• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/07174 in data 18 novembre 2014 sul quotidiano La Stampa è apparso un articolo dal titolo «Emergenza artigiani in nero “In Piemonte sono 126 mila” I mestieri più a rischio sono estetisti e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07174presentato daBECHIS Eleonoratesto diGiovedì 4 dicembre 2014, seduta n. 345

BECHIS. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
in data 18 novembre 2014 sul quotidiano La Stampa è apparso un articolo dal titolo «Emergenza artigiani in nero “In Piemonte sono 126 mila” I mestieri più a rischio sono estetisti e parrucchieri. “È concorrenza sleale”» a firma di Marina Cassi di cui si riportano in seguito alcuni stralci:
«Emergenza artigiani in nero – “In Piemonte sono 126 mila” – I mestieri più a rischio sono estetisti e parrucchieri. “È concorrenza sleale”;
(...) Secondo la Confartigianato del Piemonte in regione ci sono 126.700 lavoratori dell'artigianato in nero, il 9,5 per cento del totale del settore. (...) Dino De Santis, ha le idee molto chiare: (...) “il settore più a rischio è quello dei parrucchieri ed estetiste, spesso ex dipendenti che dopo il licenziamento continuano a esercitare a casa loro, idraulici e elettricisti che arrotondano anche se non prestano più i loro servizi ufficialmente”. E l'elenco prosegue con “i dipendenti in mobilità oppure i cassintegrati”. De Santis polemizza: “Questo esercito di abusivi non solo fa concorrenza sleale alle imprese regolari ma determina una rilevante evasione fiscale e contributiva”.
(...) L'associazione stima che una fetta così ampia di lavoro irregolare determini una evasione fiscale e contributiva pari a 11,78 miliardi di Iva, 2,8 di Irpef, 604 milioni di Irap e 4,54 miliardi di contributi sociali. (...) Secondo la ricerca le imprese artigiane regolari sono tra le più esposte alla concorrenza sleale dell'abusivismo e del sommerso: circa i due terzi del settore – che in Italia conta 923.559 imprese e 1.750.427 addetti – sono a rischio. (...) Il settore più esposto sarebbe è quello dei servizi alla persona, con un tasso di aziende a rischio del 24,5 per cento, poi alloggio e ristorazione con il 22,1 per cento e le attività di trasporto e magazzinaggio con il 19,5. Ma particolarmente esposti alla crisi sono anche parrucchieri e estetiste» –:
se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto e cosa intenda fare per facilitare e incrementare le operazioni atte a combattere efficacemente l'evasione fiscale e contributiva. (4-07174)