• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00007 lo stadio comunale Is Arenas nel comune di Quartu S.Elena concesso al Cagliari Calcio con determinazione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive n. 42 del 9 novembre 2012 è...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00007presentato daPILI Maurotesto diVenerdì 15 marzo 2013, seduta n. 1

PILI. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
lo stadio comunale Is Arenas nel comune di Quartu S.Elena concesso al Cagliari Calcio con determinazione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive n. 42 del 9 novembre 2012 è stato dichiarato «a norma». La commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha autorizzato con verbale n. 43/2012 del 21 novembre 2012 la capienza del suddetto stadio per un totale di n. 16.261 spettatori;
riguardo allo stadio in questione, si attende l'ottenimento dell'agibilità di carattere generale di cui al decreto ministeriale 18 marzo 1996. A tal proposito, proprio recentemente – così come risulta dalla comunicazione inviata dalla società in data 31 gennaio 2013 al comune di Quartu Sant'Elena – sono stati portati a compimento pressoché tutte le prescrizioni e gli interventi prescritti dalla commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di cui al verbale n. 02/2013;
per la disputa delle gare casalinghe della squadra, la società ha richiesto ed ottenuto il rilascio, da parte del sindaco di Quartu, delle licenze d'uso ex articolo 68 TULPS. Ciò è accaduto per le gare Cagliari/Pescara, Cagliari/Genoa, Cagliari/Napoli e Cagliari/Palermo, nel pieno rispetto delle condizioni dell'ordine e della sicurezza pubblica, tanto è vero che non si è verificato, in quelle occasioni, alcun episodio di disordine. Grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine del gruppo operativo sicurezza (GOS), e del servizio d'ordine e alle misure e interventi approntati dalla società, quella che era considerata tra le più a rischio tra le partite in calendario (Cagliari-Napoli) si è svolta nel più assoluto rispetto dell'ordine e della sicurezza pubblica;
lo stadio, pur in pendenza della definizione del procedimento di cui al decreto ministeriale 18 marzo 1996, non ha fatto emergere in quelle occasioni e, tanto più ora che quasi tutti gli interventi prescritti dall'autorità competenti sono stati realizzati, carenze e/o incompletezze strutturali tali da mettere a repentaglio o rendere impossibile la gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica;
la prefettura in data 4 febbraio 2013 ha diramato una nota, secondo cui il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica si sarebbe determinato in senso negativo dopo aver «preso atto del prevedibile afflusso molto elevato di sostenitori della squadra locale e della squadra ospite, anche in virtù degli ultimi risultati positivi ottenuti dalle due squadre...»; la nota si basa su elementi, per quanto concerne il primo, non supportato da alcun riscontro concreto, e, per quanto concerne il secondo, invece, irrilevanti come tali ed, anzi, meritevoli di valutazione di segno opposto. Come pure, la conclusione secondo cui permarrebbero «carenze strutturali dello stadio tuttora incompleto per quanto concerne rilevanti profili attinenti alla gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica» non trova secondo l'interrogante alcun fondamento. In buona sostanza, si tratta di determinazione assai singolare, in quanto in precedenza, nonostante si siano tenute partite considerate anche più a rischio di Cagliari-Milan (id est: Cagliari-Napoli), non si sono mai registrate affermazioni del genere da parte del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Affermazioni che destano meraviglia anche laddove si consideri che il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica – nonostante i singoli membri che lo compongono ne siano stati informati da parte della società – sembra ignorare gli interventi che sono stati realizzati che, come visto, le autorità competenti ben si sono guardate dal fare oggetto di sopralluogo nonostante l'esplicita richiesta in tal senso della società ricorrente del 4 febbraio 2013;
la prefettura, senza tener minimamente conto del fatto che fossero stati realizzati gli interventi e che la società avesse chiesto un sopralluogo, comunicava all'Osservatorio, al questore e alla Lega nazionale di serie A, le proprie decisioni negative precludendo qualsiasi possibilità di rilascio della licenza d'uso per lo svolgimento della partita Cagliari-Milan;
con nota 8627 del 5 febbraio 2012, la prefettura rilevava la persistenza di alcune carenze riguardanti ad esempio, «la videosorveglianza ed il sistema di registrazione audio...» e altre misure tese a tenere separate le diverse tifoserie prima del loro accesso alle rispettive tribune;
