• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04062 il 1o novembre 2014, Massimilla Conti, consigliera comunale a Motta Visconti, in provincia di Milano, avrebbe postato sulla sua pagina facebook parole di inaudita violenza, e forse senza...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04062presentato daFIANO Emanueletesto diMercoledì 19 novembre 2014, seduta n. 334

FIANO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 1o novembre 2014, Massimilla Conti, consigliera comunale a Motta Visconti, in provincia di Milano, avrebbe postato sulla sua pagina facebook parole di inaudita violenza, e forse senza precedenti da parte di un rappresentante delle istituzioni, nei confronti delle etnie rom e sinti, definendo non solo in maniera diretta ed esplicita i Rom come «più portati a commettere certi reati», ma invocando la necessità dei «forni», e dichiarandosi «disposta a mettere a disposizione il forno della sua taverna»;
risulta da tempo accertato, anche se troppo spesso dimenticato, che durante la seconda guerra mondiale centinaia di migliaia di rom e sinti morirono nei campi di stermino tedeschi o in quelli istituiti nei Paesi loro alleati;
particolarmente atroce fu la morte di tantissimi bambini delle etnie rom e sinti, che furono tra i preferiti del dottor Mengele per i suoi esperimenti di eugenetica, mentre le cronache dell'epoca riportano racconti su come tra il 1o e 2 agosto del 1944 i circa 3.500 prigionieri dello Zigeunerlager – ossia il campo per gli zingari presente ad Auschwitz – siano stati tutti gasati e poi bruciati nei forni crematori; solo a Birkenau morirono circa 23.000 Rom e Sinti, dei quali circa 14.000 di stenti e malattie, e i restanti gasati, mentre si stima che complessivamente lo sterminio dei Rom durante la seconda guerra mondiale, il cosiddetto Porraimos, abbia comportato la morte di un numero di persone appartenenti a queste etnie compreso tra i 250.000 e 500.000;
occorre peraltro ricordare che la stessa Unione europea nell'aprile del 2011 si è dotata di una cosiddetta cornice comunitaria per le strategie di integrazione nazionale dei rom, uno strumento che ha previsto per tutti gli Stati membri dell'Unione europea un impegno senza precedenti in materia di promozione dell'inclusione delle comunità Rom nei rispettivi territori nazionali;
le dichiarazioni della consigliera Massimilla Conti, pertanto, oltre ad essere inammissibili su un piano etico e politico, perché rievocano attraverso il riferimento ai «forni crematori per i rom» una delle pagine storiche più nere e inaccettabili del secolo, appaiono gravemente lesive sia dei principali strumenti giuridici internazionali ed europei, sia delle disposizioni della legge n. 205 del 25 giugno 1993, e successive modificazioni, cosiddetta legge Mancino, che non solo vieta e punisce la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ma prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
tali dichiarazioni sono ancor più gravi alla luce di quelle funzioni pubbliche che la consigliera comunale è chiamata ad esercitare, e che secondo quanto previsto dall'articolo 54, comma 2, della Costituzione, ha «il dovere di adempierle con disciplina ed onore» –:
di quali elementi disponga in relazione a quanto sopra esposto e se non intenda assumere iniziative normative volte a implementare le sanzioni per esternazioni apertamente xenofobe, razziste e istigatrici alla violenza, qualora provengano da persone che esercitano una funzione pubblica o ricoprono incarichi istituzionali come nel caso della consigliera comunale di cui in premessa. (5-04062)