• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00001 con D.D.G del 30 gennaio 2008 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale IV serie speciale numero 10 del 5 febbraio 2008, è stato indetto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00001presentato daPINI Gianlucatesto diVenerdì 15 marzo 2013, seduta n. 1

GIANLUCA PINI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
con D.D.G del 30 gennaio 2008 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale IV serie speciale numero 10 del 5 febbraio 2008, è stato indetto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, direzione generale per le risorse umane del Ministro, acquisti e affari generali, ufficio II, un concorso pubblico, per esami, a centoquarantacinque posti di dirigente tecnico, da assegnare agli uffici dell'amministrazione centrale e periferica del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al fine di concorrere alla realizzazione delle finalità di istruzione e di formazione, affidate alle istituzioni scolastiche ed educative, oltre all'attività di studio, di ricerca e di consulenza tecnica per il Ministro e i direttori generali;
l'esame consisteva in tre prove scritte della durata di otto ore ciascuna ed una prova orale, preceduto, ai sensi dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 272 del 2004, da prove preselettive effettuatesi presso l'ambito territoriale dell'ufficio scolastico regionale prescelto;
la prova di preselezione, consistente in una serie di quesiti a risposta multipla sulle materie oggetto del concorso, si è svolta – dopo innumerevoli rinvii rispetto ai quali l'amministrazione non ha mai esplicitato le cause – in data 21 settembre 2009 su tutto il territorio nazionale e la pubblicazione degli ammessi alle successive prove scritte è avvenuta in data 29 gennaio 2010;
le successive prove scritte (tre per ogni candidato) – anche queste hanno subito innumerevoli rinvii rispetto ai quali l'amministrazione non ha mai esplicitato le cause – si sono svolte a partire dal 28 febbraio fino al 24 marzo 2011. Per correggere i 2.700 elaborati la commissione ha impiegato ben 21 mesi: in media si è proceduto al ritmo di sei al giorno: la pubblicazione degli ammessi alle prove orali è avvenuta, infatti, in data 19 dicembre 2012;
non sono mai stati resi pubblici, né prima né dopo lo svolgimento delle prove, i criteri di valutazione adottati dalle commissioni giudicatrici, non è stata data la possibilità di capire se e quanto abbia inciso il superamento di tutte e tre le prove scritte o se bastasse non superare la soglia dei 7/10 nella prima prova per esonerare la commissione dall'onere di correggere le altre due (tenuto conto che era proprio la terza prova quella maggiormente deputata a delineare, più e meglio, le competenze disciplinari del dirigente tecnico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le uniche a giustificare le suddivisioni in settori);
non sono mai state rese note le date di pubblicazione degli ammessi alle prove orali, ma sono semplicemente apparse sul sito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nella data di cui sopra;
il suddetto concorso è stato bandito nel mese di gennaio 2008 e l'esito delle sole prove scritte giunge nel mese di dicembre 2012 (quasi 5 anni dopo), ma la strada è ancora lunga: la commissione dovrà esaminare gli ammessi durante la prova orale e, infine, compilare e pubblicare la graduatoria di merito;
da questo concorso sono stati esclusi, dopo aver superato la prova di preselezione e aver sostenuto le prove scritte, docenti che avevano il requisito minimo di nove anni di servizio come previsto dal bando, ma maturati in più ordini di scuola, magari docenti che avevano iniziato la loro carriera presso la scuola primaria e poi, quali vincitori di concorso e/o in possesso dell'abilitazione prevista, avevano ottenuto il passaggio presso la scuola secondaria di 1o o 2o grado, con un avanzamento di carriera;
appare quindi assurdo che un docente che ha cumulato più anni di servizio maturato con una progressione negli ordini di scuola debba essere escluso nel corso di una prova per posto dirigenziale il cui profilo professionale richiede conoscenze ampie ed articolate e che paradossalmente si è venuta a profilare la condizione per la quale un insegnante che avesse effettuato otto anni di servizio nella scuola primaria e otto nella secondaria per un totale di 16 anni di esperienza lavorativa non avesse il diritto di accedere ad un concorso ispettivo;
