• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06968 da notizie di stampa apparse recentemente su diversi quotidiani locali, si apprende che nei giorni scorsi una giovane rom di 18 anni, assieme ad una complice di 13, è stata fermata dalla...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06968presentato daMOLTENI Nicolatesto diGiovedì 20 novembre 2014, seduta n. 335

MOLTENI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
da notizie di stampa apparse recentemente su diversi quotidiani locali, si apprende che nei giorni scorsi una giovane rom di 18 anni, assieme ad una complice di 13, è stata fermata dalla polizia intorno alla ore 15 in via Torriani a Como;
la polizia ha potuto procedere all'arresto grazie alla chiamata di una signora, residente in un condominio di via Borsieri, la quale attraverso la propria porta dotata di un vetro che consente a chi si trova all'interno di scorgere l'esterno ma non viceversa, le aveva viste mentre cercavano di rompere la serratura con un cacciavite per introdursi furtivamente nell'appartamento e svaligiarlo;
successivamente all'arresto per il reato di tentato furto aggravato in concorso e dopo il processo per direttissima, le due giovani rom sono state subito liberate dal giudice, che ha convertito la pena di sette mesi di detenzione in un periodo di «reclusione» con obbligo di firma nel luogo di residenza;
la residenza delle due rom, di cui non si conoscono le generalità né i precedenti penali, pare sia un campo nomadi situato nella provincia di Torino;
secondo quanto riportato dai quotidiani locali, sembra che sempre nel pomeriggio dello stesso giorno la polizia di Como abbia effettuato un numero imprecisato di interventi, soprattutto nella zona di Villa Olmo, via Bellinzona e via Bignanico, per altrettanti sopralluoghi all'interno di abitazioni svaligiate;
tale situazione, in particolare l'aumento di furti e rapine nella zona, ha provocato un generalizzato senso di insicurezza e timore tra i residenti nonché sconcerto perché, come riporta anche la stampa locale, «La colpa non è del giudice, ma delle nuove e contestatissime norme in materia di “svuota carceri”, per cui è stato obbligato a procedere “all'immediata scarcerazione delle due rom”»;
la totale impunità per chi commette questi reati, cosiddetti predatori, ha come evidente conseguenza il loro aumento esponenziale, come sta avvenendo infatti nella zona di Como;
tra i diversi provvedimenti denominati «svuota carceri», il decreto-legge 1o luglio 2013, n. 78, recante «Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena» convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 94 dispone il divieto di custodia cautelare preventiva in carcere per delitti per cui è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni;
sempre tra i diversi provvedimenti denominati «svuota carceri», la legge 28 aprile 2014, n. 67, non prevede più la detenzione in carcere per chi ha commesso una serie di reati con pena della reclusione fino a tre anni, tra cui rientra l'articolo 624 del codice penale, ossia il furto –:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare, ognuno secondo le proprie competenze, al fine di impedire che possano accadere fatti similari, in particolare se non si ritenga opportuno procedere alle più utili iniziative, anche normative, per modificare l'attuale disciplina e prevedere la detenzione in carcere per tutti quei reati predatori percepiti dalla popolazione come di grave allarme sociale; se si sia a conoscenza delle generalità delle due rom di cui in premessa e, nel caso, la loro nazionalità e i loro precedenti penali; quali iniziative si intendano assumere al fine di incrementare la sorveglianza del territorio di Como, che ha registrato un incremento di episodi di furti in abitazione, anche prevedendo ulteriori e maggiori dotazioni alle forze dell'ordine ivi impegnate. (4-06968)