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Atto a cui si riferisce:
S.4/00014 DI BIAGIO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, degli affari esteri e della giustizia - Per sapere - premesso che: l'avvocatura di Stato di Zurigo ha accertato un considerevole...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 005
all'Interrogazione 4-00014

Risposta. - In merito alla vicenda svizzera denominata "caso Giacchetta", dal nome dell'ex direttore dell'ufficio Inca Cgil di Zurigo coinvolto in un provvedimento penale ancora in corso per truffa a danno di molti pensionati italiani del Canton Zurigo, si rappresenta quanto segue.

Dagli atti risulta che il signor Antonio Giacchetta, direttore dell'ufficio fino al gennaio 2009, è indagato per truffa ai danni di circa 60 connazionali pensionati in quanto avrebbe fatto depositare su propri conti correnti dei capitali accumulati da connazionali a fini pensionistici, falsificando documenti, firme ed anche timbri consolari. L ammontare della truffa si aggirerebbe sugli 8 milioni di franchi svizzeri (l'allora controvalore di circa 5 milioni di euro).

Il 18 gennaio 2009, l'Inca, sulla base delle proprie verifiche, ha licenziato il signor Giacchetta, denunciandolo poi alla magistratura elvetica, che era già stata investita del caso da alcuni pensionati.

Occorre far presente, in via preliminare, che la presidenza nazionale del patronato Inca Cgil ha precisato che il coinvolgimento in giudizio non riguarda la sede nazionale italiana ma, come parte lesa, l'associazione Inca svizzera, costituita con ragione giuridica autonoma secondo la legislazione elvetica.

Proprio per provare la totale estraneità ai fatti contestati, l'ufficio di Zurigo ha ritenuto di proporre appello presso il tribunale cantonale nei confronti di alcune sentenze ad esso sfavorevoli per quanto riguarda il risarcimento del danno chiesto da numerosi connazionali nella causa civile contro il signor Giacchetta.

La stessa presidenza ha quindi evidenziato che il denaro necessario e obbligatorio per proporre appello non è stato versato dall'Inca Cgil, bensì dall'associazione Inca svizzera, destinataria in quota parte delle risorse derivanti dall'attività di tutela prodotta verso i pensionati italiani truffati.

A tale proposito è opportuno ricordare che questo Ministero provvede ad erogare, secondo i principi di ripartizione del fondo patronati disposti dal decreto ministeriale 10 ottobre 2008, n. 193, la somma totale spettante ai singoli patronati direttamente ai loro legali rappresentanti, i quali provvedono a ripartire, di conseguenza e secondo criteri interni, quanto percepito alle proprie strutture operative italiane ed estere per il loro funzionamento.

Da subito, ed in modo continuativo, per il "caso Giacchetta" il Ministero degli affari esteri ha assicurato ai pensionati coinvolti la massima assistenza. Inizialmente, il Ministero è intervenuto attraverso l'elargizione di un contributo per l'assistenza legale, che ha permesso di inquadrare la fattispecie anche sotto l'aspetto giuridico, premessa necessaria per giungere a sviluppi giudiziari favorevoli ai pensionati.

Analogamente a quanto accade per i cittadini residenti all'estero che si trovano in condizioni di indigenza, anche per alcuni connazionali coinvolti nella vicenda lo stesso Ministero ha provveduto ad erogare sussidi ordinari per indigenza.

Si ritiene tuttavia che per avere un quadro esaustivo dell'intera vicenda e delle responsabilità connesse, anche ai fini di eventuali iniziative di questo Ministero, sia necessario attendere gli esiti dell'indagine giudiziaria condotta dalla magistratura elvetica.

GIOVANNINI ENRICO Ministro del lavoro e delle politiche sociali

18/06/2013