va inoltre sottolineato che il requisito dei nove anni di effettivo servizio indicato dal bando di concorso potesse essere ragionevolmente interpretato come condizione necessaria, vale a dire che doveva essere escluso chi non aveva maturato il servizio minimo; del resto anche per partecipare al recente concorso da dirigente scolastico, ove non era più prevista l'obsoleta distinzione in settori elementare, medie e superiori, contava l'anzianità complessiva cumulata, cinque anni minimo;
dai 16.000 concorrenti alla prova preselettiva sono risultati ammessi agli iscritti in 900, dopodiché si è giunti – dopo una correzione delle prove durata ben 21 mesi (circa 2 anni) – al critico risultato emerso pochi giorni fa, cioè di appena 79 ammessi agli orali;
non è accettabile un tale abbattimento di candidati aspiranti (da 16.000 a 79) posto che, di fatto, si ottiene come unico, oggettivo ed incontrovertibile risultato quello di avere come potenziali vincitori prevalentemente personale già distaccato o comandato;
non si comprende cosa possa aver giustificato una così inedita severità nelle correzioni delle prove scritte tale da rasentare, assai ragionevolmente, quella che all'interrogante appare un'incomprensibile arroganza nei confronti di 900 tra docenti e presidi che avevano già superato una preselezione decisamente severa (da 16.000 a 900);
a tutto quanto sopra descritto debbono aggiungersi numerosi ricorsi e pronunciamenti dei giudici amministrativi, a causa della assoluta mancanza di trasparenza in tutte le fasi dello svolgimento della procedura concorsuale, a partire dal bando di concorso, di non chiara ed univoca interpretazione in alcune sue parti –:
se quanto segnalato corrisponda al vero;
se la tempistica, le modalità di conduzione e i risultati non compromettano i princìpi di trasparenza, di efficienza e di efficacia cui è tenuta, per legge, tutta la pubblica amministrazione, considerato che non è accettabile che un concorso possa impiegare 5 anni per l'espletamento parziale e che gli orali si devono ancora svolgere;
se e come nel frattempo, si copriranno i posti vacanti, ora non più 145 come nel 2008, ma molti di più tenendo conto che ad oggi la situazione degli ispettori in Italia è la seguente: in Veneto, Molise, Toscana ad esempio sono andati tutti in pensione e in altre regioni, come la Sicilia, è rimasto in servizio un solo ispettore che deve farsi carico di oltre mille scuole. L'organico dei dirigenti tecnici prevede 335 posti, ma al momento la macchina scolastica del Paese può contare soltanto su 36 ispettori e anche quando i 79 ammessi agli orali (che scenderebbero almeno a 67 in quanto ben 12 candidati sono ammessi su più settori e dovranno, quindi, optare) dovessero tutti entrare in servizio rimarrebbero scoperti ben 220 posti: il 65 per cento del totale; se si intenda attuare una tacita spending review o si proseguirà nella prassi dei comandi che poi si tramutano in quelle che all'interrogante appaiono nomine politiche;
se non ritenga di fornire anche all'Italia, come accade in altri Paesi europei, un corpo ispettivo consistente ed efficiente, avendo constatato lo sperpero di tempo, energie, denaro che deriva dalla mancata soluzione di un problema fondamentale circa il sistema di valutazione nazionale;
se non ritenga che anche coloro che hanno cumulato il servizio minimo richiesto in più ordini di scuola avessero diritto a partecipare alla procedura concorsuale al pari di quelli che hanno sempre lavorato in un solo settore, dal momento che, considerata la competenza varia, articolata e multiforme che dovrebbe possedere un dirigente tecnico, tenuto a contribuire al miglioramento del sistema scolastico nella suo complesso, l'esclusione di figure con esperienza maturata in una progressione di carriera appare anacronistica ed irragionevole e che, anzi, tali figure, proprio per le competenze plurime acquisite, dovrebbero essere considerate una risorsa nell'ambito di un sistema scolastico come, recentemente e giustamente, è accaduto per il concorso a dirigente scolastico che ha abbattuto la distinzione in settori formativi;
se, alla luce di quanto esposto, non si intenda promuovere una rapida verifica su tutti i punti di cui sopra e definire una possibile soluzione in merito. (4-00001)