• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00083 SANGALLI, FEDELI, FABBRI, TOMASELLI, ESPOSITO Stefano, VACCARI, MARGIOTTA, CUCCA, SPILABOTTE, CASSON, PIZZETTI, LO GIUDICE, PUPPATO, PEZZOPANE, CHITI, MATTESINI, MICHELONI, GATTI, GIACOBBE,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00083 presentata da GIAN CARLO SANGALLI
martedì 16 aprile 2013, seduta n.013

SANGALLI, FEDELI, FABBRI, TOMASELLI, ESPOSITO Stefano, VACCARI, MARGIOTTA, CUCCA, SPILABOTTE, CASSON, PIZZETTI, LO GIUDICE, PUPPATO, PEZZOPANE, CHITI, MATTESINI, MICHELONI, GATTI, GIACOBBE, AMATI, LAI, FAVERO, MARINO Mauro Maria, PAGLIARI, MARINO Luigi, PINOTTI, GRANAIOLA, VILLARI, BERTUZZI, GUERRIERI PALEOTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

sulla base del recente parere inviato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) all'Autorità per le comunicazioni, come si apprende anche dalla stampa quotidiana (articoli pubblicati su "la Repubblica" e sul "Corriere della Sera" del 9 aprile 2013), il prezzo all'ingrosso dei messaggi telefonici (sms) in Italia sarebbe più alto rispetto alla media europea;

secondo i recenti dati forniti dall'Antitrust, nel 2012 in Italia il prezzo medio all'ingrosso era di 4,57 centesimi, contro i 3,15 della media europea;

sempre secondo il riferito parere dell'Antitrust (si veda il citato articolo pubblicato su "la Repubblica"), un effettivo pericolo di monopolio sui prezzi degli sms sembrerebbe non essere reale per via della innovativa tecnologia smartphone che ha alimentato una nuova forma di comunicazione, quella dei messaggi gratuiti via Internet. Il nuovo mercato del traffico mobile via web sembrerebbe in continua crescita: tra il 2010 e il 2011, questa nuova forma di comunicazione sarebbe aumentata del 300 per cento;

tuttavia, la situazione di divario dei prezzi all'ingrosso esistente tra l'Italia e gli altri Paesi dell'Unione europea potrebbe avere ripercussioni negative su quegli operatori più piccoli che hanno un minor traffico di messaggi, compromettendone la tenuta sul mercato;

non tutti gli utenti finali, soprattutto le generazioni più giovani e quelle più anziane, posseggono apparecchiature avanzate come gli smartphone, anche in considerazione dei costi elevati degli stessi;

l'Antitrust, nel suo parere, avrebbe comunque invitato l'Autorità per le comunicazioni a valutare l'opportunità di intervenire sul mercato degli sms e sui suoi costi (si veda il citato articolo pubblicato su "la Repubblica"),

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta in premessa;

se non ritengano opportuno promuovere, per quanto di competenza, le iniziative più opportune per assicurare la giusta concorrenza nel mercato degli sms in Italia, come nel resto d'Europa, a tutela sia degli operatori più piccoli che dei consumatori.

(4-00083)