento di Patrica, in provincia di Frosinone, è specializzato nella produzione di zincato alluminato e opera in rapporto di dipendenza tecnico-operativa dallo stabilimento Ilva di Taranto;

presso tale stabilimento sono attualmente impiegati 67 lavoratori di cui 2 quadri, 15 impiegati, 4 interinali, 46 operai;

considerato altresì che, a quanto risulta agli interroganti:

nel febbraio 2012 la proprietà ha avviato una procedura di richiesta di Cassa integrazione guadagni straordinaria per le unità produttive di Taranto, Patrica e Torino, conclusa con un accordo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali in data 14 marzo 2013;

il 22 aprile 2013 l'amministratore delegato di Ilva SpA ha comunicato la chiusura dello stabilimento di Patrica ravvisando situazioni tali da non poter determinare esuberi di natura strutturali;

già in precedenza la proprietà aveva manifestato l'intenzione di procedere alla chiusura di detto stabilimento dopo aver delocalizzato e trasferito integralmente le attività di alluminatura allo stabilimento di Novi Ligure;

con il sequestro del prodotto finito e semilavorato del sito di Taranto disposto dalla magistratura in data 26 novembre 2012 veniva di fatto bloccato il piano di riconversione in attesa dell'entrata in vigore del decreto-legge salva-Ilva (decreto-legge n. 207 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 231 del 2012);

nonostante il parere favorevole espresso della Consulta su tale decreto, la società ha ritenuto di dover procedere alla cancellazione del nuovo piano industriale dello stabilimento di Patrica;

è di questi giorni la notizia delle dimissioni in blocco del consiglio d'amministrazione in seguito al sequestro di otto milioni di euro;

la chiusura dello stabilimento Ilva di Patrica e la conseguente perdita di 67 posti di lavoro si inseriscono nel quadro di una grave crisi occupazionale e di deindustrializzazione del territorio frusinate in cui negli ultimi anni si sta assistendo ad un preoccupante declino socio-economico, che non accenna a diminuire;

preoccupano, inoltre anche le pesanti ricadute prodotte anche del fallimento di un'altra importante azienda come la Videocon Tecnologis di Anagni, con i suoi 1.300 dipendenti per i quali è scaduta la cassa integrazione ed è stata avviata la procedura di mobilità;

considerato che nei giorni scorsi il Governo, con un provvedimento d'urgenza (decreto-legge n. 61 del 2013), ha disposto il commissariamento temporaneo dello stabilimento di Taranto ciò al fine di assicurare la continuità della produzione, il risanamento ambientale e la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali,

si chiede di sapere:

in questa fase di gestione eccezionale e straordinaria di Ilva SpA, quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Patrica, salvaguardando in tal modo gli attuali livelli occupazionali, evitando ulteriori, gravi danni economici e sociali al territorio frusinate fortemente piegato dalla crisi economica di questi anni e da una scarsa politica di investimenti da parte dello Stato;

se non ritengano necessario, anche alla luce delle ultime iniziative adottate nei confronti dell'Ilva di Taranto, rivedere il piano di sviluppo industriale della stessa società anche nell'ottica del rilancio del sito di Patrica;

se, in fine, non intendano al più presto adottare le misure per il riconoscimento dell'area di crisi industriale del sistema locale del lavoro Frosinone Anagni ai sensi del decreto-legge n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, il cui atto di adesione è sottoscritto anche dal Comune di Patrica oltre che da altri 29 comuni interessati, anche in considerazione degli impegni assunti in tal senso dal Governo il 12 giugno 2013 con l'accoglimento dell'ordine del giorno G1.20 al decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43.

(3-00151)