• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02679-bis- ... premesso che: il comma 40 dell'articolo 2 del provvedimento in esame, prevede alla lettera a), la proroga dell'efficacia del contratto di programma 2009-2011 tra il Ministero dello...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02679-bis-A/026presentato daSCOTTO Arturotesto diDomenica 30 novembre 2014, seduta n. 342

La Camera,
premesso che:
il comma 40 dell'articolo 2 del provvedimento in esame, prevede alla lettera a), la proroga dell'efficacia del contratto di programma 2009-2011 tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane Spa, fino alla sottoscrizione del nuovo contratto di programma, che in base alla successiva lettera b) dovrà avere durata quinquennale e coprire il periodo 2015-2019;
la lettera a) specifica che la proroga dell'efficacia del contratto di programma avverrà fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa dell'Unione europea in materia, che si sostanziano in una decisione della Commissione europea chiamata a verificare che i trasferimenti statali a Poste italiane Spa siano effettivamente a copertura degli oneri derivanti dallo svolgimento degli obblighi del servizio universale e non costituiscano invece un aiuto di Stato, Detta lettera a) specifica, inoltre, che agli oneri derivanti dalla proroga si provvederà nei limiti degli stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente. Sono infine fatte salve le verifiche effettuate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) in ordine al costo netto del servizio universale per ciascuno degli anni del periodo regolatorio 2012-2014;
in proposito la relazione tecnica indica la ratio del riferimento alle verifiche AGCOM nella circostanza che, fermo restando il limite degli stanziamenti di bilancio entro cui viene approvato per legge il contratto, non potranno essere trasferiti a Poste italiane importi complessivi nel triennio agli oneri di servizio universale quantificati e verificati ex post dall'AGCOM, nel rispetto della disciplina UE in materia;
al riguardo bisogna ricordare che il contratto di programma disciplina i rapporti tra lo Stato e la società Poste italiane Spa, riconosciuta ex lege fornitore del servizio universale fino al 2026 (vale a dire un quindicennio a decorrere della data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 58/2011, che ha modificato la disciplina generale in materia postale recata dal decreto legislativo n. 261/1999) e che il Contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane per il triennio 2009-2011 è stato approvato con l'articolo 33, comma 31 della legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012), fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa comunitaria. L'efficacia del contratto è stata quindi perfezionata con la decisione della Commissione europea del 20 novembre 2012 C(2012)8230 final, che ha approvato i trasferimenti statali verso Poste Italiane a parziale copertura degli oneri connessi con lo svolgimento degli obblighi di servizio postale universale. Il triennio 2012-2014 viene, quindi, regolato secondo le disposizioni contenute nel Contratto di Programma 2009-2011 in virtù della clausola di ultrattività contenuta nell'articolo 16 comma 3 del Contratto;
il disegno di legge di bilancio 2015 reca lo stanziamento relativo al rimborso dello Stato a Poste italiane per gli oneri del servizio universale nel capitolo n. 1502 del programma 15.3, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia. A legislazione vigente il capitolo reca uno stanziamento di 277,4 milioni di euro, rispetto al quale il disegno di legge di bilancio prevede una riduzione fino a 262,4 milioni di euro;
con la delibera n. 444/12/CONS è stato poi avviato da parte dell'AGCOM — per la prima volta nel settore postale — il procedimento relativo ad «analisi e applicabilità del meccanismo di ripartizione e valutazione dell'eventuale costo netto per l'anno 2011», i cui termini sono stati prorogati con la delibera n. 709/13/CONS. Parallelamente con la delibera n. 117/14/CONS è stato avviato un analogo procedimento istruttorio, «analisi e applicabilità del meccanismo di ripartizione e valutazione dell'eventuale costo netto per l'anno 2012». L'attività di definizione del costo netto risulta pertanto ancora in corso;
la lettera b) del citato comma 40 quantifica poi l'onere per il nuovo contratto di programma in 262,4 milioni di euro a decorrere dal 2015 (che corrisponde al citato stanziamento recato dal disegno di legge di bilancio per il 2015). Anche in questo caso sono fatte salve le verifiche effettuate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) in ordine al costo netto del servizio universale;
il provvedimento in esame, al comma 41, definisce poi la procedura per l'adozione del nuovo contratto di programma, prevedendo in particolare che:
1) lo schema di contratto di programma venga inviato dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero dell'economia e delle finanze e all'AGCOM per l'acquisizione, entro quindici giorni, dei pareri di competenza;
2) sulla base dei pareri il Ministero dello sviluppo economico può riesaminare lo schema del contratto;
3) in ogni caso entro cinque giorni dall'acquisizione dei pareri dell'AGCOM e del Ministero dell'economia lo schema di contratto deve essere inviata alle competenti Commissioni parlamentari per l'espressione del parere non vincolante da rendere nei successivi venti giorni; decorso il termine il contratto può essere comunque adottato;
4) al termine della procedura, il contratto di programma deve essere sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico e fornitore del servizio universale entro il 31 marzo 2015;
5) il contratto sottoscritto è infine notificato alla Commissione europea;

