• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00166 DAVICO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da notizie provenienti da organi di stampa nazionali e da agenzie di stampa, si apprende di presunti...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00166 presentata da MICHELINO DAVICO
lunedì 24 giugno 2013, seduta n.048

DAVICO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

da notizie provenienti da organi di stampa nazionali e da agenzie di stampa, si apprende di presunti illeciti sulla raccolta dei rifiuti compiuti dalla De Vizia Transfer sull'isola di Ponza, che hanno portato agli arresti domiciliari di Vincenzo (padre) e Nicola (figlio) De Vizia, titolari della società che gestisce la raccolta di rifiuti in mezza Italia, in quanto avrebbero avuto un ruolo chiave nella truffa ipotizzata dall'inchiesta che ha portato anche all'arresto di due responsabili locali della De Vizia e all'iscrizione di 11 indagati nel registro del pubblico ministreo. Un appalto viziato fin dall'aggiudicazione, come ha scritto il Gip, che sarebbe costato al Comune oltre 3,5 milioni di euro in cambio di un servizio quasi inesistente;

il 4 marzo 2013 l'associazione temporanea di imprese Cooplat, Bra servizi e De Vizia Transfer si è aggiudicata l'appalto per i servizi di raccolta rifiuti e igiene urbana CO.A.B.SE.R. di un consorzio di 55 Comuni situati nel nord della provincia Granda (in particolare dell'albese-braidese);

nonostante il gruppo abbia vinto la gara per 21.604.194 euro, il servizio, che doveva partire dal 1° marzo 2013, non è ancora partito per alcune controversie amministrative sorte nelle scorse settimane in merito alle procedure di aggiudicazione della gara;

l'allarme tra gli amministratori pubblici e tra i cittadini delle comunità coinvolte è altissimo visto che il peso societario della De Vizia Transfer nell'associazione di imprese cuneese è del 30 per cento e che i vertici della società risultano coinvolti, in modo più marginale, in un altro scandalo legato all'ex Italsider di Bagnoli, insieme a 21 indagati dalla Procura di Napoli, che ipotizza il reato di disastro ambientale;

lo scorso 7 giugno il tribunale del riesame di Roma ha respinto le istanze di scarcerazione presentate dai legali dei De Vizia, confermando la misura degli arresti domiciliari,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che i risvolti giudiziari che hanno interessato i vertici della società citata, con cuore ad Avellino e sede a Torino, che ha un nutrito numero di appalti nel settore dei rifiuti in numerose città italiane, dal Veneto alla Sardegna, non possano destare sospetti di infiltrazione camorristica o, più in generale, malavitosa, vista anche la capacità penetrativa negli appalti pubblici su tutto il territorio nazionale, a dispetto delle "disavventure giudiziarie" in cui i vertici della De Vizia sono incorsi;

se l'Ufficio territoriale del Governo non ritenga necessario sospendere la fornitura di servizi da parte dell'associazione di imprese, in attesa di ulteriori accertamenti sulle attività di uno dei fornitori di maggiore peso nel settore dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti nella zona dell'albese-braidese;

se risulti che sussistano eventuali responsabilità relative al preventivo controllo di legalità esercitato da parte degli enti preposti, una su tutte la certificazione antimafia;

se il Governo intenda migliorare i protocolli di legalità con misure più efficaci, come l'analisi dei bilanci, al fine di verificare la provenienza delle risorse e la regolarità della gestione delle aziende titolari di concessioni in virtù di bandi pubblici;

quali azioni, nell'ambito delle proprie competenze, il Ministro intenda intraprendere, anche ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche per approfondire quali siano le modalità di aggiudicazione delle gare alle ditte coinvolte, al fine di assicurare la trasparenza, l'imparzialità e l'efficienza dell'amministrazione pubblica.

(3-00166)