• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07025 l'articolo 8, rubricato «Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato» della legge n. 124 del 1999, recante «Disposizioni urgenti in materia di personale...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07025presentato daPIAZZONI Ileana Cathiatesto diMartedì 25 novembre 2014, seduta n. 338

PIAZZONI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
l'articolo 8, rubricato «Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato» della legge n. 124 del 1999, recante «Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico», ha disposto il trasferimento dai comuni allo Stato del personale impiegato per i servizi amministrativi, tecnici e ausiliari nelle scuole;
tra gli effetti della normativa in questione si è dovuta constatare la drastica riduzione delle assunzioni di tale personale. In particolare, il numero dei collaboratori scolastici assunti si è ridotto di 11.800 unità, ciò causando, di fatto, l'esternalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole;
lo Stato si è dunque fatto carico di contratti di servizio per un'onerosità stimata in 620 milioni di euro, con aziende che impiegano l'equivalente di oltre 24.000 unità di personale a tempo pieno, a fronte della carenza organica sopracitata, stimata in 11.800 unità lavorative;
con la convenzione quadro n. 65/2001 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca aveva regolato il contratto per i servizi di pulizia per tutte le scuole d'Italia, affidando i servizi in questione a 4 consorzi, con l'impegno ad assumere – ai sensi del decreto legislativo n. 468 del 1997, recante «Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 22 della legge n. 196 del 1997» – in qualità di dipendenti a tempo indeterminato, gli ex lavoratori socialmente utili (LSU) per l'esecuzione dei servizi e delle attività di pulizia nei plessi scolastici;
nel 2013, su iniziativa del Ministro pro tempore Francesco Profumo, e sulla base di un accordo con i sindacati confederati, CGIL, CISL e UIL, si è stabilito che il servizio di pulizia nelle scuole dovesse essere assegnato con gara Consip;
il comma 5 dell'articolo 58 del decreto-legge n. 69 del 2013, recante «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia», convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013, ha infatti disposto che: «A decorrere dall'anno scolastico 2013/2014 le istituzioni scolastiche ed educative statali acquistano, ai sensi dell'articolo 1, comma 449, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i servizi esternalizzati per le funzioni corrispondenti a quelle assicurate dai collaboratori scolastici loro occorrenti nel limite della spesa che si sosterrebbe per coprire i posti di collaboratore scolastico accantonati ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119. A decorrere dal medesimo anno scolastico il numero di posti accantonati non è inferiore a quello dell'anno scolastico 2012/2013. In relazione a quanto previsto dal presente comma, le risorse destinate alle convenzioni per i servizi esternalizzati sono ridotte di euro 25 milioni per l'anno 2014 e di euro 49,8 milioni a decorrere dall'anno 2015»;
la disposizione normativa da ultimo citata ha dunque ridotto di circa 300 milioni di euro il costo del servizio, precedentemente quantificato in 620 milioni di euro;
a seguito di questo cospicuo taglio degli stanziamenti e con l'incidenza della crisi economica, l'esito della gara Consip e la contestuale gestione cooperativistica esternalizzata ha determinato per i lavoratori una netta riduzione del monte ore lavorativo, abbassando in maniera corrispondente il loro salario, già esiguo;
l'articolo 1, comma 748, della legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014) con uno stanziamento di 34,6 milioni di euro ha previsto, fino a febbraio 2014, il mantenimento della situazione lavorativa pregressa in riferimento al monte ore dei lavoratori, con un'eccezione per la città di Palermo che è stata autorizzata a prorogare il vecchio sistema, con un ulteriore impegno di spesa di 20 milioni di euro;
in prossimità della scadenza del 28 febbraio 2014 la situazione descritta rischiava di far emergere diverse criticità. Incerta, innanzitutto, era la sorte dei servizi di pulizia in oltre 4.000 plessi scolastici, così come i diritti retribuitivi di 24.000 lavoratori;
per far fronte a questo rischio in data 28 marzo 2014 è stato sottoscritto dalle parti sociali, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un accordo finalizzato alla soluzione delle problematiche occupazionali relative agli appalti di pulizia delle scuole;
il punto centrale dell'accordo riguarda il ripristino, per i lavoratori, delle condizioni economiche e contrattuali vigenti alla data del 31 dicembre 2013 (compreso dunque il monte ore). A tal fine venivano individuate, in capo ai lavoratori, mansioni ulteriori inerenti il ripristino del decoro e della funzionalità degli immobili adibiti ad edifici scolastici, da svolgere nell'ambito del programma per l'edilizia scolastica in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per un importo complessivo di 450 milioni di euro (somma questa da corrispondere per l'affidamento al personale adibito alla pulizia delle scuole a decorrere dal 1o luglio 2014 fino al 31 marzo 2016) e 150 milioni di euro con cui finanziare la cassa integrazione guadagni per il periodo estivo;
al fine di consentire l'effettiva implementazione di tali attività, nell'accordo del 28 marzo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si impegnava a garantire adeguati corsi di formazione destinati alla riqualificazione professionale del personale;
in data 1o luglio 2014, presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca si è tenuto un incontro con le parti sociali per dar seguito a quanto previsto nell'accordo del 28 febbraio. Veniva comunicato alle organizzazioni sindacali l'effettivo stanziamento di 150 euro per il piano di ripristino del decoro e della funzionalità degli uffici scolastici (cosiddetto progetto «scuole belle»), ma, altresì il contestuale ritardo nell'assegnazione delle risorse alle scuole e quindi l'impossibilità per le stesse di procedere al perfezionamento degli ordinativi dei servizi entro il 1o luglio 2014;
i ritardi descritti hanno causato diverse problematiche sul territorio nazionale, registrandosi una forte difformità nell'attuazione degli accordi sindacali citati;
per quanto riguarda la regione Lazio, come denunciato dai sindacati, molti lavoratori hanno subito una decurtazione degli orari di lavoro a fronte della mancata richiesta da parte delle scuole di attività aggiuntive e di manutenzione inerenti il progetto «belle scuole». Inoltre, la distribuzione dei fondi di fatto ha visto una concentrazione di questi ultimi presso alcune direzioni didattiche rispetto ad altre, anche nello stesso territorio regionale. Per di più occorre registrare anche una evidente incapacità gestionale da parte di alcune imprese affidatarie del servizio. Alcune aziende si limitano a emettere ordini di servizio in merito a spostamenti dei lavoratori (anche di centinaia di chilometri) da un plesso ad un altro senza tenere conto delle spese sostenute per detti spostamenti e del tempo di percorrenza necessario, minacciando anzi riduzioni degli orari contrattuali qualora non si dovessero attenere a tali disposizioni. Il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori viene, inoltre, in molti casi posticipato fino a 60 giorni, con evidente e grave pregiudizio per i lavoratori. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca stesso, in un incontro con le organizzazioni sindacali svolto in data 7 novembre, avrebbe ammesso che alcune imprese non stanno rispettando gli accordi sottoscritti, dando atto dei gravi problemi riscontrati a seguito del comportamento irregolare delle aziende medesime;
sulla base di quanto citato in premessa l'effettiva realizzazione del progetto «belle scuole» rischia seriamente di naufragare, disapplicando di fatto gli accordi sindacali più volte citati e a scapito principalmente dei lavoratori –:
se i Ministri siano a conoscenza di quanto illustrato in premessa;
quali iniziative urgenti intendano porre in essere affinché le clausole contrattuali previste nel capitolato d'appalto Consip e i successivi accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, per i quali sono state elargite ulteriori somme per cassa, vengano fatti rispettare, senza pregiudizio per i diritti dei lavoratori.
(4-07025)