inoltre, viene previsto che l'AGCOM debba esprimersi entro 45 giorni sulla richiesta di Poste italiane Spa di deroga agli obblighi del servizio universale ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo n. 261/1999, disposizione che, peraltro, appare oggetto di modifica da parte del successivo comma 3;
nel testo vigente, infatti, il citato articolo 3, comma 7, consente, previa autorizzazione dell'AGCOM e comunicazione alla Commissione europea, la fornitura a giorni alterni del servizio in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale o geografica in ambiti territoriali con una densità inferiore a 200 abitanti/kmq e comunque fino ad un massimo di un ottavo della popolazione nazionale, ma il comma 42 dell'articolo 2 del provvedimento in esame prevede ora che la deroga, ferma rimanendo 1 necessità del requisito di peculiare situazione infrastrutturale o geografica con una densità di popolazione inferiore a 200 abitanti/kmq, possa interessare fino ad un massimo di un quarto, e non più d un ottavo della popolazione nazionale;
durante la discussione in sede referente sono stati approvati tre emendamenti identici che aumentano dal 5 al 50 per cento la percentuale massima dei fondi, provenienti da raccolta effettuata da Poste Italiane Spa per l'attività di bancoposta, che può essere investita in titoli, diversi da quelli governativi dell'area euro, assistiti dalla garanzia dello Stato. Inoltre, sono stati riaperti i termini per la stipula di appositi accordi o convenzioni (in luogo di sole convenzioni) tra Poste Italiane e il Ministero dell'Economia, per disciplinare le operazioni afferenti lo svolgimento del servizio di tesoreria, il regime dei flussi (riscossioni e pagamenti di Stato e settore pubblico allargato, conti correnti postali e raccolta del risparmio postale) e fissare le relative remunerazioni. Gli emendamenti approvati, inoltre, precisano che le remunerazioni saranno rapportate a una contabilità analitica per centro di costo (ovvero sulla base di appositi parametri rappresentativi di tali costi) solo per le attività diverse dalla raccolta del risparmio postale. Per tale ultima attività, rimane fermo il vigente criterio dell'ammontare della raccolta. Si chiarisce infine che dette remunerazioni potranno essere riviste non più solo su base annuale (come invece attualmente previsto), e che tale revisione potrà avvenire mediante appositi accordi aggiuntivi, che prevedano anche misure idonee a garantire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta;
in buona sostanza, risultano approvati emendamenti tesi unicamente a rafforzare il sistema di banco-posta di Poste Italiane Spa piuttosto che proposte tese a rafforzare il sistema di fornitura universale che invece dovrebbe rappresentare la missione fondamentale di Poste Italiane Spa e nulla si dice sulla tutela degli attuali livelli occupazionali dei lavoratori attualmente impiegati presso l'ente;
con grande preoccupazione ed estremo rammarico si segnala la mancata approvazione dell'emendamento presentato da Sinistra Ecologia e libertà n. 23.14 sulla tutela occupazionale dei dipendenti di Poste perché, ad oggi, e al netto di quanto previsto dalla legge di stabilità 2015, non è dato sapere se il processo di privatizzazione che il Governo sta definendo con riferimento a Poste italiane S.p.a. riuscirà ad assicurare concretamente la tutela, la protezione sociale e il mantenimento dei livelli occupazionali di tutti i lavoratori attualmente impiegati presso l'ente, con particolare riferimento a quelli operanti nel settore del recapito postale;
solo lo scorso 20 ottobre, Mario Petitto, segretario della Cisl Slp, aveva affermato il nuovo piano industriale predisposto dall'amministratore delegato Francesco Caio avrebbe comportato circa «1720.000 esuberi», su un organico di circa 143.000 persone e la Cisl rappresenta il 52 per cento dei dipendenti del Gruppo;
nel corso di un'audizione presso la Commissione Industria del Senato che aveva come argomento la tempistica dell'iter di privatizzazione di Poste, l'amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, ha annunciato l'intenzione di tagliare da 500 a 600 sportelli,

impegna il Governo

a considerare ogni atto di competenza finalizzato a assicurare durante l'iter di privatizzazione di Poste Italiane S.p.a la tutela, la protezione sociale e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali di tutti i lavoratori impiegati presso l'ente, con particolare riferimento a quelli operanti nel settore del recapito postale.
9/2679-bis-A/26. (Testo modificato nel corso della seduta).  Scotto, Quaranta, Airaudo, Placido.