• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01428-B/015 in sede d'esame del disegno di legge recante "Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1428-B/15 presentato da NUNZIA CATALFO
mercoledì 3 dicembre 2014, seduta n. 364

Il Senato,
in sede d'esame del disegno di legge recante "Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro" (AS 1428-B)
premesso che:
l'articolo 1, comma 7, lettera g), del disegno di legge in esame reca un criterio di delega, volto all'introduzione, anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
considerato che:
l'articolo 36, comma primo, della Costituzione stabilisce che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro "e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa";
la risoluzione 1993 adottata dal Consiglio d'Europa il 10 aprile 2014 sollecita gli stati membri ad approvare nei loro rispettivi ordinamenti misure volte a "garantire un salario minimo nazionale e piani di protezione sociale ad un livello che corrisponde alle esigenze di sviluppo nazionali". Allo scopo di garantire una retribuzione equa al lavoratore in modo da assicurare al lavoratore una vita e un lavoro dignitoso in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità;
in tal senso è stato presentato in Senato il disegno di legge n. 1697 recante, appunto, disposizioni per l'introduzione del salario minimo orario;
impegna il Governo ad assicurare, in sede di esercizio della delega di cui in premessa:
a) l'introduzione di un salario minimo orario di importo non inferiore ai 9 euro lordi da applicare alle ore di lavoro mensili previste dal contratto;
b) il divieto di stipulare contratti di lavoro con una retribuzione inferiore;
c) un meccanismo automatico di incremento del salario orario minimo al 1º gennaio di ogni anno in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati definita dall'lstat;
d) per i contratti di lavoro in essere, fatte salve le condizioni di miglior favore, l'applicazione del salario orario minimo al livello retributivo inferiore e la riparametrazione dei livelli superiori fino ai successivi rinnovi;
e) l'esclusione dal computo del salario minimo orario di eventuali indennità o rimborsi spese spettanti al lavoratore per il lavoro distaccato nonché degli emolumenti non monetari;
f) il divieto di impiegare il salario minimo orario nell'interesse del datore di lavoro (e la nullità di ogni patto contrario) nonché la sua impignorabilità;
g) l'applicazione del salario minimo anche a particolari figure autonome di lavoro come i praticanti degli studi professionali;
h) la previsione di specifiche sanzioni amministrative a carico dei datori di lavoro che violino l'obbligo salariale minimo.
(numerazione resoconto Senato G1.114)
(9/1428-B/15)
CATALFO, PAGLINI, PUGLIA, BERTOROTTA, VACCIANO, CASTALDI, DONNO, GIROTTO