i sistemi di videosorveglianza e di registrazione audio sono stati perfettamente realizzati, come pure sin dal 28 gennaio 2013 il GOS aveva individuato le misure idonee per evitare qualsivoglia rischio di commistione tra le due tifoserie; ciò che lascia perplessi leggendo la nota prefettizia è la circostanza che, dopo aver asserito che lo stadio presenta le carenze strutturali di cui sopra, la nota afferma che «si evidenzia, in ogni caso, che, pur anche fossero state superate tutte le criticità riscontrate, le misure di cui il Club sportivo interessato comunica l'ultimazione non sono state ancora verificate....»;
l'affermazione della prefettura appare all'interrogante come una palese omissione considerato che è improponibile rilevare la sussistenza di carenze e l'inidoneità dell'impianto senza aver prima effettuato le verifiche del caso;
con la nota prefettizia n. 9202 del 6 febbraio 2013, in modo definitivo, si preclude qualsiasi possibilità di far rilasciare la licenza d'uso richiesta (e per questo deve ritenersi anche immediatamente lesiva), dal momento che si sancisce in modo categorico l'inidoneità dell'impianto in questione a «supportare» lo svolgimento della partita per presunti motivi «di ordine e sicurezza pubblica connessi alla situazione strutturale dell'impianto». La nota citata, invero, pur rimarcando che la decisione prefettizia viene presa, salvo diverse indicazioni dell'Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive, non tiene affatto conto del contenuto della stessa nota dell'Osservatorio prot. n. 555/42/2013 che sebbene ricevuta e richiamata dalla prefettura nella sua nota di cui sopra, non è stata considerata nella sua effettiva portata;
l'Osservatorio non ha affermato affatto che l'incontro non potesse svolgersi regolarmente, ma ha solo assegnato alla gara l'indice di rischio 2 (giusta determinazione dell'Osservatorio n. 32/2007 del 14 giugno 2007 – l'indice di rischio 2 costituisce un esplicito nulla osta all'utilizzo dello stadio, atteso che l'unica precauzione richiesta è provvedere alla sensibilizzazione delle misure organizzative);
la prefettura con nota prot. n. 9202 del 6 febbraio 2013 ha secondo l'interrogante assolutamente pretermesso la nota dell'Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive e, non solo non ha indicato le misure organizzative da seguire, ma si è spinta ben oltre ribadendo l'inidoneità dello stadio Is Arenas a supportare lo svolgimento della partita Cagliari-Milan per motivi di ordine e sicurezza pubblica connessi alla situazione strutturale dell'impianto;
la partita Cagliari – Milan si è svolta alla fine regolarmente senza alcun tipo di problema né sul piano dell'ordine pubblico e tantomeno per quanto riguarda la sicurezza;
la situazione attuale dell'impianto di Is Arenas risulta, però, sempre condizionata dall'assenza di un'autorizzazione definitiva e questo, oltre all'incertezza gestionale di una squadra di calcio di serie A, comporta un grave e crescente problema di tensione tra le istituzioni e l'opinione pubblica sarda;
tale situazione costituisce una grave discriminazione tra la squadra del Cagliari e le altre squadre dello stesso campionato, considerato che le condizioni di gran parte degli altri stadi italiani risultano molto peggiori di quelle dello stadio Is Arenas;
i recentissimi crolli verificatisi negli stadi San Paolo di Napoli o dall'Ara di Bologna, l'assenza di zone di prefiltraggio in gran parte degli stadi italiani, con le problematiche connesse a stadi inseriti nel tessuto urbano senza particolari accorgimenti viari esterni rendono di fatto univoco il problema della sicurezza degli stadi italiani;
le forze dell'ordine, l'impegno delle società, il buon senso e il senso di responsabilità hanno sino ad ora consentito il regolare svolgimento del campionato garantendo la piena funzionalità degli impianti sportivi;
la situazione dello stadio Is Arenas costituisce di fatto una discriminazione palese, evidente sotto ogni punto di vista, formale e sostanziale, che mira a colpire la squadra sarda costringendola a giocare fuori casa anche le partite che dovrebbe giocare in casa;
è evidente che tale situazione risulta insostenibile sia sul piano del diritto che delle normali relazioni tra società sportive e istituzioni e che, a giudizio dell'interrogante, si configura un vero e proprio accanimento burocratico contro la squadra sarda –:
se non ritenga necessario affrontare la questione personalmente, compreso un proprio personale sopralluogo all'impianto sportivo, al fine di evitare che tale impianto possa essere precluso ai tifosi con il rischio di alimentare tensioni che possono sfociare in gravi problemi di ordine pubblico;
se non ritenga di dover effettuare con somma urgenza un monitoraggio da rendere pubblico della situazione degli stadi italiani di serie A al fine di poter comparare le situazioni sia sul piano burocratico che della logistica e della sicurezza;
se non ritenga di dover valutare, l'opportunità, al fine di evitare ulteriori e gravi discriminazioni, che le determinazioni assunte dalle prefetture vengano uniformate in un senso o nell'altro, o consentendo il pieno utilizzo a pari condizioni di tutti gli stadi, compreso quello di Is Arenas o, a pari condizioni, di precludere tutti quegli impianti che risultassero nelle stesse condizioni dello stadio Is Arenas.
(4-00007)